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Tesi etd-11232005-160527


Tipo di tesi
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Autore
lemetti, arianna
Indirizzo email
arianna_lemetti@virgilio.it
URN
etd-11232005-160527
Titolo
resistenza al fuoco di edifici industriali protetti e non protetti
Struttura
INGEGNERIA
Corso di studi
INGEGNERIA CIVILE
Commissione
relatore pietro croce
relatore giovanni buratti
Parole chiave
  • fuoco
Data inizio appello
2005-12-12
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
La progettazione di un edificio, normalmente, si conclude con la verifica a freddo della struttura cioè alla temperatura di 20° C (temperatura ambiente).
La struttura quindi viene considerata sollecitata dalle sole azioni meccaniche e non da quelle termiche, queste ultime però non sono trascurabili soprattutto in edifici soggetti a grande affollamento (discoteche, cinema …) e in quelli di tipo industriale (cartiere, colorifici…).
Le azioni meccaniche sono quelle determinate attraverso il decreto ministeriale del 16 gennaio 1996 Norme tecniche relative ai “ Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e dei sovraccarichi”.
Le azioni termiche influenzano sia le sollecitazioni, dandone di aggiuntive a quelle già presenti, sia la resistenza del materiale andando a variare le proprietà sia fisiche che meccaniche di esso.
Le azioni termiche sono espresse dalla curva di incendio che rappresenta la variazione della temperatura dell’ aria in funzione del tempo trascorso dall’ inizio dell’ incendio, essa può essere di due tipi reale o normalizzata, la prima considera le caratteristiche reali dell’ edificio quindi è applicabile solo a quel caso particolare, la seconda invece è applicabile ad ogni tipo di struttura perché risulta indipendente dalle caratteristiche dell’ edificio stesso e quindi è una semplificazione per l’ analisi. La curva di incendio utilizzata dalle due normative UNI 9502 e UNI 9503, cioè quelle considerate in questo studio, è la ISO 834 (curva normalizzata di incendio della quale si parlerà di seguito). Altra curva da prendere in considerazione è la curva di riscaldamento degli elementi strutturali, attraverso tale curva si determina la temperatura del materiale, ricavandola da quella dell’ aria, ed è proprio tale temperatura che, come abbiamo già detto, influenza la capacità portante dei vari elementi.
La temperatura degli elementi dipende da:
• Temperatura dell’ ambiente
• Presenza e natura delle protezioni
• Forma della sezione dell’ elemento
Per migliorare il comportamento di un edificio è possibile sostituire gli elementi con altri più resistenti a tale azione, oppure si può intervenire mediante protezioni.
Le protezioni possono essere costituite da:
• Rivestimenti prefabbricati
• Rivestimenti a spruzzo
• Vernici intumescenti
Per le protezioni è importante conoscere:
• Conduttività termica
• Calore specifico
• Densità
• Contenuto di umidità
queste proprietà portano ad avere un riscaldamento più lento del profilo protetto, influenzando così la capacità portante degli elementi strutturali, aumentando il tempo per arrivare al collasso della struttura, agevolando quindi l’ evacuazione dello stabile e l’ intervento dei vigili del fuoco e diminuendo così il numero di vittime possibili.
Obiettivo di questo studio è stato quello di confrontare, dal punto di vista della resistenza al fuoco, vari progetti variando: il tipo di materiale impiegato, le dimensioni degli elementi costituenti il fabbricato, il tipo e lo spessore delle protezioni di modo che si possano individuare i pro e i contro di ogni modifica apportata al progetto e scegliere fra queste la soluzione migliore.
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