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Tesi etd-11102015-160754


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
ACCORRONI, MARCO
URN
etd-11102015-160754
Titolo
Irretroattività della giurisprudenza penale in malam partem?
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Di Martino, Alberto
Parole chiave
  • Corte di Cassazione
  • precedente
  • Giurisprudenza creativa
  • Legalità penale
  • Irretroattività
  • Nullum crimen nulla poena sine lege
  • Corte Europea dei diritti dell'Uomo
  • Principio di legalità
  • mutamenti giurisprudenziali in malam partem
Data inizio appello
09/12/2015;
Disponibilità
parziale
Riassunto analitico
Il presente lavoro riguarda la problematica dei c.d. mutamenti giurisprudenziali in malam partem, considerata nel contesto più generale della odierna “crisi della legalità”.
La tesi è volta a fornire una panoramica delle principali questioni che tale tematica pone, dando conto del dibattito dottrinal-giurisprudenziale formatosi su di esse e proponendo una personale lettura dell’Autore della loro soluzione e dei possibili sviluppi futuri dell’ordinamento.
La prospettiva adottata è prettamente penalistica, tuttavia la complessità dei presupposti della problematica è tale da richiedere di confrontarsi costantemente con la riflessione della dottrina di teoria generale del diritto e di diritto costituzionale.
Il lavoro si articola in cinque sezioni.
La prima sezione reca una breve trattazione dei fondamenti del principio di legalità e delle tensioni che lo caratterizzano nell’odierno contesto ordinamentale, al fine di inquadrare correttamente l’oggetto di studio.
Nella seconda sezione si approfondisce il dibattito dottrinale sulla intricata questione relativa al ruolo del giudice nel nostro ordinamento, in considerazione del carattere “necessariamente creativo” che gli indirizzi teorico-generali maggioritari riconoscono alla sua attività interpretativa.
Nella terza sezione, si tratta della “legalità penale convenzionale” ex art. 7 CEDU, per come interpretata dalla giurisprudenza di Strasburgo. Il lavoro si concentra in particolare sui precedenti della Corte EDU sul tema della retroattività della norma giurisprudenziale in malam partem, tentando di carpirne le logiche, rilevarne i profili critici e trarne possibili direttrici evolutive per il nostro ordinamento.
Nella quarta sezione, facendo tesoro delle riflessioni sopra svolte, ci si propone di leggere criticamente alcuni recenti sentenze della giurisprudenza italiana che paiono per la prima volta far emergere segni di cedimento del paradigma classico che vede il giudice come mero applicatore della legge e la legge come fonte monopolistica del diritto penale, tenendo conto delle relative ricadute sul piano del diritto penale intertemporale.
L’ultima sezione è dedicata all’analisi critica di possibili soluzioni ordinamentali alla problematica, in prospettiva de iure condito e de iure condendo. Tra queste, particolare attenzione viene dedicata agli istituti del c.d. prospective overruling e alla proposta dottrinale di introduzione di una forma di precedente “relativamente” vincolante nel nostro sistema.
La tesi si conclude con alcuni rilievi problematici circa i possibili futuri sviluppi dell’ordinamento al fine di dare effettiva attuazione, nella dialettica tra le due “dimensioni” del principio di legalità, all’esigenza di sicurezza giuridica dei consociati.
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