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Tesi etd-11042014-145812


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC6
Autore
ANTONELLI, MICHELE
URN
etd-11042014-145812
Titolo
Significato predittivo dei markers di funzione vascolare nel paziente iperteso
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Taddei, Stefano
tutor Dott.ssa Bruno, Rosa Maria
Parole chiave
  • arterial stiffness
  • hypertension
  • rigidità carotidea
  • ipertensione
  • rigidità arteriosa
  • rigidità aortica
  • aortic stiffness
  • carotid stiffness
Data inizio appello
02/12/2014;
Disponibilità
parziale
Riassunto analitico
Introduzione. L’ipertensione arteriosa, un importante fattore di rischio cardiovascolare, risulta associata a processi di rimodellamento vascolare e di irrigidimento delle arterie, fenomeni che però sembrano procedere in maniera diversa a seconda del profilo di rischio del paziente. L’evoluzione temporale dei parametri di rigidità arteriosa in presenza di diversi fattori di rischio è un aspetto ancora poco studiato.

Scopo dello studio. Valutare l’evoluzione nel tempo dei parametri di geometria e rigidità arteriosa in pazienti ipertesi e studiare il loro valore predittivo.

Metodi. In questo studio prospettico osservazionale sono stati arruolati 153 pazienti ipertesi essenziali, valutati basalmente (V0) e dopo un follow-up di 3.6±1.2 anni (V1). I parametri di rigidità aortica (carotid-femoral pulse wave velocity, PWV) e la pressione di pulsazione (PP) carotidea sono stati ottenuti tramite tonometria ad applanazione. La variazione di diametro e lo spessore medio-intimale carotideo (cIMT) sono stati calcolati tramite analisi automatica di immagini ultrasonografiche delle arterie carotidi comuni, da cui sono stati ottenuti il coefficiente di distensibilità (DC) e la stiffness carotidea (CS).

Risultati. Durante il periodo di follow-up si è verificata una riduzione significativa della pressione arteriosa diastolica (PAD da 82.2±8.8 a 79.7±10.9 mmHg, p=0.026), ma non di quella sistolica (PAS da 142.4±15.6 a 141.2±17.2 mmHg, p=ns) a fronte di un incremento del numero di farmaci antiipertensivi usati (da 1.2±1.0 a 1.8±1.0, p<0.0001). Si è registrata inoltre una stabilità negli anni del profilo lipidico (colesterolo LDL da 128.3±36.4 a 125.3±37.9 mg/dl, p=ns), in rapporto ad un incremento dei soggetti in terapia ipocolesterolemizzante (dal 14.4% al 25.5%, p=0.01). Nel gruppo dei pazienti diabetici il controllo glicemico è migliorato (Hb glicata da 8.3±0.7 a 7.7±1.2 mg/dl), grazie a un incremento del numero di farmaci antidiabetici impiegati (da 1.4±0.7 a 2.1±0.9, p<0.0001). Per quanto riguarda i parametri vascolari, non sono state rilevate variazioni significative di PWV, cIMT, DC e CS. Al contrario, si è verificato un aumento del diametro medio della carotide comune (da 7,49±0,85 a 7,80±0,81 mm, p=0,002).
I pazienti in cui durante il follow-up si è verificata una riduzione della PWV>0.5 m/s presentavano a V0 valori più elevati di PAS (146.3±14.4 vs 139.8±13.6 e 141.0±17.4 mmHg, p=0.077), di PWV (10.1±2.1 vs 8.7±1.8 e 8.9±1.8 m/s, p<0.05) e un diametro carotideo medio maggiore (7.82±0.93 vs 7.26±0.75 e 7.41±0.72 mm, p<0.05) rispetto a coloro con PWV invariata (variazione compresa tra -0.5 e +0.5m/s) o aumentata nel tempo (aumento>0.5m/s). Essi hanno inoltre mostrato una maggiore riduzione della PAS nel tempo (-7.9±17.0 vs -2.0±15.1 e +3.5±18.2 mmHg, p<0.0001) e un minore incremento del diametro carotideo medio (+0.16±0.58 vs +0.40±0.53 e +0.39±0.47 mm, p=0.046).
I pazienti in cui durante il follow-up si è verificata una riduzione della CS>0.5 m/s presentavano a V0 valori più elevati di PAS (146.9±15.3 vs 144.6±13.0 e 135.8±16.3 mmHg, p=0,0008) e di PP carotidea (56.2±14.5 vs 51.6±14.3 e 46.1±15.0 mmHg, p=0,004) rispetto a coloro con CS invariata (variazione compresa tra -0.5 e +0.5m/s) o aumentata nel tempo (aumento>0.5m/s). Essi hanno inoltre mostrato una maggiore riduzione della PAS nel tempo (-10.6±18.1 vs -4.5±16.3 e +7.6±12.8 mmHg, p<0.0001), mentre il diametro carotideo è incrementato solo nei gruppi con CS invariata o aumentata (+0.13±0.57 vs +0.35±0.50 e +0.45±0.50 mm, p=0,016). È poi emerso che tra i soggetti in cui si è verificato un incremento>0.5 m/s di CS, il numero di farmaci antiipertensivi è aumentato in percentuale minore (54.7% e 51.1% vs 31.9%, p=0.05). Infine, solo nel 38.8% dei pazienti c’è stata concordanza tra l’andamento temporale di PWV e CS.

Conclusioni. In una coorte di pazienti ipertesi seguiti per circa 3 anni e trattati in maniera convenzionale (in relazione ai fattori di rischio classici), rigidità aortica e carotidea rimangono stazionarie, come pure il cIMT. Tuttavia si verifica una progressione del rimodellamento carotideo maladattativo, suggerendo una minore efficacia dell’approccio terapeutico tradizionale su questo tipo di danno vascolare. I pazienti con una riduzione nel tempo di PWV e CS presentano un abbassamento più marcato della PA e un minore aumento del diametro carotideo, ottenuti con un maggiore incremento del numero di farmaci.
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