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Tesi etd-09242014-165304


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
ANGHELONE, ROSARIA
Indirizzo email
ros.anghelone@gmail.com
URN
etd-09242014-165304
Titolo
Lo scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose. Profili critici della normativa e prospettive di modifica
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Pertici, Andrea
Parole chiave
  • infiltrazione mafiosa
  • Scioglimento
Data inizio appello
10/10/2014;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
IIl presente elaborato intende analizzare la complessa tematica delle infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni locali, con particolare attenzione allo strumento dello scioglimento dei consigli degli enti ex articolo 143 ss. del D. lgs. n. 267 del 2000. La nostra riflessione parte da due punti fondamentali: la mafia ha bisogno del territorio sul quale esercitare il proprio potere, economico, sociale, potremmo dire anche “biopolitico”, da cui trae legittimazione e si alimenta. D’altra parte, il Comune è la prima articolazione dello Stato sul territorio, è il primo contatto che il cittadino ha con l’organizzazione statale, il primo baluardo di legalità. Per queste premesse, nel primo capitolo affronteremo l’evoluzione storico-normativa dell’Ente locale, con particolare attenzione alle riforme avvenute negli ultimi venticinque anni, e la fondamentale importanza che riveste il territorio per la mafia. Svilupperemo, poi, il rapporto tra i due poteri,quello politico e quello mafioso, considerandolo una costante nella storia del nostro Paese. Il secondo capitolo della presente tesi lo dedicheremo interamente alla normativa di riferimento, una legge nata nel 1991 e che finora ha portato all’azzeramento di 252 consigli comunali e 4 aziende sanitarie, alla sua introduzione nel sistema giuridico, alla legittimità costituzionale sancita dalla fondamentale sentenza n. 103 del 1993, alle riforme che si sono succedute negli anni, ricostruendo tutto l’iter che conduce al provvedimento di scioglimento.Di fronte alle ingerenze illecite, che si manifestano con intensità crescente,lo Stato interviene esercitando la forza della legalità, in opposizione a quella della criminalità infiltrata. Ma la soluzione consistente in una temporanea gestione commissariale non sembra sufficiente; occorrono, invece, indicazioni politiche di intervento pubblico più ampio e duraturo, al fine di realizzare una base culturale stabile e un sentire civico innovato nelle collettività coinvolte. Nel terzo e ultimo capitolo, infatti, analizzando, di volta in volta, i decreti di scioglimento, le sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato, e soffermando la nostra attenzione a cinque casi particolari, cercheremo di rilevare le criticità insite nell’uso di tale strumento, proponendo anche delle modifiche alla normativa.


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