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Tesi etd-09102015-142225


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FERRO, FRANCESCO
URN
etd-09102015-142225
Title
Moira e l'azione degli dei: considerazioni sull'immanenza e l'onnipresenza del destino nell'Iliade
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Commissione
relatore Prof. Centrone, Bruno
correlatore Dott. De Sanctis, Dino
Parole chiave
  • onnipresenza
  • Moira
  • immanenza
  • dei
  • causalità
Data inizio appello
28/09/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La mia tesi vuole esplorare in modo sistematico, comprensivo e innovativo l’Iliade, per cogliere l’immagine che essa restituisce del mondo degli dei e della Moira, nonché del loro rapporto di causalità relativamente alle vicende umane e più in generale del cosmo.
Moira presenta in modo inequivocabile un doppio statuto, per un verso soggetto individuale agente, per l’altro evento e necessità dell’accadere di qualsiasi evento. Tuttavia, nonostante a una prima impressione questo possa far pensare a un pensiero ingenuo e non ben strutturato, la mia tesi vuole dimostrare come al contrario diverse descrizioni siano ben armonizzate da una prospettiva che prescinde da precise distinzioni categoriali quali quelle di soggetto, azione e processo dell’accadere. Moira comprende nella sua unità di soggetto individuale tutto quanto continuamente accade, è tutto ciò che accade in continuo fluire dal passato al presente al futuro. Al suo interno, dunque, non vi sono nette distinzioni tra soggetti individuali, eventi, luoghi e tempi, ma tutto confluisce indistintamente in tutto. L’uomo, pertanto, così come ogni altra cosa, non esiste di per sé e non è un soggetto individuale contrapposto alla Moira, ma è in ogni sua azione manifestazione di Moira. Questo non significa teorizzare qualcosa di caotico e incomprensibile, ma al contrario proporre una visione della realtà in cui pienamente e unicamente vero è il qui e ora, necessario in ogni suo aspetto, visto nel suo continuo fluire. Moira, dunque, è qualcosa di onnipresente e assoluto, è la necessità che tutto accada per come accade, non certo un ambito accanto ad altri o una prospettiva morale-normativa che come tale può o meno essere adempiuta. A questo proposito, infatti, le analisi mostrano come non esista una vera possibilità di travalicare il disegno di Moira, ma tutte le occasioni in cui sembra esserci in discussione una simile possibilità, si rivelino strumenti narrativi volti a riaffermare lo stesso principio, per cui nulla di ciò che accade è contrario al disegno di Moira e tutto ciò che fa parte del disegno di Moira non può che accadere per come deve accadere in base a questo disegno. Parlare di Moira, inoltre, significa parlare degli dei, che con essa sono continuamente in relazione. Lungo tutto il poema ciò che viene svolto da Moira viene senza alcuna soluzione di continuità svolto dagli dei, e gli dei intervengono ripetutamente per salvaguardare il disegno di Moira, e a questo si aggiunge il fatto che tutte le sezioni in cui gli dei discutono sul da farsi relativamente al disegno di Moira si concludono con la convergenza delle due prospettive, e sono pertanto leggibili non come indizio di una qualche forma di separazione, ma al modo di espedienti narrativi funzionali alla messa in rilievo di una problematica, quella dell’insuperabilità del destino, cui si risponde ribadendone l’assoluta necessità. Gli dei, pertanto, non discutono di un disegno a loro esterno, ma della loro stessa azione, spesso altrove pianificata senza l’esplicito riferimento al disegno di Moira, sottolineandone l’imprescindibilità. Gli dei, dunque, vivono in rapporto di perfetta coalescenza con Moira, e nella tesi si dimostra come a loro volta condividano con essa l’ambiguità dello statuto, e siano pertanto leggibili in base alla prospettiva delineata per essa. Ares Eris, Ate, Thanatos, Ade, Demetra, sol per citare alcuni esempi, sono allo stesso tempo soggetti individuali ed evento che accade. Pertanto, questa lettura può essere estesa all’intera famiglia divina, e vedere come si tratti non di un aggregato di individui, ma di un insieme di dimensioni che danno vita al reale, unitario alla luce di due principi, Moira e Zeus, a loro volta contemporaneamente soggetti individuali. Zeus è il padre degli dei e il suo volere costantemente imprescindibile, e le analisi svolte mostrano come ogni tentativo di travalicarlo sia destinato a fallire. Ciò che pertanto viene messo in luce e il modo in cui il significato del divino si armonizzi con la semantica di necessità e onnipervasività presentata da Moira. Gli dei a loro volta sono qualcosa di necessario e onnipervasivo, sono ciò che accade e il cosmo stesso nel suo accadere, all’interno del quale l’uomo, allo stesso modo di quanto detto per Moira, altro non è che costante manifestazione del divino. Essi sono, come esplicitamente vengono definiti, ciò che eternamente e costantemente è, con questo sottolineando presenza, realtà ed eternità del cosmo cui danno vita.
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