Sistema ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-09042009-105149


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
GIAMPIETRO, CHIARA
URN
etd-09042009-105149
Titolo
Ruolo del fattore iperpolarizzante nella regolazione della fibrinolisi endoteliale
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Taddei, Stefano
Parole chiave
  • attivatore del plasminogeno
  • endotelio
  • ossido nitrico
  • fattore iperpolarizzante endotelio derivato
  • ipertensione
Data inizio appello
22/09/2009;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
22/09/2049
Riassunto analitico
L’endotelio svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del tono vascolare attraverso il rilascio di varie sostanze, tra cui la principale e’ l’NO. Questa sostanza, prodotta dalle cellule endoteliali ad opera dell’enzima NO-sintetasi, partecipa anche all’attivazione della fibrinolisi endogena, promuovendo il rilascio del fattore tissutale del plasminogeno (t-PA) e proteggendo quindi la parete vasale dallo sviluppo di aterosclerosi e trombosi. L’ipertensione essenziale e’ una condizione clinica caratterizzata da una ridotta disponibilità di NO, cui consegue una alterata risposta vasodilatante endotelio dipendente e una inefficace attività fibrinolitica. In queste circostanze si attivano vie compensatorie, una delle quali coinvolge il fattore iperpolarizzante di origine endoteliale (EDHF), oggi identificato con un metabolita dell’acido arachidonico prodotto dal citocromo P 450 epossigenasi (CYP 2C9), che iperpolarizza le cellule muscolari lisce vasali e causa rilasciamento vascolare. Scopo della presente tesi e’ valutare il possibile ruolo di EDHF, CYP 2C9 dipendente, nella modulazione del rilascio di t-PA. Quindi, abbiamo studiato il rilascio di t-PA evocato dalla infusione nell’arteria omerale di bradichinina, utilizzando la tecnica pletismografia a strain-gauge. In volontari sani e in pazienti ipertesi essenziali l’infusione di bradichinina e’ stata quindi ripetuta in presenza di N-monometil-L-arginina, inibitore della NO sintetasi, e/o di sulfafenazolo, un inibitore altamente selettivo del CYP 2C9. Il rilascio di t-PA indotto dalla bradichinina a livello dell’avambraccio e’ risultato più elevato nei soggetti normotesi rispetto ai pazienti ipertesi essenziali. Il sulfafenazolo ha significativamente ridotto il rilascio di t-PA mediato dalla bradichinina in entrambi i gruppi. Nei soggetti normotesi l’infusione di L-NMMA ha ridotto il rilascio di t-PA indotta dalla bradichinina e quando L-NMMA e sulfafenazolo sono stati coinfusi, e’ stata osservata una ulteriore riduzione del rilascio di t-PA. Nei pazienti ipertesi essenziali. La NMMA non modificava il rilascio di t-PA evocato, mentre questo era ridotto dal sulfafenazolo, solo o associato a L-NMMA. Questi risultati dimostrano che il sulfafenazolo riduce il rilascio di t-PA indotto dalla bradichinina, suggerendo un possibile ruolo regolatore dell'EDHF prodotto dal CYP 2C9 sul rilascio di t-PA, oltre a quello dell’NO, nei soggetti normotesi. Nei pazienti ipertesi essenziali il rilascio di t-PA dipende esclusivamente da EDHF, meccanismo compensatorio inefficace che si attiva in presenza di una ridotta disponibilità di NO.

File