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Tesi etd-08312013-122802


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FOSSA, FABIO
URN
etd-08312013-122802
Title
Il problema del male in Hans Jonas. Dallo studio dello gnosticismo al confronto con Martin Heidegger.
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Commissione
relatore Prof. Fabris, Adriano
Parole chiave
  • Jonas
  • Heidegger
  • male
  • gnosi
  • gnosticismo
  • esistenzialismo
  • esistenza
Data inizio appello
30/09/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il pensiero di Hans Jonas è attraversato da una tensione che si rifrange tanto sulla coerenza interna della sua opera, quanto sulle modalità con la quale essa è ripresa e discussa. La sua produzione filosofica è solitamente periodizzata in tre fasi: studio del fenomeno gnostico, filosofia dell'organismo, etica della responsabilità. Questo schema tripartito, tuttavia, è riducibile ad una sostanziale opposizione, che non si limita alla temporalizzazione a cui la si vorrebbe ridurre, ma fa sentire la propria presenza durante l'intero corso della riflessione del filosofo. Da una parte, negli anni “giovanili”, domina l'approfondimento del paradigma gnostico, del suo linguaggio mitologico e simbolico e della sua interpretazione del sé e del mondo; dall'altra, dal dopoguerra alle soglie del duemila, il pensiero di Jonas è tutto incentrato su tematiche molto diverse sia dallo gnosticismo sia tra loro: filosofia dell'organismo, responsabilità, bioetica, questione della tecnica. I contributi che Jonas è stato in grado di produrre sono stati capaci di aprire prospettive interessanti su aspetti problematici della contemporaneità ma, dal momento che il loro autore non ne ha esplicitato il centro propulsivo ed unitario, l'interesse nei confronti della sua opera si è a sua volta frammentato, per cui essa viene solitamente coinvolta nel dibattito nella forma marginale e limitata del contributo appunto, non riuscendo ad emanciparsi e candidarsi a termine di confronto in sé. Tuttavia, il fatto che lo sguardo jonasiano sia stato in grado di posarsi con tanta acutezza su problemi fondamentali per la contemporaneità induce a ipotizzare che si sviluppi secondo un principio guida unitario e determinato. Lo scoprimento di quest'ultimo è lo scopo della nostra indagine.
In questa ricerca si propone una analisi delle dimensioni di senso che ospitano le categorie di cui Jonas si serve ne Il Concetto di Dio dopo Auschwitz. Il problema del male, nella radicalità della sua sfida ad ogni tentativo sensato di rivolgersi al mondo, assume il ruolo di catalizzatore della proposta jonasiana, portando ad espressione un pensiero complesso e ancora in fieri, nel quale confluiscono le istanze proprie del suo itinerario filosofico e in cui ognuna di loro mostra la propria importanza. Così, innanzitutto, si analizzerà il contesto di riferimento primario e più evidente: il pensiero ebraico e le proposte di interpretazione dell'evento Auschwitz, segnalando come il suggerimento jonasiano nasconda caratteri che rimandano a ben altro panorama culturale, quello gnostico; ci si intratterrà allora presso le opere sullo gnosticismo, dalla cui discussione emergerà la peculiarità della ricostruzione jonasiana e si profilerà sullo sfondo un nuovo termine, la filosofia dell'esistenza di Heidegger. Così, tramite un serrato confronto della gnosi, della filosofia dell'esistenza e della ricezione jonasiana di entrambe si guadagnerà l'accesso al nucleo più significativo della riflessione di Jonas e si potrà determinare il modo in cui queste teorie hanno positivamente partecipato allo sviluppo di un punto di vista critico nei loro stessi confronti e all'elaborazione di un compito per la filosofia del futuro. Solo riconoscendo, di ogni elemento, il suo esatto concorso alla svolta del pensiero di Jonas si possono mettere in movimento le forze (liberandole dal ruolo di semplici antagoniste) che hanno permesso al filosofo di porsi in quella determinata prospettiva critica nei confronti della filosofia del suo tempo e di elaborare una proposta per superarne le asperità, inaugurando un modo di nuovo di rapportarsi al mondo e ai propri simili.
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