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Tesi etd-08212013-104234


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC6
Autore
ALBANO, ELEONORA
Indirizzo email
eleonora.alba@hotmail.it
URN
etd-08212013-104234
Titolo
Orbitotomia decompressiva a scopo riabilitativo nella terapia dell'oftalmopatia basedowian: fattori di rischio che influenzano la comparsa di diplopia post-operatoria primaria.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Marinò, Michele
Parole chiave
  • orbitotomia decompressiva riabilitativa
  • oftalmopatia basedowiana
  • new onset of postoperative diplopia
  • incidenza di diplopia post-operatoria primaria
  • graves' orbitopathy
  • rehabilitative orbital decompression
Data inizio appello
24/09/2013;
Disponibilità
parziale
Data di rilascio
2053-09-24
Riassunto analitico
I pazienti con oftalmopatia basedowiana richiedono relativamente spesso la terapia chirurgica a scopo riabilitativo/estetico. Le terapie più comunemente praticate a questo scopo sono l’orbitotomia decompressiva e la chirurgia palpebrale, che generalmente vengono effettuate successivamente alla terapia medica e/o radiante esterna. La diplopia primaria è il più comune effetto collaterale dell’orbitotomia decompressiva. Lo scopo di questa studio era di individuare i principali fattori di rischio per la comparsa di diplopia post-operatoria primaria e di valutare l'eventuale influenza del tipo di approccio chirurgico. Inoltre venivano valutati i risultati dell’orbitotomia decompressiva in termini di riduzione dell’esoftalmo e di soddisfazione a lungo termine da parte dei pazienti riguardo alla loro funzione oculare ed al loro aspetto estetico. Veniva effettuata una valutazione retrospettiva di 247 pazienti con oftalmopatia basedowiana trattati con orbitotomia decompressiva mediale-laterale o solo laterale tra il Gennaio 2002 e il Dicembre 2009. La frequenza complessiva di diplopia post-operatoria nello sguardo primario era del 22.3% (n. 55/247 pazienti), con una differenza statisticamente significativa (p<0.001) tra pazienti con o senza diplopia pre-operatoria nello sguardo periferico. La tecnica chirurgica influenzava il risultato nei pazienti che non presentavano diplopia pre-operatoria nello sguardo periferico, ma non nei pazienti che presentavano diplopia pre-operatoria sempre nello sguardo periferico. Complessivamente, la riduzione dell’esoftalmo era maggiore dopo orbitotomia mediale-laterale. Cinquantuno dei 55 pazienti che presentavano diplopia post-operatoria costante nello sguardo primario, dopo orbitotomia venivano sottoposti ad intervento di correzione dello strabismo, che aveva successo in tutti i casi eccetto che in due pazienti. I restanti 4 pazienti rifiutavano la chirurgia muscolare. Alcuni pazienti venivano intervistati per telefono in merito alla loro soddisfazione in termini di recupero dell’aspetto estetico e della funzione oculare, ad una distanza media di 6 anni dall'intervento di orbitotomia decompressiva. Più dell'85% dei pazienti dichiarava una buona/eccellente soddisfazione riguardo ad entrambi i parametri indagati. I risultati di questo studio dimostrano che la diplopia pre-operatoria nello sguardo periferico è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di diplopia primaria post-operatoria dopo orbitotomia decompressiva effettuata a scopo riabilitativo/estetico, indipendentemente dalla tecnica chirurgica utilizzata. In assenza di diplopia pre-operatoria nello sguardo periferico, l’orbitotomia mediale-laterale è associata ad un maggior rischio di sviluppo di diplopia post-operatoria primaria, a fronte di una maggiore efficacia in termini di riduzione dell’esoftalmo. In ogni caso, la maggioranza dei pazienti mostrava piena soddisfazione per il risultato raggiunto.
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