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Tesi etd-07202018-101004


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FERRARI, EVA
URN
etd-07202018-101004
Title
"Atto di dolore". Dall'idea alla stesura di un testo drammaturgico.
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E FORME DELLE ARTI VISIVE, DELLO SPETTACOLO E DEI NUOVI MEDIA
Commissione
relatore Prof. Titomanlio, Carlo
Parole chiave
  • drammaturgia
  • atto di dolore
  • teatro
Data inizio appello
01/10/2018;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Riassunto analitico

Il lavoro qui proposto nasce dal desiderio di scoprire cosa si celi dietro il teatro. Nasce dal bisogno di capire come si costruisca un'illusione e quali siano gli attrezzi impiegati da coloro che il teatro lo rendono possibile. La tesi di Laurea Magistrale che segue tenta di dare delle risposte pragmatiche a chi, come me, si è chiesto come nasca una drammaturgia teatrale. L'oggetto d'analisi non è, dunque, l'adattamento di un testo narrativo preesistente in forma di testo drammatico, nè un'opera liberamente ispirata ad un'altra opera. Si tratta, infatti, di un dramma ideato e scritto ex novo, del quale ho voluto documentare tutto: il concepimento, la gestazione e il parto.
Come prende vita un testo? Quali sono le tappe che portano alla sua costruzione? Quali le difficoltà? Queste sono state le domande che mi sono posta prima di iniziare a lavorare alla drammaturgia. E, nel tentativo di trovare una risposta a ciascun quesito, ho provato a scrivere. Tanto, male. Poi ho riscritto ancora e ancora, comprendendo che per essere scrittori (anche solo per una volta) è necessario sradicare ogni pregiudizio, corroborare spirito e mente. Ho capito che il drammaturgo è, prima di ogni altra cosa, un artigiano. Come tale necessita di una bottega in cui può prendere le misure dei suoi personaggi, calcolarne lo spessore, dove gli è permesso smussare gli angoli del ritmo narrativo e abbellire i dialoghi. Tutto deve essere armonico, tutto deve essere estetico. Tuttavia, per arrivare al prodotto finito, l'artigiano (o il drammaturgo che dir si voglia) deve sporcarsi le mani, deve sbagliare e imparare. Deve migliorarsi. La mia attenzione si è rivolta proprio a questo retroscena. Ho voluto sbirciare il lavoro delle mani sapienti di chi, a differenza mia, il mestiere del drammaturgo lo fa per davvero. Ho annotato i trucchi del mestiere e memorizzato gli insegnamenti nella speranza che, una volta raggiunta la mia umilissima bottega, mi venisse più facile costruire la mia storia.
Per questa ragione ho pensato che fosse fondamentale condividere proprio quegli insegnamenti di cui un degnissimo artigiano di nome Michele Santeramo mi ha fatto dono prima e durante il laboratorio di drammaturgia (intitolato, per l'appunto, "A bottega") tenuto questa primavera a Peccioli, durante la prima edizione del FestiValdera.
Il primo capitolo di questa tesi, dunque, esplica ciò che ho nominato il "Metodo Santeramo" e si concentra sulle varie fasi attraverso le quali, secondo lo scrittore pugliese, una drammaturgia deve passare per poter giungere ad essere un prodotto finito. Si tratta di un percorso che permette di passare dalla pagina bianca alla drammaturgia realizzata e si sviluppa attraverso sette punti: la fotografia immaginata, la concatenazione logica di domande e risposte, i cinque snodi essenziali, la scaletta, la prima stesura, il lavoro di condizione/relazione e il grafico finale.
Il secondo capitolo è, invece, dedicato al risultato dell'applicazione pratica del Metodo Santeramo attraverso la scrittura di una drammaturgia, intitolata "Atto di dolore", della quale io stessa sono l'autrice. È un atto unico con due soli personaggi in scena, di cui riporto una sintesi in chiusura.
Il terzo capitolo consta di due parti: la prima tenta di fornire spiegazioni circa le origini del testo e i motivi che hanno portato alla stesura del dramma, la seconda desidera proporre un'analisi dei personaggi e delle tematiche trattate.
In conclusione è presente, inoltre, un'appendice che risulta essere una testimonianza di archivio del tempo trascorso in bottega. Qui viene riportata l'applicazione del Metodo Santeramo al dramma "Atto di dolore", attraverso il materiale realmente impiegato per giungere alla conclusione del testo. La sezione verrà dunque divisa nei sette punti precedentemente citati, ovvero: la fotografia immaginata, la concatenazione logica di domande e risposte, i cinque snodi essenziali, la scaletta, la prima stesura, il lavoro di condizione/relazione e il grafico finale.
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