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Tesi etd-06292013-192745


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
FRANCINI, MARGHERITA
URN
etd-06292013-192745
Title
Fibrillazione atriale di nuova insorgenza nell'infarto miocardico acuto con sopraelevazione del tratto ST: predittori clinici e impatto prognostico a lungo termine.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Berti, Sergio
Parole chiave
  • infarto miocardico acuto
  • fibrillazione atriale di nuova insorgenza
Data inizio appello
23/07/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
RIASSUNTO



La fibrillazione atriale è una complicanza aritmica relativamente frequente in corso di infarto miocardico acuto. La sua incidenza durante il ricovero per sindrome coronarica acuta è stata osservata tra il 5 e il 23% nei maggiori trials clinici. Tale aritmia può presentarsi in corso di STEMI in due modalità: 1) come FA preesistente all’evento acuto 2) come FA di nuova insorgenza, che compare per la prima volta in corso di ischemia miocardica o durante il ricovero.
Precedenti lavori hanno evidenziato che la fibrillazione atriale di nuova insorgenza ha un impatto prognostico sfavorevole nel contesto clinico di una sindrome coronarica acuta e nel follow up.
In questo studio retrospettivo abbiamo analizzato una popolazione di 1456 pazienti con infarto miocardico acuto afferiti alla nostra rete STEMI e trattati con angioplastica percutanea. Gli obbiettivi di questo studio oggetto della mia tesi sono a) definire la prevalenza della FA cronica e della FA di nuova insorgenza nella nostra popolazione di pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria b) individuare i maggiori predittori clinici di FA di nuova insorgenza nel paziente con infarto miocardico acuto c) valutare l’impatto prognostico della FA di nuova insorgenza in termini di morbilità e mortalità durante il ricovero per infarto miocardico acuto e nel follow up a 12 mesi dall’angioplastica percutanea.
In questa popolazione la prevalenza della fibrillazione atriale è stata del 9%. I pazienti con FA presistente all’evento acuto erano il 2% mentre il 7% quelli con FA di nuova insorgenza.
I pazienti con fibrillazione atriale (FA cronica ed FA new onset) avevano un’età media più avanzata rispetto ai controlli in ritmo sinusale ed avevano più frequentemente una storia clinica di ipertensione arteriosa, diabete mellito e pregresso infarto miocardico.
Al primo contatto medico i pazienti con FA di nuova insorgenza si erano presentati in più alta classe di Killip rispetto ai pazienti in ritmo sinusale: l’incidenza di edema polmonare acuto e di shock cardiogeno era stata tre volte maggiore nei pazienti con FA di nuova insorgenza rispetto ai pazienti in ritmo sinusale. Durante la PCI, i pazienti con FA di nuova insorgenza avevano richiesto supporto inotropo meccanico (contropulsatore aortico) con una frequenza doppia rispetto ai pazienti in ritmo sinusale.
I pazienti con FA di nuova insorgenza presentavano tempi coronarici (door to balloon e total ischemic time) più lunghi e un peggior risultato angiografico finale al termine della procedura interventistica (TIMI grade flow <3) rispetto ai pazienti in ritmo sinusale.
I maggiori predittori clinici di FA di nuova insorgenza durante infarto miocardico acuto sono risultati: l’età avanzata, l’ipertensione arteriosa, il pregresso infarto, l’instabilità emodinamica, il TIMI grade flow post PCI, la bassa frazione di eiezione ventricolare sinistra al controllo postprocedurale e valori elevati dei marker diretti e indiretti di danno miocardico (Troponina, BNP, PCR Fibrinogeno).
L’impatto prognostico della FA di nuova insorgenza si è dimostrato sfavorevole sia in termini di mortalità intraospedaliera che di morbilità e mortalità nel follow up a 12 mesi dall’angioplastica percutanea.
La mortalità intraospedaliera si è dimostrata doppia nei pazienti con FA di nuova insorgenza (8%) rispetto ai pazienti in ritmo sinusale (4,3%) mentre nel follow-up a 12 mesi dall’evento acuto la mortalità nel gruppo con FA di nuova insorgenza è stata del 21,7% contro il 6,7% nel gruppo in ritmo sinusale.
Durante il follow up clinico l’incidenza di reinfarto è stata doppia nei pazienti con FA di nuova insorgenza rispetto ai pazienti in ritmo sinusale (7,2% vs 3,9%) mentre l’incidenza di nuove ospedalizzazioni è stata del 20,5% nei pazienti con FA di nuova insorgenza contro l’10,3% nei controlli in ritmo sinusale.
I nostri dati confermano la fibrillazione atriale di nuova insorgenza nel paziente con infarto miocardico acuto è un marker di prognosi sfavorevole e un predittore indipendente di morbilità e mortalità sia nell’immediato periodo postinfartuale che nel follow up a lungo termine.
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