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Tesi etd-06282010-101214


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
FRANCESCHINI, FILIPPO
email address
fili.france@tiscali.it
URN
etd-06282010-101214
Title
Le attività di indirizzo e controllo della Regione Toscana sui propri Enti Strumentali. Criticità e Prospettive
Struttura
ECONOMIA
Corso di studi
STRATEGIE E GOVERNO DELL'AZIENDA
Commissione
relatore Prof. Bianchi Martini, Silvio
Parole chiave
  • Regione Toscana
  • programmazione e controllo
  • Governance
  • società partecipate
  • agenzie
  • analisi strategica
Data inizio appello
12/07/2010;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Le funzioni che una holding è chiamata a svolgere per gestire un gruppo sono essenzialmente quelle di indirizzo e controllo. Se andiamo a vedere infatti il bilancio di esercizio di una società che coordina un insieme più o meno ampio di aziende partecipate, ed in particolare il conto economico, non troviamo, ad esempio, nell’area del valore della produzione, quelle voci che invece caratterizzano i business dei rami operativi. La holding viene quindi essenzialmente costituita dai soggetti proprietari delle realtà partecipate al fine di poter concentrare il proprio ruolo e la propria attività sulle funzioni di direzione e coordinamento, concedendo autonomia più o meno ampia ai manager delle aziende operative nella realizzazione delle mission e degli obiettivi strategici di ampio respiro, definiti a monte del processo decisionale dalla holding medesima.

All’interno della pubblica amministrazione, da alcuni anni si avverte l’esigenza sempre più pressante di introdurre meccanismi manageriali derivati dal mondo privato, con l’obiettivo di garantire alla realtà pubblica una maggiore efficacia, efficienza ed economicità di gestione. La Regione Toscana nel corso degli anni ha sviluppato un sistema di aziende, agenzie e società partecipate che necessita oggi di essere rivisitato, al fine di permettere alla Regione stessa di assumere una vera e propria attività di coordinamento paragonabile a quella delle grandi holding private; trasferendo agli Enti Strumentali la realizzazione di attività e il perseguimento di obiettivi specifici, nell’ambito di un chiaro e preciso quadro strategico definito a priori.

Questa tesi di laurea specialistica nasce da una ricerca annuale svolta presso la Regione Toscana, settore “Affari Generali” della Direzione Generale “Sviluppo Economico”, nell’ambito di una Borsa di Studio dal titolo: “Definizione di un sistema di controllo dell’attività di Enti, Società Partecipate e Agenzie Regionali”. Lo studio ha lo scopo di elaborare principalmente proposte operative riguardanti metodi e strumenti di programmazione e controllo, che consentano di migliorare la relationship tra la Regione, soggetto dominus e principale finanziatore dell’attività, e gli Enti Strumentali che, nella realtà attuale, operano sostanzialmente senza una guida strategica definita e in assenza di adeguati sistemi di controllo interno ed esterno per la puntuale rendicontazione della propria attività agli organi politici regionali di riferimento.

Nel corso del lavoro di ricerca è emersa l’esigenza non solo di proporre nuove procedure di contabilità direzionale sia all’interno della Regione sia all’interno degli Enti Dipendenti, ma anche quella, prioritaria, di ripensare in un ottica strategica il ruolo di questi ultimi nella realtà regionale e valutare se le premesse con le quali sono stati costituiti siano tutt’oggi valide o meno. Ovvero risulta evidente come, prima di parlare di strumenti tecnici di gestione, sia fondamentale valutare il senso stesso di queste realtà.

E’ in questo quadro di attività che si sviluppa il presente elaborato.

Dopo una parte introduttiva dedicata alla natura, al ruolo e allo sviluppo delle agenzie in diverse realtà europee, in primo luogo quella anglosassone, nelle quali le stesse sono nate e si sono evolute, sono state analizzate quattro realtà che gravitano nell’orbita della Direzione Generale Sviluppo Economico della Regione Toscana: tre agenzie amministrative e una società per azioni in house. L’analisi condotta a livello documentale ha permesso di definire il quadro dei rapporti attualmente in essere con la Regione e di mettere in particolare evidenza le criticità del modello; l’indagine è stata condotta sia con l’ausilio di strumenti per l’analisi del ruolo strategico delle suddette realtà, sia con riferimento all’attività dei gruppi di lavoro che attualmente si occupano della tematica.

Il passo successivo all’analisi strategica, una volta appurata la rilevanza dei soggetti considerati nel soddisfare la comunità di riferimento, è quello di analizzare le best practice a livello privato; per ultimo, dopo aver valutato le esigenze effettive delle agenzie emerse nell’ambito dei colloqui effettuati con le strutture apicali delle stesse, proporre nuove metodologie di governance: esterna, guardando a comitati appositamente istituiti nell’ambito delle direzioni generali per il monitoraggio costante delle performance raggiunte e degli indirizzi che vengono dettati agli enti stessi; interna, con riferimento a meccanismi di controllo di gestione, quali la contabilità analitica ed il budget per centri di responsabilità economica, che in certi casi sono stati di recente introdotti e in altri mancano del tutto.










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