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Tesi etd-06212018-130602


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FERRINI, CHIARA
URN
etd-06212018-130602
Title
Il ruolo dell'alessitimia nell'outcome del Self-Management Program in soggetti con ansia e dolore cronico.
Struttura
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE
Commissione
relatore Dott.ssa Ciaramella, Antonella
Parole chiave
  • alessitimia
  • aucontrollo
  • self-management program
  • dolore cronico
  • ansia
  • qualità della vita
Data inizio appello
23/07/2018;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Riassunto analitico
Il termine alessitimia è stato introdotto per la prima volta nel 1973 da Peter Sifneos, per indicare un disturbo di tipo affettivo e cognitivo, caratterizzato da un’incapacità nel trovare le parole appropriate per descrivere i sentimenti propri e altrui. In base ad alcune ricerche, l’alessitimia sembra essere fortemente associata alla presenza di dolore cronico (Huber et al., 2009) e di disturbi d’ansia (Karukivi et al., 2010; Marchesi et al., 2005), pur non essendo chiaro se rappresenta un fattore predisponente o conseguente alla patologia (Messina et al., 2014). Gli studi presenti in letteratura indicano, inoltre, un suo possibile impatto sull’esito dei trattamenti, sia medici che psicologici, e un suo importante ruolo nell’influenzarne la risposta (Mori et al., 2012; Porcelli et al., 2003). Alcuni studi, seppur scarsi, sembrano indicare un suo possibile effetto su variabili psicologiche quali l’autoefficacia (M. Faramarzi and S. Khafri, 2016), l’autocontrollo (Fukunishi,1990) , e, in generale, la qualità della vita (Verissimo, Cardoso and Taylor, 1998), ma non sono stati trovati studi in letteratura che hanno indagato tali relazioni nel contesto di un programma di self-management. Per questo motivo, l’obiettivo principale dello studio è stato quello di indagare in quale misura l’alessitimia possa influenzare l’outcome di un programma di Self-Management (SMP), in soggetti con dolore cronico e ansia, in riferimento al campione generale. In particolare è stata indagata l’influenza dell’alessitimia sulle variabili di outcome scelte: dolore, ansia, depressione, autoefficacia, autocontrollo, e, infine, qualità della vita. Per indagare tali aspetti, tutti i soggetti hanno partecipato ad un trattamento strutturato nel seguente modo: i primi due mesi i pazienti sono stati monitorati con la sola terapia farmacologica, i seguenti due mesi è stato introdotto, in associazione alla terapia farmacologica, il Self-Managment Program, composto da un corso psicoeducativo, da una lezione esperienzale di mindfulness, da una seduta di ipnosi e da una lezione pratica di yoga; infine, i pazienti sono stati monitorati al successivo follow-up a 6 mesi. A tutti i soggetti sono stati somministrati i seguenti questionari auto-valutativi: la Numerical Rating Scale (NRS) e il QUID (Questionario Italiano del Dolore, De Benedettis, Corli, Massei, Nobili & Pieri, 1988) per la valutazione del dolore, l’HADS (Hospital Anxiety Depression Scale, Zigmond AS & Snaith RP, 1999) per ansia e depressione, la General Self Efficacy scale (Sibilia L., Schwarzer R. & Jerusalem M., 1995) per la valutazione dell’autoefficacia, la Self-Control Schedule (SCS, Rosembaum M., 1980; versione italiana Cilia S., 1986) per la valutazione dell’autocontrollo e, infine, l’SF-36 (Apolone et al., 1997) per la misura della qualità della vita. L’alessitimia è stata valutata, soltanto al baseline, attraverso la TAS-20 (Toronto Alexitimia Scale-20 items, Bagby RM, Parker JDA. Taylor GJ, 1994; adattamento italiano di C. Bressi e coll., 1996). I dati socio demografici sono stati raccolti in un CRF (Case Report Form). I risultati che emergono da questa ricerca mostrano miglioramenti nellle tre dimensioni del dolore (sensoriale, affettiva e cognitiva), nell’ansia e nel punteggio totale HADS, nell’autocontrollo e nell’indice di salute mentale dell’SF-36. Al follow-up a sei mesi, quindi, sono stati osservati miglioramenti nella percezione del dolore, nell’ansia, nell’autocontrollo e, infine, nella qualità di vita mentale. Dai risultati ottenuti, l’alessitimia non sembra aver avuto un impatto nelle misure di outcome considerate, ad eccezione del miglioramento nell’autocontrollo, il quale è risultato essere l’unico parametro influenzato dal punteggio totale ottenuto al baseline nella TAS-20.
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