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Tesi etd-06112010-095439

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Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
GLENZER, STEFANO
URN
etd-06112010-095439
Titolo
Filosofia della storia e teodicea
Struttura
LETTERE E FILOSOFIA
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Commissione
relatore Prof. Lorenzo Calabi
Parole chiave
  • Teodicea
  • Filosofia della storia
  • Morale
  • Leibniz
  • Linné
  • Kant
  • Dio
  • Natura
  • Libero arbitrio
  • Necessità
  • Contingenza
Data inizio appello
2010-07-01
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Il presente lavoro prende le mosse dalla celebre frase conclusiva delle Lezioni sulla filosofia della storia di Hegel: «Che, in mezzo ai mutevoli spettacoli delle sue storie, la storia mondiale sia proprio codesta evoluzione e il divenire reale dello spirito, ebbene questa è la vera teodicea, la giustificazione di Dio nella storia. Soltanto questa cognizione può conciliare lo spirito con la storia mondiale e con la realtà, il vedere che quanto è accaduto e accade tutti i giorni non è senza Dio, ma è in essenza l’opera di Dio stesso». A partire da tale spunto questa tesi è stata strutturata tematicamente per analizzare le posizioni di autori come Leibniz, Linnè e Kant, i quali costituiscono il nucleo centrale della presente analisi, e per mettere a confronto le loro teorie con quelle di altri grandi studiosi del passato come Rousseau, Adam Smith e Mandeville. Ovviamente non è possibile prescindere dalla componente morale degli scritti di questi filosofi, la quale è fondamentale per delimitare il campo d’indagine.
Partendo dalla filosofia della storia come problema l’obiettivo della presente dissertazione è stato quello di contestualizzare tale questione in rapporto con la teodicea all’interno del pensiero degli autori individuati e, in particolare, di mettere in risalto le implicazioni che sottostanno alla base del rapporto tra uomo, Dio e natura. I testi di riferimento, oltre alle Lezioni sulla filosofia della storia (trad. it. a c. di G. Bonacina e L. Sichirollo, Roma-Bari, Laterza, 2008), sono i Saggi di Teodicea (Intr. di G. Cantelli, trad. it. a c. di M. Marilli, Milano, BUR, 2007) e la Confessio Philosophi (in Confessio Philosophi e altri scritti, trad. it. a c. di F. Piro, Napoli, Cronopio, 1992) di Leibniz, la Nemesis Divina (intr. e tr. inglese a c. di M.J. Petry, Dordrecht, Kluver Academic Publisher, 2001) di Carl Von Linné e lo scritto Sul fallimento di tutti i tentativi filosofici in Teodicea (in Scritti sul criticismo, trad. it. a c. di G. De Flaviis, Roma-Bari, Laterza, 1991).
Alcune delle domande che nascono spontanee analizzando queste problematiche e alle quali si è cercato di dare una risposta sono le seguenti: secondo quali principi possiamo catalogare l’uomo come superiore agli altri animali, in quanto egli si riconosce come il fine della creazione? Per quale motivo Dio ha permesso l’esistenza del male al mondo? E come far coincidere l’assunto dell’uomo riguardo al mondo naturale in rapporto con la propria consapevolezza religiosa e morale? Come e quanto è cambiato l’uomo durante il passaggio dallo stato di natura allo stato civile?