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Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-06042009-163821


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
GHIO, FRANCESCO
URN
etd-06042009-163821
Titolo
Ruolo del monitoraggio molecolare del gene WT1 nelle patologie ematologiche
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
Relatore Prof. Petrini, Mario
Relatore Dott.ssa Galimberti, Sara
Parole chiave
  • Leucemie acute mielodi
  • Mielodisplasie
  • PCR-real time
  • WT1
Data inizio appello
30/06/2009;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
30/06/2049
Riassunto analitico
Il gene WT1, identificato inizialmente come gene oncosoppressore la cui mutazione è coinvolta nella genesi del Tumore di Wilms (neoplasia renale primitiva dell’infanzia), è stato dimostrato avere una funzione anche come oncogene in numerose neoplasie dell'adulto, in particolar modo nelle emopatie maligne. Molti studi in letteratura associano elevati livelli di trascritti di WT1 a sindromi mielodisplastiche ad alto rischio. E' stato riportato che l'incremento dei livelli di WT1 si associa a maggiore probabilità di trasformazione in leucosi acuta o a recidiva di leucemia in pazienti già sottoposti a trapianto di cellule staminali.
Obiettivo di questa tesi è il monitoraggio, mediante PCR real time quantitativa (RT-PCR), della espressione del gene WT1 in pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche (MDS) o leucosi acuta mieloide (AML), al fine di verificare una possibile associazione statisticamente significativa fra i valori dei trascritti di WT1, caratteristiche di malattia alla diagnosi ed il decorso delle patologie in questione. Per lo studio abbiamo seguito un totale di 54 pazienti, dei quali 30 affetti da MDS e 24 con AML. Nel contesto di coloro con MDS abbiamo individuato due ulteriori gruppi riconoscendo così pazienti con MDS-Low risk (18 elementi) e con MDS-High risk (12 elementi) in base al rischio di trasformazione in leucosi acuta calcolato mediante il sistema IPSS (International Prognostic Scoring System) alla diagnosi. Per quanto concerne invece le AML, l’insieme dei pazienti studiati conteneva 24 soggetti.
Dal nostro studio è emerso che:
1)Nei pazienti affetti da sindrome mielodisplastica, l’overall survival (OS) non risulta essere influenzata dal fabbisogno trasfusionale, numero di blasti, globuli bianchi, valori di emoglobina alla diagnosi, presenza di splenomegalia, assetto citogenetico, sesso, età>65aa, IPSS e WPSS “risk score”. Anche i livelli di mRNA del gene WT1 non sembrano condizionare in misura significativa la sopravvivenza.
Per quanto riguarda il tempo alla progressione (TTP), esso non risulta essere influenzato dal fabbisogno trasfusionale, numero di blasti, globuli bianchi, valori di emoglobina alla diagnosi, presenza di splenomegalia, assetto citogenetico, sesso, età>65aa, IPSS e WPSS “risk score”.
Al contrario, elevati trascritti di WT1 influenzano il TTP nelle MDS low risk secondo la IPSS, mentre nell’ambito della WPSS ogni classe di rischio presenta un TPP influenzato da elevati valori di WT1.
Sempre dal nostro studio statistico è emerso che elevati valori di WT1 correlano positivamente con la presenza di splenomegalia alla diagnosi.

2)Per quanto concerne le leucosi acute, la OS non risulta influenzata dall’età del paziente, dall’eventuale trapianto di midollo osseo, dalle anomalie citogenetiche rilevate, dal numero di globuli bianchi, piastrine e valori di emoglobina alla diagnosi. Sebbene non sussista un’associazione statisticamente significativa fra il numero di trascritti di WT1 e la OS, è pur vero che sussiste un trend per il quale una quantità normale di trascritti è affiancata da una OS migliore.
Per quanto riguarda invece il TTP, è emerso come esso non risulti influenzato dall’ età del paziente, dall’effettuazione o meno del trapianto di midollo, dal sesso, assetto citogenetico, numero di globuli bianchi, piastrine e valori di emoglobina alla diagnosi.
Al contrario, il numero di trascritti di WT1 è risultato in grado di influenzare sia la probabilità di recidivare, che il tempo alla progressione.
Il nostro studio, pertanto, conferma l’utilità prognostica del monitoraggio dei livelli di espressione del gene WT1 nei pazienti affetti da leucosi acuta mieloide e propone tale gene come un importante marcatore molecolare anche nelle sindromi mielodisplastiche.

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