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Tesi etd-05312011-142428


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
GALATI, MADDALENA
URN
etd-05312011-142428
Titolo
ANALISI DELLA SUSCETTIBILITA' ALLE INFEZIONI CON VIRUS COXSACKIE B1-B6 DI CELLULE STAMINALI CARDIACHE RESIDENTI MURINE E UMANE.
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMOLECOLARI
Commissione
controrelatore Prof.ssa Carducci, Annalaura
relatore Prof. Ceccherini Nelli, Luca
controrelatore Prof. Pistello, Mauro
Parole chiave
  • infarto del miocardio
  • coxsackeivirus
  • cellule staminali cardiache
  • miocardite virale.
Data inizio appello
13/06/2011;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Riassunto.
L’incidenza delle malattie cardiovascolari in Italia e nei paesi economicamente sviluppati è molto elevata, con un alto tasso di mortalità e morbidità tra i soggetti colpiti. L’infarto del miocardio, una della patologie più comuni, nel 10% dei casi è associato a miocardite acuta di orgine infettivo-virale e a cardiomiopatia dilatativa (CMD), tra di loro strettamente connesse. L’eziologia virale della patologia è dimostrata dalla presenza di genomi e proteine virali nei liquidi pericardici di pazienti affetti da miocardite. I virus maggiormente cardiotropici, quali Adenovirus di tipo 2 e 5 ed Enterovirus, soprattutto Coxsackievirus ceppi B1-B6, sfruttano per la loro internalizzazione glicoproteine di superficie delle cellule “Coxsackie and Adenovirus Receptor” e “Decay-Accelerating Factor”, singolarmente o in forma di complesso recettoriale (CAR-DAF). Le innovazioni della terapia medica e nuovi trattamenti in campo interventistico hanno significativamente ridotto la mortalità causata dall’infarto del miocardio, ma non esistono attualmente metodi risolutivi che consentano di riparare direttamente i danni permanenti causati dalla patologia. Una nuova via risolutiva potrebbe essere rappresentata dall’impianto di cellule staminali per rimpiazzare i cardiomiociti danneggiati. Scopo di questo studio è l’analisi della suscettibilità all’infezione con Coxsackie virus ceppi vaccinali B1-B6 e con un isolato clinico ceppo B3 di colture di cellule staminali residenti cardiache murine (C-TERT) e umane (HHTO2) al primo stadio di differenziazione ed ingegnerizzate con la subunità catalitica della telomerasi. Verificata l’espressione del recettore CAR, necessaria e sufficiente per l’internalizzazione virale, sia come RNA (RT-PCR) che come proteina (saggio immunoenzimatico), le cellule sono state infettate con una miscela di coxsackie B1-B6 (ceppi vaccinali di riferimento), con i 6 ceppi separatamente e con l’isolato B3 alla concentrazione di 300 UFP e 3 diluizioni seriali in base 10; come controllo positivo è stata utilizzata la linea cellulare KB (human epidermoid carcinoma). Dopo 48, 72 e 96 ore dall’infezione è stato ricercato il genoma virale nel surnatante e nelle cellule separatamente mediante RT-PCR ed è stata valutata l’espressione di antigeni virali mediante IFA indiretta. Le linee staminali non hanno mostrato segni di effetto citopatico a tutti i tempi dall’infezione e a tutte le diluizioni, al contrario della linea cellulare KB che già dopo 48 ore presentava segni di morte cellulare. Il genoma virale e’ stato rilevato all’interno della linea C-TERT, nelle cellule KB, ma non nella linea staminale HHTO2, e solo nel surnatante delle linea di controllo KB, a tutti i tempi dall’infezione analizzati e a tutte le diluizioni. La linea staminale C-TERT sembra internalizzare i virus Coxsackie B, ma non permettere la produzione di virioni maturi, mentre la linea staminale HHTO2 sembra non permettere nemmeno l’internalizzazione nonostante l’espressione identica delle proteine recettoriali. Per capire se sarà possibile selezionare dei cloni resistenti da utilizzare per l’infusione quando necessario, dovrà essere indagato l’andamento della sensibilità alle infezioni con i virus maggiormente cardiotropici dei successivi stadi di differenziazione.
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