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Tesi etd-05212019-101550


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
FAMBRINI, ELEONORA
email address
eleonorafambrini@gmail.com
URN
etd-05212019-101550
Title
Valutazione della crescita facciale attraverso esame cefalometrico in pazienti affetti da Labiopalatoschisi dopo intervento chirurgico correttivo secondo il Protocollo Chirurgico Pisano
Struttura
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA
Commissione
relatore Prof.ssa Giuca, Maria Rita
Parole chiave
  • odontoiatria pediatrica
  • labiopalatoschisi
  • chirurgia plastica
  • crescita facciale
  • analisi cefalometrica
  • ortodonzia
Data inizio appello
10/06/2019;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Data di rilascio
10/06/2022
Riassunto analitico
La Cheilognatopalatoschisi (CGPS) è la malformazione congenita più comune del distretto cranio-facciale e si verifica a seguito della mancata fusione di una o più strutture anatomiche durante lo sviluppo fetale. I pazienti affetti da tale malformazione vanno incontro a interventi di chirurgia correttiva che possono influenzarne la crescita facciale e lo sviluppo mascellare superiore. In Letteratura sono presenti evidenze discordi in merito all’influenza degli interventi di chirurgia correttiva, e del loro timing, sulla crescita facciale. Alcuni studi riportano come pazienti non operati presentino una crescita facciale normale, mentre pazienti sottoposti a chirurgia presentino una retrusione a carico del mascellare superiore. Altri studi non evidenziano alcuna differenza significativa in termini di retrusione del mascellare e deficit di crescita del terzo medio in pazienti sottoposti ad intervento, o tra pazienti con la sola schisi del labbro e pazienti con schisi a carico del labbro e del palato. Inoltre, non vi sono evidenze univoche nell’identificare il maggiore responsabile di tale retrusione: se si tratti di una caratteristica prettamente intrinseca e di natura genetica connessa alla presenza di schisi, se dipenda dall’intervento sul labbro o se dall’intervento di correzione del palato. Un’ulteriore complessità viene a delinearsi per la presenza, a livello nazionale e mondiale, di numerosi protocolli chirurgici per la correzione di questa malformazione, che si differenziano per un approccio più precoce o più tardivo, lo stesso timing precoce viene considerato da alcuni Autori responsabile della retrusione del terzo medio.
Scopo dello studio: Lo scopo del presente studio è quello di analizzare la crescita facciale e lo sviluppo del mascellare superiore di pazienti con Labiopalatoschisi operati secondo il Protocollo Chirurgico Pisano, che si caratterizza per la precocità di intervento, e di valutare se tale Protocollo determini un’alterazione della crescita facciale nei pazienti operati in questo centro, tramite la comparazione con dei valori “norma”.
Materiali e Metodi: Sono stati effettuati i tracciati cefalometrici di 55 pazienti, di cui 33 affetti da Labiopalatoschisi ed operati secondo il Protocollo Chirurgico Pisano, appartenenti al gruppo test, e 20 non affetti da tale malformazione, appartenenti al campione Michigan, in prima classe di Angle. Lo studio della crescita facciale e dello sviluppo del mascellare superiore è stato condotto mediante la comparazione dei dati ottenuti dai tracciati cefalometrici di pazienti con LPS (CGPS monolaterali e bilaterali complete e CGS monolaterali) operati a Pisa, con i valori degli stessi parametri cefalometrici misurati nel gruppo controllo, che ha fornito i valori “norma”, selezionato all’interno del campione del Michigan Growth Study, dell’AAOF Legacy Collection.
Risultati: è stata registrata la presenza di una retrusione bi-mascellare altamente significativa dal punto di vista statistico nei pazienti con Labiopalatoschisi, associata ad una riduzione significativa dei diametri sagittali sia del mascellare superiore, che della mandibola. Globalmente, non si è riscontrata una discrepanza significativa tra le basi ossee e i rapporti scheletrici risultano nella norma. I pazienti del gruppo test presentano una tendenza all’iperdivergenza e alla crescita mandibolare in post-rotazione.
Conclusione: si obiettiva la presenza di una bi-retrusione mascellare nei pazienti con Labiopalatoschisi operati a Pisa, associata ad un ridotto sviluppo sagittale a carico di entrambe le ossa mascellari. L’interpretazione di tali dati rende necessaria la valutazione di più fattori, non ultima la presenza di esiti cicatriziali, a seguito della riparazione del palato, che per il fenomeno di retrazione inibiscono la crescita ossea. Studi in Letteratura riportano come, un timing di intervento precoce, sia ottimale per lo sviluppo fonatorio del paziente e possa impedire l’instaurarsi di meccanismi compensatori nella articolazione della parola di difficile eradicazione, andando a ristabilire una corretta anatomia del palato prima della fase pre-linguistica del bambino. Inoltre, un trattamento ortodontico congruo può determinare un orientamento nell’accrescimento osseo tale da superare il deficit iniziale ed ottenere una crescita facciale adeguata durante l’adolescenza. I risultati sono di difficile lettura, in quanto, comparando pazienti affetti da tale malformazione con un campione di individui sani, non è possibile considerare quale fattore possa aver influito maggiormente sul deficit di crescita: se la presenza della schisi in sé (deficit intrinseco), se l’intervento di correzione del palato o il timing precoce di intervento. Dunque, per studi futuri sarebbe auspicabile assumere, come gruppo controllo, un campione di pazienti affetti dalla stessa malformazione e operati secondo un differente Protocollo Chirurgico.
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