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Tesi etd-05152013-084854


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
AVAGLIANO, RACHELE
URN
etd-05152013-084854
Titolo
Il doppio e il simmetrico: figure dello sdoppiamento perturbante in due racconti di Henry James e di Joseph Conrad
Struttura
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUE E LETTERATURE MODERNE EUROAMERICANE
Commissione
relatore Stara, Arrigo
correlatore Ferrari, Roberta
Parole chiave
  • Matte Blanco
  • Orlando
  • Genette
  • Freud
Data inizio appello
03/06/2013;
Disponibilità
parziale
Data di rilascio
2053-06-03
Riassunto analitico
Ho scelto di analizzare due racconti – “The Jolly Corner” e “The Secret Sharer” – di due autori della letteratura angloamericana del primo ‘900 – Henry James e Joseph Conrad; il nucleo tematico fondante comune ad entrambi, l’identità sdoppiata, è espressione della crisi dell’io in epoca moderna ed è articolata nei due autori secondo modalità diverse che, dicevamo, afferiscono agli ultimi due percorsi delineati da Fusillo: “The Secret Sharer” esemplifica la situazione della somiglianza perturbante, presentando il rapporto di eccezionale affinità tra due personaggi che si presta a meccanismi di proiezione-introiezione; “The Jolly Corner” mette in scena la duplicazione dell’io, per la quale esistono due rappresentazioni di un unico personaggio e di un’unica coscienza.
Sebbene i due racconti facciano già parte della “campionatura” utilizzata da Fusillo per esemplificare i suoi percorsi, in questa sede l’appartenenza dei racconti a quest’ultimi è soltanto il punto di partenza per un’analisi formale dei meccanismi narrativi che veicolano la “materia del contenuto”, che è appunto la scissione dell’io. Lo scopo è di conciliare l’approccio tematico e quello formale, considerandoli due momenti indissolubilmente legati in quella che Orlando definisce “la forma del contenuto” (Orlando 1987: 36-55), ovvero la particolare struttura formale in cui è organizzato il contenuto represso nel testo letterario. La proposta teorica di Orlando, sviluppata nel saggio Per una teoria freudiana della letteratura e ripresa nei suoi successivi lavori , trae origine dalla constatazione che il linguaggio letterario ha molte analogie con il linguaggio dell’inconscio. Tra i fenomeni individuati ed analizzati da Freud quali sogno, lapsus, sintomo nevrotico e motto di spirito, quest’ultimo risulta il più prossimo al linguaggio letterario in quanto forma di comunicazione cosciente e di linguaggio comunicante, rispetto alle altre forme definibili come “non comunicanti” perché vincolate, per la loro comprensione, alla realtà psichica del “destinatore” e disinteressate al destinatario.
L’opera letteraria è dunque una formazione di compromesso tra “pressione” e “resistenza” e il luogo in cui si attua tale compromesso di trasmissibilità sono le “forme dell’espressione” – significanti che parzialmente nascondono ma al contempo rivelano i contenuti latenti.
Le “forme dell’espressione” sono dette figure, ma in un’ottica più ampia rispetto alla retorica antica e che comprende molti degli aspetti che ci proponiamo di analizzare nei due racconti:
La dialettica tra istanze della repressione e istanze del represso, nel tema del doppio si configura come tensione tra la definizione dei contorni dell’io (necessaria per l’ordine sociale) e il riemergere di un’indistinzione primaria tra io e non io (propria dell’essere inconscio). La dimensione “indistinta” dell’inconscio di cui parliamo si riferisce alla riformulazione del pensiero di Freud da parte dell’analista cileno Matte Blanco nel suo volume L’inconscio come sistemi infiniti: saggio sulla bi-logica (Matte Blanco 1975).
Gli strumenti acquisiti nel mio precedente lavoro inerenti all’analisi dei meccanismi di rappresentazione saranno qui messi a disposizione per sondare i “codici” che governano i testi e veicolano i “referenti”, ovvero le dinamiche suddette che provocano la crisi dell’unità monolitica dell’io. Saranno non solo le tecniche “soggettive” di rappresentazione (indicate da Fusillo come costanti della tematica) a costituire il focus, ma anche i luoghi del testo, la categoria del tempo e dello spazio ed altri elementi testuali considerati “secondari” come le figure retoriche, la punteggiatura, la sintassi e tutte le “figure” (in senso allargato) a disposizione della scrittura per formalizzare la dialettica tra i due modi di essere dell’uomo definiti da Matte Blanco come “simmetrici” e “asimmetrici” (Matte Blanco 1975).
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