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Tesi etd-05122014-191206


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
QUARTA, LUIGIGIOVANNI
URN
etd-05122014-191206
Title
Relazioni di sangue. Il dono del Cordone Ombelicale tra rappresentazioni e retoriche ufficiali
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Supervisors
relatore Prof. Dei, Fabio
correlatore Prof. Paoletti, Giovanni
Parole chiave
  • etnografia delle istituzioni sanitarie
  • dono
  • cordone ombelicale
  • antropologia medica
Data inizio appello
26/05/2014;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Il presente lavoro è volto all’analisi antropologica di un fenomeno che, negli ultimi anni, ha assunto, in Italia, dimensioni sociali più che significative: il dono del sangue del cordone ombelicale (SCO). Relazionarsi a tale fenomeno con occhio antropologico significa, innanzi tutto, definire in maniera specifica in cosa consista il dono del SCO, tracciarne una breve storia, comprendere la sua importanza all’interno del contesto sociale italiano e le motivazioni scientifiche e culturali alla base della sua emergenza come pratica di dono. Parlando di “pratica di dono”, sarà necessario soffermarsi, utilizzando la letteratura antropologica e filosofica già esistente, sul concetto di dono: fare ciò implica ripercorrere la strada tracciata da Mauss nel celebre Saggio sul dono, analizzare la categoria della reciprocità ideata da Lévi-Strauss, soffermarsi sulla dépense di Bataille, prendere in considerazione il concetto di altruismo generalizzato utilizzato dagli studiosi del Movimento Anti-Utilitarista nelle Scienze Sociali (MAUSS). Dopo essersi interrogati sulla possibile adeguatezza di queste categorie, sarà indispensabile fare riferimento ad un caso di specie quanto mai simile a quello preso in esame, ovvero considerare le convergenze e possibili divergenze rispetto alla pratica del dono del sangue, fenomeno che riceve da molti anni l’attenzione degli scienziati sociali e su cui è stata prodotta una consistente letteratura.
Al termine di tale studio che non può che essere definito comparativo, verrà formulata un’ipotesi di lavoro, un’ipotesi che tenga presente tutte le analisi preliminari, che garantisca uno sguardo complessivo sul fenomeno, un’ipotesi che tenti di non procedere a riduzioni di complessità, di non appiattire una pratica evidentemente polimorfa, di non dipanare possibili apparenti contraddizioni bensì un’ipotesi che si sforzi di tematizzarle.
Si procederà dunque al momento di verifica e di raccolta di dati empirici, ovvero alla ricerca sul campo: intervistando madri, gestanti, volontari, medici, dunque tutti gli attori sociali coinvolti in questa pratica, si moltiplicheranno le prospettive possibili da cui osservare il fenomeno.
Introduzione teorica, ricerca sul campo ed infine analisi complessiva del fenomeno: si riprenderà in considerazione l’ipotesi iniziale, la si affiancherà ad un’ermeneutica dei dati raccolti durante la ricerca e si potrà stabilire se, da tale lavoro, sia emerso un taglio interpretativo nuovo della categoria del dono, una qualche frattura che porti a dover ripensare alcuni concetti ben stratificati nel pensiero antropologico, oppure se le intuizioni che verranno proposte nell’ipotesi siano da rigettare in toto o in parte.
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