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Tesi etd-05092011-114407


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC5
Autore
AHMED, ANISA
URN
etd-05092011-114407
Titolo
UTILIZZO DEGLI ANTIFUNGINI NEI PAZIENTI EMATOLOGICI A RISCHIO. L'ESPERIENZA DI UN OSPEDALE DI II LIVELLO NEL TRIENNIO 2008-2010
Struttura
FARMACIA
Corso di studi
CHIMICA E TECNOLOGIA FARMACEUTICHE
Commissione
relatore Prof. Martinotti, Enrica
Parole chiave
  • immunocompromissione
  • spettro
  • antimicotici
  • funghi
  • ematologia
Data inizio appello
08/06/2011;
Disponibilità
parziale
Data di rilascio
2051-06-08
Riassunto analitico
Negli ultimi anni è entrato in uso in ambito medico il concetto di appropriatezza prescrittiva. La definizione più completa del termine appropriatezza è questa: "L’appropriatezza è la cosa giusta, al soggetto giusto, nel momento giusto, da parte dell’operatore giusto, nella struttura giusta". Ovvero, un intervento sanitario è appropriato quando, a parità di “resa” clinica (efficacia), è in grado di ottimizzare l’impiego delle risorse (efficienza); quindi, una prestazione è appropriata se viene erogata all’utente giusto, nel momento giusto, nella giusta quantità. L’obiettivo di questo studio è stato quello di verificare l’appropriatezza del trattamento con farmaci antimicotici sistemici in pazienti ematologici, già sottoposti a trattamento in profilassi, che mostravano piressia resistente agli antibiotici. Le infezioni fungine invasive sono un'importante causa di morbilità e mortalità in questi pazienti immunocompromessi, tuttavia rimangono difficili da diagnosticare e spesso l'unico segno di infezione è rappresentato dalla febbre. Per questo, la somministrazione di antifungini empirici è diventata pratica comune nei pazienti ematologici persistentemente febbrili. La terapia empirica viene però utilizzata senza la certezza della presenza di una micosi invasiva, e l’eventuale scarsa risposta a questa terapia è spiegata dal fatto che una parte dei pazienti ematologici trattati non è in realtà affetto da una micosi invasiva; di conseguenza l'approccio empirico esporrebbe la popolazione ematologica ad un ingiustificato rischio di tossicità e di costi. La presente tesi ha avuto come oggetto un’indagine retrospettiva, finalizzata ad analizzare il quadro relativo alle terapie antimicotiche praticate su pazienti ematologici immunodepressi, relativamente all’arco del triennio 2008-2010, ricoverati presso il reparto di Ematologia dell’Ospedale Versilia, Azienda USL 12 di Viareggio, per verificare se le scelte eseguite fossero in linea con i più recenti criteri di appropriatezza prescrittiva. Scopo ultimo della tesi è stato quello di procedere ad un’analisi dettagliata per tracciare un profilo costi-benefici-rischi dei trattamenti eseguiti e prospettare eventualmente ipotesi per una diversa gestione delle terapie antimicotiche nel paziente ematologico. Sono state isolate 69 cartelle cliniche, corrispondenti ad altrettanti pazienti sottoposti a terapia antimicotica sistemica per via endovenosa, le quali sono state oggetto di analisi approfondita per la raccolta di dati, trattati secondo i criteri fissati dalla normativa in tema di privacy (Decreto Legislativo 196/2003). I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati in modo empirico non hanno sviluppato infezioni micotiche né si sono verificati fenomeni di tossicità dovuta ai farmaci antifungini, e pertanto questo tipo di approccio terapeutico può essere considerato appropriato.
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