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Tesi etd-05082017-005829


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FELICIOTTI, IRENE
URN
etd-05082017-005829
Title
STUDIO DELL'INFLUENZA GENETICA SULLE SCELTE MORALI IN UN CAMPIONE SELEZIONATO DI BROKER ASSICURATIVI
Struttura
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOLOGIA APPLICATA ALLA BIOMEDICINA
Commissione
relatore Prof.ssa Pellegrini, Silvia
correlatore Prof.ssa Gemignani, Federica
correlatore Prof.ssa Carducci, Annalaura
Parole chiave
  • variabilità genetica
  • scelte morali
  • broker assicurativi
  • genetica comportamentale
  • pathway serotoninergico
Data inizio appello
29/05/2017;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
RIASSUNTO
“I tratti personologici possono essere ereditati al pari delle caratteristiche morfologiche”. Con questa citazione di Galton ci si pone all’interno di un dibattito secolare, su quanto il comportamento umano sia modulato dai geni e dall’ambiente, che interessa diversi ambiti di studio, quali la psicologia, la filosofia, la biologia e più di recente le neuroscienze. Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno dimostrato come alcuni tratti comportamentali siano influenzati dai geni, individuando un’associazione tra alcune varianti genetiche e precise caratteristiche personologiche: ad esempio le varianti Low del gene MAOA, che si associano a maggiore aggressività.
In questo lavoro di tesi, ci siamo chiesti se la genetica potesse avere un ruolo nel modulare anche le scelte morali. Il comportamento morale, infatti, ha basi neurobiologiche, come dimostrato dagli studi di risonanza magnetica funzionale, che, recentemente, hanno identificato le aree cerebrali coinvolte nei processi decisionali, che sottendono le scelte morali. Abbiamo, quindi, studiato un gruppo particolare di individui, i broker assicurativi, che, per professione, compiono spesso scelte utilitaristiche e razionali, chiedendoci se ciò fosse dovuto alla formazione professionale o piuttosto ad una predisposizione genetica.
Ai broker e ad un gruppo di soggetti di controllo è stato chiesto di rispondere ad una serie di dilemmi morali, che descrivevano scenari ipotetici controversi, nei quali era a rischio la vita di più persone. Abbiamo chiesto loro di esprimere la volontà ad intraprendere un’azione risolutiva di tipo utilitaristico, che prevedesse il sacrificio di un altro soggetto per salvare il gruppo di persone in pericolo. Ai partecipanti allo studio, inoltre, è stato chiesto di esprimere quanto ritenessero moralmente accettabile la scelta utilitaristica. Oltre a questo, sono stati misurati alcuni aspetti di personalità dei soggetti reclutati, quali impulsività, avventurosità, empatia e leadership, per comprendere se e in quale misura questi tratti potessero influenzare le loro scelte. Infine, a ciascun soggetto è stato chiesto un campione di saliva dal quale estrarre il DNA per la genotipizzazione di 5 varianti alleliche coinvolte nella neurotrasmissione serotoninergica: MAOA uVNTR (Variable Number of Tandem Repeat), rs13212041 del gene HTR1B, rs6313 del gene HTR2A, rs6265 del gene BDNF ed 5HTTLPR del gene SLC6A4. L’analisi delle differenze comportamentali tra controlli e broker è stata oggetto di un lavoro di tesi precedente dal quale è emerso che i broker mostrano punteggi maggiori di leadership, accettabilità morale e maggior frequenza di scelte utilitaristiche in associazione ad una maggiore impulsività. Nel presente lavoro di tesi, le frequenze genotipiche dei broker sono state confrontate con quelle dei controlli per valutare se i due gruppi fossero geneticamente diversi. Inoltre, in ciascuno dei due gruppi è stata valutata l’associazione tra le varianti genetiche e i punteggi alle scale psicometriche e le risposte ai dilemmi morali.
Il confronto delle frequenze genotipiche tra controlli e broker non mostra differenze. Nei controlli, però, ma non nei broker, la genetica sembra influenzare i tratti empatici e le scelte morali. Solo nei controlli, infatti, i portatori dell’allele S del polimorfismo 5HTTLPR mostrano punteggi più alti alla sottoscala dell’empatia detta empathetic concern, mentre i portatori degli alleli Low del MAOA uVNTR mostrano maggiore empatia totale. I controlli, inoltre, se portatori del genotipo T/T del polimorfismo rs6313 mostrano punteggi più bassi di accettabilità morale.
Possiamo ipotizzare, quindi, che, nei controlli, un potenziamento genetico della trasmissione serotoninergica aumenti i tratti empatici e riduca l’accettabilità morale. Ciò non si osserva nei broker, pur avendo essi frequenze alleliche simili ai controlli. Potremmo pensare, quindi, che la formazione professionale moduli le scelte morali dei broker, consentendo loro di controllare i propri tratti empatici e di aumentare l’accettabilità morale delle scelte fatte. Tuttavia, il maggior utilitarismo dei broker sembrerebbe innato, piuttosto che appreso, vista l’esistenza di una correlazione con l’impulsività, per cui non possiamo escludere che, in realtà, sia influenzato da varianti alleliche diverse da quelle qui studiate.


ABSTRACT
"Personality traits can be inherited in the same way as morphological characteristics". With this assertion, Galton gave rise to an ancient debate on the role of genes and environment in modulating human behaviour, which has attracted the interest of different scholars, such as psychologists, philosophers, and, lately, neuroscientists. Several recent studies, in fact, have shown that genes influence human behavioural traits too, by identifying associations between some genetic variants and specific aspects of personality: for example, the Low variants of MAOA have been associated with aggressive behaviour.
In this dissertation work, we investigated whether genetics would play a role also in modulating human moral choices. It has been demonstrated, in fact, by functional magnetic resonance studies, which identified the brain areas involved in the decision-making processes underlying moral choices, that also moral behaviour has neurobiological basis. Here we studied a group of peculiar subjects, the insurance brokers, who are professionally induced to perform utilitarian and rational choices, in order to investigate whether their utilitarian behaviour comes from their professional training or is due to genetic predisposition. Brokers and controls were asked to answer a set of moral dilemmas, describing controversial hypothetical scenarios, where the life of one person is in danger. Participants were asked whether they would be willing to sacrifice one life in order to save a group of people and to rate the moral acceptability of this action. In addition, some personality traits were measured, such as impulsivity, venturesomeness, empathy and leadership, to understand whether and to what extent these traits influence moral choices. Then, each subject was asked to provide a sample of saliva for DNA extraction and genotyping of five allelic variants involved in the serotonergic neurotransmission: MAOA uVNTR (Variable Number of Tandem Repeat), rs13212041 on HTR1B gene, rs6313 on HTR2A gene, rs6265 on BDNF gene, and 5HTTLPR on SLC6A4 gene.
Behavioural differences between controls and brokers were analysed in a previous work showing that brokers reached higher scores in leadership, moral acceptability and frequency of utilitarian choices than controls. They also showed increased impulsiveness. In the present work, the comparison between controls’ and brokers’ genotype frequencies did not show any difference. However, in the control group, but not in the brokers, genetics influenced empathic traits and moral choices. Only in the control group, in fact,, the carriers of the S allele of 5HTTLPR showed higher scores of empathetic concern as compared to L/L genotype carriers, as well as carriers of the Low alleles of MAOA uVNTR showed higher scores of total empathy than the High allele carriers. Moreover, control carriers of the T/T genotype of rs6313 showed lower moral acceptability than C allele carriers. It appeared, therefore, that, in controls only, a genetic enhancement of the serotonergic transmission increased empathy and reduced moral acceptability. This was not observed in brokers, although their allele frequencies were similar to those of controls. We, thus, hypothesized that the professional training might modulate the moral choices of brokers, allowing them to keep under control their empathic traits and to increase their moral acceptability. However, the utilitarian behaviour of brokers seems to be innate rather than acquired, given the previously observed correlation with impulsiveness; we can not exclude, therefore, that the moral choices of brokers might be influenced by other not even studied allelic variants.
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