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Tesi etd-03182014-082818


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
ASCIONE, ELEONORA
URN
etd-03182014-082818
Titolo
"The Roadmap on procedural rights. Percorso europeo sul diritto processuale penale; in particolare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri ed i diritti dell'imputato nel territorio europeo."
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Bonini, Valentina
Parole chiave
  • roadmap
  • diritti imputato
  • cooperazine giudiziaria
Data inizio appello
07/04/2014;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Nel percorso posto in essere dall’Unione europea per attuare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri, bisogna sottolineare la necessità di rafforzare i diritti processuali dell’indagato e dell’imputato.
Nell’ambito del Consiglio europeo svoltosi a Tampere il 15 e il 16 ottobre 1999 si è stabilito che il principio del reciproco riconoscimento delle sentenze e delle decisioni di autorità giudiziaria deve diventare il fondamento della cooperazione giudiziaria dell’Unione europea in materia civile e penale. Pertanto, il 29 novembre 2000 il Consiglio europeo ha adottato un programma di misure per l’attuazione di tale principio, secondo il quale il reciproco riconoscimento “deve consentire di rafforzare non solo la cooperazione tra Stati membri, ma anche la protezione dei diritti delle persone”.
Il 19 febbraio 2003 viene approvato il Libro verde sulle garanzie procedurali a favore di indagati e imputati in procedimenti penali nel territorio dell’UE che prevede: l’accesso all’assistenza legale (nella fase preparatoria e in quella processuale), l’accesso ad un interprete e/o traduttore, la comunicazione a indagati o imputati dei loro diritti, una particolare protezione per indagati e imputati appartenenti a categorie “vulnerabili” e l’assistenza consolare a stranieri fermati o arrestati.
La Proposta di Decisione quadro avente ad oggetto il diritto all’interpretazione e alla traduzione ( 8 luglio 2009) mostra un approccio più prudente e graduale sul tema. Si focalizza l’attenzione soltanto sulla garanzia all’assistenza di un interprete e sul diritto alla traduzione che costituisce un “ diritto primario, quasi pregiudiziale a tutti gli altri”. Si rileva, infatti, che solo la comprensione degli atti del processo consente di esercitare gli altri diritti. Nell’imminenza dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il Consiglio ha, tuttavia, deciso di riproporre l’iniziativa sotto forma di Direttiva e non di decisione quadro. Nello stesso periodo, 30 novembre 2009 è stato approvato un documento contenente la “Tabella di marcia per il rafforzamento dei diritti procedurali di indagati o imputati nei procedimenti penali” (“ROADMAP”), recepita dal Programma di Stoccolma del 10 dicembre 2009, individua sei priorità per la protezione dei diritti dell’indagato o imputato:
• Misura A: diritto alla traduzione e all’interpretazione.
• Misura B: diritto a riceve informazioni relative ai diritti e all’accusa.
• Misura C: diritto alla consulenza legale e assistenza legale gratuita.
• Misura D: diritto alla comunicazione con i familiari, datori di lavoro e autorità consolari.
• Misura E: garanzie speciali per indagati o imputati vulnerabili.
• Misura F: il libro verde sulla detenzione preventiva.
Il quadro attuale delle iniziative dell’Unione europea comprende la Direttiva 2010/64/UE sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali recepita il 27 ottobre 2013. La Direttiva 2012/13/UE sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, termine di recepimento 2 giugno 2014. La Direttiva 2013/48/UE relativa al diritto di avvalersi di un avvocato nei procedimenti penali, dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 26 ottobre 2016.
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