Sistema ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-02162018-082312


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GRASSINI, VALENTINA
URN
etd-02162018-082312
Titolo
Revisione sistematica degli effetti del nitrato, presente nella Beta vulgaris, sulla performance nell'esercizio fisico
Struttura
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Commissione
relatore Prof. Calderone, Vincenzo
Parole chiave
  • Revisione sistematica
  • Beta vulgaris
  • ossido nitrico
Data inizio appello
07/03/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
L’ossido d’azoto (NO), è stato il primo “gas trasmettitore” ad essere stato identificato ed investigato sperimentalmente. L’NO è una molecola semplice, estremamente reattiva, a basso ingombro molecolare e in condizioni fisiologiche è prodotta da diverse cellule del nostro organismo, tramite gli enzimi NO-sintasi.
La sintesi di NO attraverso il pathway delle NO sintasi, è comunque dipendente dalla L-arginina e dalla disponibilità di ossigeno, perciò diviene limitata nell'ipossia.
Tuttavia è stato dimostrato che il nitrato alimentare (〖NO〗_3^-), che si trova in abbondanza nella verdura verde a foglia larga e nelle radici, rappresenta un importante fonte alternativa di NO.
In particolare le verdure possono essere classificate in base al loro contenuto di nitrati ed una delle famiglie a più alto contenuto (più di 1000 mg 〖Kg〗^(-1)), è quella delle Chenopodiaceae (barbabietole e spinaci).
La generazione di NO, tramite il nitrato alimentare, comporta una serie di passaggi sequenziali: il nitrato viene ridotto a nitrito dai batteri presenti nella cavità orale, viene ingerito e ridotto nuovamente nello stomaco a NO, per poi essere assorbito attraverso la parte superiore dell'intestino tenue nella circolazione sistemica, con una biodisponibilità di circa il 100%.
Perciò, grazie al suo alto contenuto di nitrati inorganici, è stato visto in molti studi recenti, che l'assunzione di barbabietola offre effetti fisiologici benefici, che possono tradursi in migliori risultati clinici, per diverse patologie, come l’ipertensione, l’aterosclerosi, il diabete di tipo 2 e la demenza, ma è in grado anche di migliorare la performance nell’esercizio fisico.
In particolare il nostro scopo è quello d’effettuare una revisione sistematica sui trial randomizzati-controllati esistenti, esplorando l’effetto del nitrato alimentare presente nel succo di barbabietola, sulla performance dell’esercizio fisico nei soggetti allenati.
Per identificare i trial è stata effettuata una ricerca sui database scientifici di Pubmed, Scopus e Web of Science, usando la seguente Keyword: (“Beta vulgaris” and/or beetroot) and clinical trial.
In base ai termini di ricerca selezionati, sono stati recuperati 767 articoli a cui è stato fatto uno screening dei titoli, degli abstract e delle caratteristiche per arrivare a 34 articoli, potenzialmente ammissibili.
Alla fine 26 articoli sono stati identificati come idonei e inclusi nella revisione sistematica per l'analisi qualitativa.
La maggior parte degli studi scelti sono a doppio cieco, con placebo, crossover e randomizzati.
Sono tutti articoli in cui è stato studiato l'effetto del nitrato alimentare, sotto forma di NO inorganico, altamente concentrato nel succo di barbabietola o scarsamente presente nel placebo, sul tasso metabolico.
Le seguenti variabili sperimentali sono state estratte da ciascuno studio: condizioni di riposo o di esercizio, durata dell'integrazione, dosaggio, durata del periodo di washout tra 〖NO〗_3^- dietetico e placebo, eventi avversi (se presenti), caratteristiche e numero dei partecipanti.
Le caratteristiche dei partecipanti erano, quando disponibili: età, numero di soggetti maschili e/o femminili, caratteristiche antropometriche, attività fisica o esercizio fisico effettuato e massima assunzione di ossigeno.
Sono stati condotti 24 studi in soggetti attivi o addestrati, giovani e sani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, uno studio è stato condotto in soggetti di età compresa tra 22 e 50 anni, mentre un altro in soggetti anziani di età compresa tra i 65 ed i 70 anni.
La supplementazione è stata ottenuta con l'assunzione di NO da sali inorganici (come soluzioni di nitrato di potassio) in 2 studi, mentre nei restanti da succo di barbabietola.
Sono stati utilizzati i seguenti placebo: soluzioni di succo di barbabietola a basso contenuto di nitrato, sodio fosfato, ribes nigrum o succo di mirtillo.
Si evidenzia, in 7 studi, come l’ingestione di succo di barbabietola, ricco o meno di nitrati, una volta ingerito, diminuisca la pressione sanguigna e favorisca un aumento della concentrazione plasmatica di nitrito.
L’effetto più marcato del succo di barbabietola concentrato, che si evince in ben 10 studi, è quello di essere ergogenico, ossia di migliorare la performance durante l’esercizio fisico.
Approfondendo in cosa consista tale miglioramento della performance, si può notare che: 5 studi evidenziano un aumento della potenza fisica, dovuto ad una maggiore velocità di accorciamento della fibre muscolari; infatti nello studio di Rimer EG et al. 2016 si specifica come il succo concentrato di barbabietola apporti discreti vantaggi negli sport di potenza. Altri 5 studi evidenziano un minor consumo di ossigeno e dunque una miglior tolleranza all’esercizio, con tempi di recupero migliori ed altri 4 studi invece evidenziano come in particolare la miglior performance si abbia in esercizi intermittenti ad alta intensità.
Questi effetti potrebbero risultare interessanti in soggetti che mirano al potenziale miglioramento della tolleranza e della performance dell’esercizio sportivo.
Da notare comunque che in 3 studi, dove si evidenzia l’effetto ergogenico o l’aumento della potenza del soggetto dopo l’ingestione del succo di barbabietola concentrato, al contempo non si nota alcuna differenza, tra la somministrazione di succo di barbabietola concentrato ed il placebo, nel miglioramento della forza o della resistenza del soggetto.
Un solo studio in particolare non evidenzia alcun effetto nello sprint ripetuto e nessuna differenza di potenza nei soggetti che hanno ingerito il succo di barbabietola concentrato o il placebo.
La seguente revisione potrebbe fornire le basi per una futura meta-analisi e dare indicazioni per studi futuri, dove la ricerca dovrebbe incentrarsi anche sulla dose e sulla durata dell'integrazione, al fine di fornire raccomandazioni specifiche per l’integrazione in ogni tipo di popolazione.
File