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Tesi etd-01052006-122857

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Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
Del Pozzo, Walter
Indirizzo email
delpozzowalter@gmail.com
URN
etd-01052006-122857
Titolo
Studio della Luminosità Bolometrica pr le Novae Classiche nella Grande Nube di Magellano
Settore scientifico disciplinare
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE FISICHE
Commissione
relatore Steven Neil Shore
Parole chiave
  • variabili cataclismiche
  • novae
  • MMRD
  • spettroscopia UV
Data inizio appello
2006-01-25
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
In questa tesi verranno trattati alcuni aspetti legati al'ipotesi di luminosità bolometrica costante con lo scopo di chiarire il ruolo della Maximum Magnitude Rate of Decline come indicatore di distanza. Nella prima parte verranno trattati gli aspetti fisici principali riguardanti i sistemi binari compatti formati da una nana bianca e da una stella di tipo tardo, essendo questi i sistemi che possono evolvere in novae. Saranno considerati principalmente gli impatti sui parametri fisici del sistema binario dovuti allo scambio di materiale gassoso tra le due componenti e al successivo outburst della nova che rilasciando quantità di gas dell'ordine di 10⁻⁴-10⁻⁵ M_{⊙} modifica sostanzialmente momento angolare e quindi periodo e semiasse maggiore del sistema binario. Verrà inoltre brevemente discussa la fisica del trasferimento di gas guidata dal processo di trabocco del lobo di Roche e la formazione del disco di accrescimento attorno alla nana bianca. Vengono poi discusse le caratteristiche principali delle nane bianche come strutture di gas sorrette dalla pressione di degenerazione elettronica e le conseguenze che queste hanno sul materiale accresciuto in caduta dal disco circumstellare. Verranno sintetizzati gli aspetti principali trattabili fenemenologicamente del processo di ThermoNuclear Runaway che inizia il fenomeno nova, come l'accensione del ciclo CNO in ambiente degenere e l'esplosione dello strato esterno della nova insieme a vari aspetti riguardanti la nucleosintesi esplosiva. La fisica dell'espansione libera susseguente viene discussa in virtù di fare luce sul processo di formazione degli spettri, unita all'influenza che può avere sulla MMRD la presenza di condensazioni iniziali nell'eietto dovute ad instabilità idrodinamiche. Quindi ogni fase della nova viene discussa tenendo sempre in conto quanto è stato osservato fino ad oggi dai telescopi e tentando di spiegare nel modo più semplice quando possibile l'evoluzione temporale degli spettri tramite una discussione portata avanti grazie ad un parallelo tra visibile e ultravioletto, incentrata principalmente su quest'ultimo, al fine di chiarirne l'evoluzione fotometrica in rapporto a quella spettroscopica. Le tecniche utilizzate saranno le medesime usate per studiare le novae galattiche. In particolare verrà messo in relazione il tempo del turn-off delle reazioni nucleari e la CBL per verificare quando la MMRD proposta da Della Valle & Livio nel 1995 smette di essere valida. A tal fine verrà costruito un modello di ricombinazione in condizioni di espansione libere per l'elio ionizzato e per l'azoto ionizzato 2,3 e 4 volte così da stimare il tempo del turn-off nucleare e quindi porre un limite alla durata della fase di CBL. La seconda parte della tesi invece consta principalmente di analisi dei dati nell'archivio delle osservazioni di IUE. Dopo una breve discussione delle caratteristiche principali dell'Internation Ultraviolet Explorer verrà presentato il campione delle novae analizzate. Tutte appartengono alla Grande Nube di Magellano in quanto per tale galassia sono meglio noti l'assorbimento dovuto al gas e alle polveri interstellari e la distanza, quindi rappresenta un campione migliore su cui basare una eventuale calibrazione rispetto alle novae galattiche per cui tali quantità fondamentali sono molto più incerte. Per ogni nova verranno discusse le caratteristiche spettrali principali in funzione del tempo e verrà testata l'ipotesi di CBL. Inoltre sarà ricavata una stima per il tempo del turn-off per ciascuna nova i cui dati lo permettano in modo da costruire una prescrizione per l'applicabilità della MMRD come indicatore secondario di distanza.
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