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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12202021-212938


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
Autore
CERCHI, GIULIA
URN
etd-12202021-212938
Titolo
I deficit neuropsicologici extralinguistici nelle persone con afasia: conseguenza della lesione nelle aree del linguaggio o inappropriatezza degli strumenti di valutazione?
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA FISICA E RIABILITATIVA
Relatori
relatore Prof. Chisari, Carmelo
correlatore Dott.ssa Ferroni, Lucia
Parole chiave
  • afasia
  • deficit neuropsicologici
  • valutazione neuropsicologica
Data inizio appello
10/01/2022
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/01/2092
Riassunto
Introduzione: Il professionista riabilitatore non può prescindere dal considerare le diverse ripercussioni dell’afasia sul contesto socio-familiare e sull’autonomia del soggetto che ne è affetto. Per raggiungere tale obiettivo può essere necessaria una valutazione neuropsicologica, volta al ripristino – ad esempio – dell’utilizzo dell’auto o al rientro nel contesto lavorativo. Non è però possibile dare per scontato che i test neuropsicologici comunemente utilizzati nella pratica clinica siano applicabili alla popolazione afasica, poiché essa rappresenta una sfida al principio di confrontabilità, cardine del processo di applicazione di un test valutativo.
Scopo: Questa tesi ha l’obiettivo di valutare se alcune prove relative alla valutazione delle funzioni attentive, mnestiche ed esecutive siano somministrabili ai soggetti afasici. Vi è inoltre l’ulteriore scopo di valutare l’applicabilità in questi individui anche del Mini Mental State Examination (MMSE).
Materiali e Metodi: Sono stati arruolati quaranta soggetti affetti da afasia e venti soggetti neurologicamente indenni (atti a costituire il gruppo di controllo). Di tutti questi, nessuno mostra segni clinici di deterioramento cognitivo. Sono state somministrate prove per l’attenzione, per la memoria visuo-spaziale e le funzioni esecutive selezionate tra quelle a minor carico verbale. Solo ai soggetti afasici sono inoltre state somministrate alcune prove dell’Esame del linguaggio II ed il Token Test.
Risultati: Per quanto riguarda il MMSE dai dati ottenuti nel nostro studio emerge chiaramente come, a fronte di una clinica non suggestiva, i soggetti afasici rischino di essere etichettati come affetti da demenza a causa dell’utilizzo improprio del test valutativo. L’elevato carico verbale del test rende ragione della sua impossibilità di utilizzo in questa specifica popolazione ed è quindi per tale motivo che il MMSE non può rappresentare un valido strumento per la valutazione dello stato cognitivo del soggetto afasico.
Sembra che per la valutazione delle capacità attentive nei soggetti afasici possano essere impiegati il MFTC nel solo parametro accuratezza, il test di barrage di linee sempre nel solo parametro accuratezza ed il test delle campanelle nei soli parametri di omissioni e falsi allarmi. Per tutti i restanti item dei suddetti test e per gli altri strumenti valutativi selezionati non sembra invece opportuna un’applicazione nei soggetti con afasia, poiché per diverse ragioni vi è il rischio che il soggetto afasico presenti a tali strumenti un punteggio patologico pur non avendo deficit attentivi.
Per la memoria visuo-spaziale potremmo invece concludere che i test selezionati, ad eccezione del test di memoria visiva immediata e del test di riconoscimento di volti non familiari per i quali potrebbe essere utile un approfondimento relativo alla presenza o meno di difficoltà nella comprensione delle consegne nella nostra popolazione sperimentale, rappresentano ottimi strumenti valutativi per i soggetti afasici.
Infine, per le funzioni esecutive da quanto emerso dal nostro studio possiamo concludere che due dei quattro test selezionati (ovvero il Modified Five Point Test ed il Modified Wisconsin Card Sorting Test) non possano essere utilizzati per la valutazione delle funzioni esecutive nei soggetti afasici. Relativamente ai due restanti test, invece, potremmo concludere che potrebbero essere utilizzati solo in “specifiche” categorie di afasici, identificate sulla base delle capacità di comprensione e/o di produzione.
Possiamo quindi concludere che al momento la valutazione della persona afasica deve essere prevalentemente clinica e i test neuropsicologici, se utilizzati, devono essere interpretati alla luce delle difficoltà di questi soggetti, quindi senza tenere eccessivamente conto dei valori normativi. Come prospettiva futura dovrà essere riconsiderato il problema della valutazione cognitiva extralinguistica dei soggetti afasici e per fare ciò sono possibili diverse strategie, come l’utilizzo di alcuni test limitatamente a specifici soggetti afasici o la modifica della struttura dei test in uso e, di conseguenza, una loro nuova taratura.
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