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Tesi etd-11292016-202756


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
PERONDI, FRANCESCA
URN
etd-11292016-202756
Title
Indicatori diagnostici e prognostici di danno renale acuto nel cane ospedalizzato
Settore scientifico disciplinare
VET/08
Corso di studi
SCIENZE VETERINARIE
Commissione
tutor Prof.ssa Guidi, Grazia
Parole chiave
  • terapia intensiva
  • AKI
  • marcatori urinari
  • cane
Data inizio appello
15/12/2016;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
15/12/2019
Riassunto analitico
Riassunto<br>Introduzione: Il danno renale acuto (AKI), in medicina umana, è riconosciuto primariamente come una malattia acquisita a livello ospedaliero (HA-AKI), al contrario di quello riscontrato in medicina veterinaria, in cui l’insorgenza di AKI si sviluppa più frequentemente al di fuori dell’ambiente medico. Ad oggi sono pochi gli studi riguardo l’insorgenza di AKI a livello ospedaliero; si basano su classificazioni umane e solo sulla valutazione della creatinina sierica giornaliera, grazie alla quale i soggetti vengono classificati nei diversi stadi di insufficienza renale acuta.<br>Scopo dello studio: valutare l’incidenza, il decorso clinico e la prognosi di tutti i cani ricoverati presso l’unità di terapia intensiva, che hanno sviluppato danno renale acuto (AKI) durante il periodo di ospedalizzazione o che presentavano iperazotemia al momento del ricovero, grazie all’applicazione della classificazione IRIS per AKI e l’utilizzo di marcatori urinari ed ematici.<br>Materiali e metodi: sono stati inclusi 136 cani, ricoverati in terapia intensiva per almeno 48 ore. Tutti i soggetti al momento dell’inclusione sono stati sottoposti a visita clinica completa, valutazione di parametri ematobiochimici, analisi complete delle urine, misurazione della concentrazione dell’enzima tubulare GGT nelle urine e dell’indice uGGT/cu, valutazione dell’output urinario nelle prime 24 ore di ricovero e del bilancio dei fluidi somministrati. In 20 di questi cani son stati valutati anche marcatori urinari NGAL (Neutrophil Gelatinase-Associated Lipocalin) e KIM-1 (Kidney Injury Molecule 1). I pazienti sono stati suddivisi in base alla classificazione IRIS per AKI e la malattia renale cronica (CKD): in particolare i pazienti non azotemici (&lt; 1.6mg/dl) sono stati suddivisi in AKI 0 e AKI 1 in base alla valutazione dell’incremento della creatinina giornaliera (&gt; 0.3 mg/dl) e in base alla presenza di oliguria/anuria (&lt; 1ml/kg/h) come riportato dal gruppo IRIS. I dati raccolti sono stati analizzati statisticamente utilizzando il software Graphpad prism per mac.<br>Risultati: dai test statistici effettuati è risultata una differenza statisticamente significativa tra il gruppo AKI 0 e AKI 1 per quanto riguarda i valori medi di urea (p=0.0215), PU/CU, uGGT, uGGT/cu (p&lt;0.0001), il bilancio dei fluidi (p=0.0436), la durata del ricovero (p=0.0031). Non si è invece riscontrata differenza significativa fra l’età, il peso corporeo, il BCS, la FR, MAP, HCT, albumina, WBC, creatinina e peso specifico sempre fra AKI 0 e 1. Tramite la determinazione di una ROC curve è stato ricavato un cut off per l’indice uGGT/cu di 57, 50 U/g fra i cani in AKI 1 e 0, con la migliore combinazione di sensibilità e specificità (75.8% , 75%). Fra i pazienti con uGGT/cu aumentato o normale (&lt; 57.50 U/g) è stata riscontrata una differenza significativa nel valore di PU/CU (p&lt;0.0001). Anche il numero di pazienti in AKI 0 e AKI 1 suddivisi secondo il cut off ricavato (&lt; 57.50 U/g) differiscono in maniera significativa (p&lt;0.0001). È stata riscontrata una differenza statisticamente significativa anche dell’indice uGGT/cu nei diversi tempi (p=0.0022), fra i pazienti non azotemici (AKI 0 e 1) rispetto agli azotemici (p&lt;0.0001) e nei diversi stadi IRIS (p&lt;0.0001). è stata anche riscontrata una correlazione positiva tra uGGT/cu e PU/CU (p&lt;0.0001) nei pazzienti non azotemici. Per quanto riguarda l’outcome dei pazienti sono risultati statisticamente significativi i parametri: creatinina (p=0.0084), albumina (p=0.0410), PU/CU (0.0005), mentre l’uGGT/cu non è risultato significativo (p=0.1296). è stata riscontrata anche una correlazione significativa nei 20 cani considerati, fra KIM-1 e uGGT (p&lt;0.0001), KIM-1 e uGGT/cu (p=0.0437) e fra NGAL/cu e uGGT/cu (p=0.0120). <br>Conclusioni: Le GGT urinarie (e l’indice uGGT/cu) rispetto alla creatinina ematica giornaliera sembrano essere più utili per la discriminazione di cani in AKI 0 e in AKI 1, ma non per la prognosi. La creatinina, le albumine il valore PU/CU sono risultati avere un significato prognostico nei cani in AKI ricoverati in TI. KIM-1 e NGAL correlano con le GGT nei cani in AKI e non cambiano nelle 24 ore successive. È fondamentale associare più tipi di marcatori, sia urinari che ematici per migliorare la diagnosi, la classificazione e la prognosi di AKI. Sebbene questo sia il primo studio prospettico che studia l’insorgenza, la diagnosi e la prognosi di AKI a livello ospedaliero grazie all’utilizzo di diversi marcatori, ulteriori studi sono comunque necessari, soprattutto per la valutazione di altri marker emergenti e per incrementare la casistica in medicina veterinaria.<br><br>
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