ETD system

Electronic theses and dissertations repository

 

Tesi etd-11222016-164301


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
TONELLI, CHIARA
URN
etd-11222016-164301
Title
Il captatore informatico: un vuoto legislativo da colmare
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Bresciani, Luca
Parole chiave
  • agente intrusore
  • spyware
Data inizio appello
14/12/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
L’era in cui ci troviamo è da considerarsi digitale: la tecnologia, ormai utilizzata per ogni aspetto della vita quotidiana, va a coinvolgere anche il diritto. In campo processuale si diffonde l’uso di mezzi di indagine ad elevato contenuto tecnologico, creando una serie di problematiche giuridiche che, dottrina, giurisprudenza e legislatore, hanno cercato di risolvere. Nel presente elaborato è stato analizzato il tema dell’utilizzo del c.d. captatore informatico – o trojan di Stato – sotto vari aspetti. Si tratta di una questione molto delicata perché, se da un lato questi mezzi di indagine consentano agli inquirenti di rintracciare con maggiore facilità elementi di prova utili ai loro fini, dall’altro varie sono le problematiche che suscitano e ne è un esempio l’eccessiva invasività nella sfera privata della persona indagata. La giurisprudenza ha, in più occasioni, citato l’art. 189 c.p.p., rubricato “Prove non disciplinate dalla legge”, per consentire di stare al passo con il progresso scientifico, facendo entrare nel processo penale questi peculiari sistemi operativi. La Corte di Cassazione, con una sentenza di luglio 2016, si è pronunciata in merito a tre questioni: escludere l’utilizzabilità dei risultati dell’attività condotta per mezzo di virus trojan in mancanza dei requisiti degli artt. 266 ss. c.p.p., scartare solo le captazioni effettuate nei luoghi di privata dimora, ovvero ammetterle solo per i delitti di criminalità organizzata. Le Sezioni Unite risolvono la questione scegliendo la terza soluzione. Alla luce di quanto detto, sarebbe opportuno superare lo scenario legale attuale in merito, caratterizzato da un vuoto legislativo, con una disciplina ad hoc. Varie sono state le iniziative parlamentari che hanno cercato di farlo spesso infruttuosamente, fino a giungere al recente dibattito politico e parlamentare relativo alla nuova proposta di legge del 2016, sulla regolamentazione di questo particolare strumento.<br>
File