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Tesi etd-11222005-232630


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Guglielmi, Alessandro
email address
guglielmi_alessandro@hotmail.it
URN
etd-11222005-232630
Title
STUDIO DEL COMPORTAMENTO DI CLONI OMOLOGATI DI “VERMENTINO” NELLA ZONA DOC “MONTEREGIO DI MASSA MARITTIMA”.
Struttura
AGRARIA
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE
Commissione
relatore Prof. Rolando, Guerriero
Parole chiave
  • biotipo
  • ceppi
  • controllo genetico
  • tralci
  • protocollo
Data inizio appello
12/12/2005;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Questo lavoro di ricerca sul Vermentino si inquadra all’interno dell’ampio “Progetto di Rinnovamento e Valorizzazione della Viticoltura della Provincia di Grosseto” condotto dalla Amministrazione Provinciale grossetana con la collaborazione scientifica del Dip. di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose dell’Università di Pisa ed il Dip. di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze. Il Vermentino in conseguenza alla sua rivalutazione, come dimostra il fatto che può essere utilizzato in 21 delle 34 DOC toscane, è stato uno dei vitigni scelti per il suddetto progetto ed impiantato, quindi, in diverse aziende della Maremma toscana.<br>Con questa tesi si è studiato il comportamento vegeto-produttivo di 209 piante, appartenenti a 7 cloni già omologati di Vermentino (VCR1, CAPVS 3, CAPVS 12, 639, 640, 766 e 795) innestati su 2 portinnesti (420 A e 1103P), impiantate in un vigneto sperimentale dell’azienda “Serraiola” situata nel comune di Monterotondo Marittimo (GR), nella zona DOC “Monteregio di Massa Marittima”. I rilievi sono stati effettuati dal 7 Maggio 2002 al 20 Gennaio 2004.<br>Le ricerche condotte hanno messo in evidenza:<br> 1)Germogliamento:le gemme degli speroni presentano un gradiente di germogliamento che cambia nel tempo in funzione della loro posizione sul cordone orizzontale.<br>Secondo i rilievi fatti, poi, i cloni CAPVS 3 e CAPVS 12 risultano quelli con un germogliamento meno precoce, il 640 ed il VCR1 quelli con uno più precoce, mentre il 766, il 795 ed il 639 quelli con uno intermedio. Per la prima volta, elaborando statisticamente un rilevante numero di dati fenologici, è stato messo in evidenza che questo ordine di progressione individuato nei diversi cloni nel corso delle prime fasi di germogliamento(stadi fenologici A e B di Baggiolini), si ripropone con la stessa modalità a distanza circa di undici giorni negli stadi E ed F. <br>I diversi cloni hanno quindi un loro ordine di germogliamento e, in un certo arco di tempo, mantengono costante la velocità di progressione dell’allungamento del germoglio.<br> 2)Quantità di produzione: il clone CAPVS 3, innestato sul portinnesto 1103 Paulsen ed il CAPVS 12, innestato su 420 A, hanno presentato valori produttivi alti ed allo stesso tempo costanti nelle due annate, mentre il VCR1 ha prodotto meno di tutti, in particolar modo quando innestato sul portinnesto 420 A. Non risulta particolarmente influente il contributo dei due portinnesti sulla quantità di uva prodotta nell’arco del biennio. <br> 3)Qualità di produzione: il 639 è il clone che nei due anni ha il più alto e costante rapporto fra gradi Brix e ed acidità titolabile del mosto. Il 766 ha un elevato e costante rapporto tra tali parametri, ma probabilmente tende ad una maturazione più tardiva; il CAPVS 3, dal punto di vista qualitativo, ha un comportamento molto variabile fra i due anni; il VCR1, invece, pur avendo prodotto in misura sensibilmente minore rispetto agli altri cloni, manifesta valori alti di acidità titolabile e contenuti zuccherini piuttosto bassi; nel complesso si è osservata una decisa influenza positiva del portinnesto 1103 Paulsen nel rapporto fra gradi Brix ed acidità titolabile del mosto, spingendo maggiormente i cloni verso una maturazione più anticipata.<br> 4)Esigenza termica media: i cloni di Vermentino sul litorale toscano, per raggiungere una vendemmia con un buon rapporto tra grado zuccherino ed acidità titolabile, necessitano, nel periodo che va da Aprile fino alla metà di Settembre, di circa 2440 gradi giorno, calcolati secondo l’Indice eliotermico di Huglin.<br>Anche se questo calcolo dovrà essere verificato con ulteriori rilievi, esso rappresenta il primo contributo al riguardo. <br>
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