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Tesi etd-11212018-155744


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
BETTI, ALBERTO
URN
etd-11212018-155744
Title
L'Unione bancaria europea: criticità e sviluppi futuri
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Marinai, Simone
Parole chiave
  • Unione bancaria europea
Data inizio appello
10/12/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
CAPITOLO PRIMO
ORIGINE DELLA CRISI FINANZIARIA

1.1: Uno sguardo oltre oceano
Gli eventi che hanno condotto alla crisi finanziaria del 2007 sono di vitale importanza per comprendere in pieno la disciplina europea in materia bancaria.
La inadeguatezza della regolamentazione in materia finanziaria, della supervisione bancaria e dei mezzi di risoluzione delle crisi, ha spinto il legislatore europeo verso una riforma ancora da completarsi ma che ha già segnato un cambiamento giuridico sostanziale rispetto al passato.
Come anticipato, per meglio comprendere i motivi per cui si è giunti a questa disciplina europea in materia bancaria, è necessario fare un viaggio nel tempo, considerando eventi che si sono succeduti nel corso di quasi un intero secolo, focalizzando l'attenzione, in particolare, sulla crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti di America nel 2007 e che poi si è riversata in tutto il vecchio Continente pochi anni dopo.
La storia economica moderna è segnata anzitutto dalla Grande depressione del 1929 e la scintilla che portò a tale situazione è da rinvenirsi nello scoppio della bolla speculativa sui mercati azionari che a sua volta portò al crollo della borsa di Wall Street martedì 29 Ottobre 1929, motivo per cui è stata coniata l'espressione "martedì nero".
I motivi della bolla speculativa devono essere ricercati sia nella politica monetaria che nelle scelte del sistema bancario. Dal primo punto di vista, la Federal Reserve ( FED ) mise in atto una politica monetaria fortemente espansiva, dall'altro, anche le banche posero in essere politiche creditizie spregiudicate.
Secondo Hayek bisognava affrontare la crisi lasciando scorrere il mercato, secondo Keynes invece bisognava intervenire sul mercato.
In seguito alla Grande depressione, nel 1932, fu separata la attività bancaria tradizionale dalla attività speculativa, legata ai mercati finanziari attraverso il Glass-Steagal Act.
Dopo quasi mezzo secolo la crisi tornò a colpire gli Usa, e, in particolare, le "Saving and Loans",ovvero istituti di credito di piccole dimensioni , radicate sul territorio e specializzate nell'erogazione di finanziamenti per l'acquisto di abitazioni. Queste subirono la politica monetaria restrittiva adottata dal governo che contribuì alla crisi del settore immobiliare con la conseguente crisi della domanda di mutui e quindi il mancato pagamento sui finanziamenti erogati in precedenza.
Tra gli eventi che hanno segnato il secolo scorso troviamo sicuramente l'ascesa in campo economico della Cina, che, per mezzo di Deng Xiaoping, adottò la "politica economica socialista di mercato". Il risultato fu che il Pil Cinese crebbe così tanto da diventare il 17% nel 2014.
Gli ingenti capitali accumulati dall'economia Cinese sono stati investiti, sopratutto nella seconda metà degli anni '90, nel mercato azionario americano dati gli alti rendimenti che la "New economy" offriva in quel periodo.
Ultimo avvenimento da segnalare è la creazione dell' Unione europea e della moneta unica, eventi che hanno cambiato i Paesi membri nel profondo, lasciando una parte della loro sovranità per garantire una Europa unita.
Abbiamo visto gli eventi segnanti il 900' in ambito economico ma il nuovo secolo si è aperto con una crisi economica di proporzioni gigantesche, tali da determinare un cambiamento normativo che condurrà, in Europa, alla Unione bancaria europea.
Tra le cause della crisi finanziaria più recente va considerato il grande indebitamento di tutti gli operatori e, in particolare, dei privati che si verificò come primo effetto di una liquidità abbondante.
In America, nel 2007, l'indebitamento delle famiglie raggiunse il 140% del reddito disponibile e lo stesso accadde nel Regno Unito, in Irlanda, Australia, Spagna ed Islanda.
La parte più debole del settore privato, ovvero le famiglie, si indebitava al di sopra delle loro possibilità, acquisendo beni immobili per mezzo di finanziamenti a basso tasso di interesse, in un mercato in cui il prezzo delle case risultava in continuo aumento. Le famiglie, se da un lato si arricchivano acquisendo case il cui valore sembrava essere in continuo aumento, disponevano solo del valore nominale del bene in questione mentre il debito avrebbero dovuto ripagarlo concretamente.
A questo punto entrò in gioco la finanza e, in particolare, le banche americane che offrirono una serie di prodotti per monetizzare gli incrementi di valore degli immobili attraverso un sistema che permetteva di sostituire i vecchi mutui, stipulati per l'acquisto delle case, con nuovi mutui di maggiore importo incassando la differenza. Ma attenzione, tutto questo sistema si fonda sul continuo incremento del valore delle case e se questo trend, come poi è accaduto, si fosse invertito gli effetti sarebbero potuti essere catastrofici.
A questo proposito, negli anni precedenti lo scoppio della bolla, coloro che hanno provato ad avvertire del rischio in cui l'intera economia americana stava incorrendo furono screditati.
Un'inchiesta dell' Economist del 2006 , intitolata " The Dark Side of Debt ", sosteneva che il volume dei prestiti concessi dalle banche per finanziare gli acquisti era tale da mettere in circolazione un gigantesco volume del rischio, dato che se qualcosa non avrebbe funzionato sarebbe crollato l'intero sistema, dato che si sarebbe avuta una bolla immobiliare avvolta in una bolla creditizia.
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