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Thesis etd-11162023-000010


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
MATTEOLI, GIULIA
URN
etd-11162023-000010
Thesis title
Privacy e trasparenza: un necessario bilanciamento tra diritto all’accesso e tutela dei valori costituzionali.
Department
GIURISPRUDENZA
Course of study
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof. Campanelli, Giuseppe
Keywords
  • accesso
  • privacy
  • trasparenza
Graduation session start date
04/12/2023
Availability
Withheld
Release date
04/12/2063
Summary
L’obiettivo dell’elaborato è quello di esaminare il delicato rapporto che intercorre tra il diritto alla riservatezza, nota con il nome di privacy, e il principio della trasparenza amministrativa.
Nella prima parte del lavoro viene analizzata la normativa italiana della privacy che trova la sua nascita negli anni Novanta con l’emanazione della Legge n. 675/1996. Nell’ordinamento italiano i primi interventi in materia risultano tardivi rispetto ad altri Stati e, sebbene il dettato costituzionale non riconosca esplicitamente tale diritto, grazie a un combinato disposto di norme è possibile affermarne la rilevanza costituzionale. Inoltre, per creare un sistema di controllo sul trattamento dei dati, la Legge precedentemente citata ha istituito il Garante per la protezione dei dati personali.
L’altro aspetto analizzato, il principio di trasparenza, vede la sua prima affermazione nel 1908 in un famoso discorso alla Camera dei deputati e anche tale diritto, come accade per il diritto alla riservatezza, trova un suo riconoscimento a livello costituzionale grazie a un combinato disposto di norme e non in modo autonomo. Il principio di trasparenza rappresenta uno dei concetti giuridici più controversi e si fonda sulla possibilità di rendere accessibile l’operato della Pubblica Amministrazione per promuovere un coinvolgimento dei cittadini.
L’obiettivo del lavoro è analizzare l’interazione reciproca tra i due diritti analizzati nella sfida di trovare il giusto bilanciamento tra principi e interessi costituzionalmente rilevanti.
Un istituto in particolare, ovvero quello dell’accesso agli atti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, ha messo in difficoltà l’equilibrio tra i due diritti. Nel lavoro viene affrontata l’evoluzione della disciplina a partire dal primo intervento normativo con la Legge n. 241/1990 che ha rappresentato una svolta epocale nel nostro ordinamento riconoscendo per la prima volta un principio di partecipazione del cittadino alle attività della Pubblica Amministrazione. Successivamente viene analizzato il d.lgs. n. 33/2013 che ha portato all’affermazione dell’accesso civico proprio o semplice che consiste nel diritto del popolo di accedere a quei documenti per i quali sussista un obbligo di pubblicazione. Infine, il d.lgs. 97/2016, il cosiddetto F.O.I.A. italiano che permette ai cittadini di entrare in possesso di dati, sia sottoposti a pubblicazione obbligatoria che non, detenuti dalla Pubblica Amministrazione per poterne approfondire l’operato.
Il F.O.I.A. italiano ha introdotto una vera e propria forma di accesso definibile “universale” garantendo un’apertura ancora più ampia all’insieme dei dati con l’obiettivo di contrastare i fenomeni corruttivi.
L’istituto dell’accesso civico generalizzato viene valutato anche in alcuni ambiti delicati, ossia quello della sanità e dell’università. Prendendo in considerazione l’esperienza dell’Università pisana l’accesso risulta essere un istituto ancora acerbo e poco utilizzato come emerge dall’analisi dei registri delle istanze di accesso disponibili online sul sito dell’URP.
L’altro ambito preso in considerazione guarda invece alla sanità, settore molto delicato per quanto riguarda la gestione dei dati visto che si tratta di dati sensibili che riguardano lo stato di salute delle persone e, a tal proposito, viene prevista una specifica e dettagliata disciplina.
Nell’ultima parte del lavoro viene analizzata un’importante sentenza della Corte Costituzionale, la n. 20/2019, che per la prima volta cerca di trovare lo strumento idoneo per il necessario bilanciamento tra la privacy e la trasparenza amministrativa. La chiave per poter risolvere tale questione è l’applicazione del principio di proporzionalità valutando caso per caso e non trovando soluzioni precostituite. La sfida rimane quella di cercare un giusto bilanciamento mantenendo come guida i principi costituzionali.
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