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Tesi etd-11152018-162237


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
DE NOBILI, MARIA PAOLA
URN
etd-11152018-162237
Title
Pianificazione urbanistica ed emergenze: il caso del terremoto de L'Aquila
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Fioritto, Alfredo
Parole chiave
  • urbanistico
  • emergenze
  • pianificazione
  • L'Aquila
Data inizio appello
10/12/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il fulcro della trattazione verte sull’analisi degli strumenti urbanistici, dapprima nella loro dimensione ordinaria, storicamente variegata e differenziata all’interno dei territori regionali, a tratti disomogenea e funzionalmente tale al fine di rispondere a quelle che sono le esigenze del territorio su cui insistono, e a seguito come tali strumenti si deformino nelle situazioni di emergenza; la funzione dello strumento urbanistico è organizzare, nel senso quanto più ampio del termine, una porzione di territorio in maniera funzionale alle esigenze umane e ambientali, e naturale conseguenza di tale scopo è che la normativa urbanistica debba risultare quanto più flessibile e recettiva rispetto alle contingenze territoriali quali catastrofi naturali ed altri eventi (più o meno) imprevedibili.
Il caso da noi trattato come esempio di verificazione delle considerazioni suesposte è quello del sisma aquilano: si tratta di una delle più grandi catastrofi che abbiano recentemente interessato un capoluogo di regione –circostanza del tutto peculiare- per la gestione della quale ogni livello delle Istituzioni è stato coinvolto.
In particolare, si analizza l’azione imponente di gestione dell’emergenza immediata, principalmente messa in atto dalla Protezione Civile, e i provvedimenti adottati successivamente, in lassi di tempo che si distanziano dalla contingenza dell’evento anche di anni, al fine di garantire una adeguata ricostruzione.
Appare chiaro che anche gli strumenti urbanistici, in tutti i propri aspetti, che vanno dalla pianificazione alla gestione degli appalti, sono incorsi in una necessità di adeguamento risultata parzialmente funzionale, della quale vengono però esposte tutte le criticità.
Infine si analizza l’alternativa, anche alla luce della gestione del più recente evento del sisma di Amatrice, di un modello di gestione delle emergenze non improntato alla provvisorietà, ma ad una gestione quanto più omogenea sul territorio nazionale e chiara in quelle che sono le attribuzioni di compiti e poteri necessari.
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