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Tesi etd-11152016-180538


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
GRAFFAGNINO, ALISSA
URN
etd-11152016-180538
Title
Obesità e spettro bipolare in pazienti con episodio depressivo maggiore (EDM)
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Mauri, Mauro
Parole chiave
  • disturbo bipolare
  • disturbo depressivo maggiore
  • obesità
  • sovrappeso
Data inizio appello
06/12/2016;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
06/12/2019
Riassunto analitico
I disturbi dell’umore (per es., il disturbo depressivo maggiore [MDD] e il disturbo bipolare [BD]) sono delle sindromi molto diffuse. La prevalenza globale del MDD è stimata essere attorno al 4-5% (Vos et al., 2012), mentre gli affetti da BD sono approssimativamente l’1,5% della popolazione (Kessler, Berglund, Demler, Jin, &amp; Walters, 2005), (Perala et al., 2007). Ad entrambe le condizioni fa spesso seguito un decorso cronico, ininterrotto, che evidenzia un impatto maggiore nella morbidità. I disturbi dell’umore sono le cause che conducono ad anni vissuti con disabilità (YLDs) e anni di disabilità nell’inserirsi nella società (DALY), sottolineando come MDD e BD siano una priorità nella salute pubblica (Mathers, Lopez, &amp; Murray, 2006), (Vos et al., 2012), (Whiteford et al., 2013).<br>Il sovrappeso e l’obesità sono stati un grande problema della salute pubblica per quanto riguarda i decenni passati. Studi epidemiologici indicano che approssimativamente metà della popolazione adulta nella Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo sviluppo (OECD, 2013) è soprappeso e il 18 % è obeso (OECD 2013). Inoltre questa prevalenza è aumentata in tutti i paesi studiati nei gruppi di popolazione, a prescindere da sesso, età, razza, reddito e livello d’istruzione (OECD 2013). L’obesità è associata con numerose complicanze come il diabete di tipo 2 (T2DM), malattie cardiovascolari, patologie muscolo-scheletriche e diverse forme di cancro e anche con un aumento del rischio di mortalità (Flegal, Kit, Orpana, &amp; Graubard, 2013),(Lu et al., 2014), (Tobias et al., 2014), di conseguenza è stata una causa di crescente onere malattia-associato e della crescita dei costi di assistenza sanitaria (Allender &amp; Rayner, 2007), (Kelly, Yang, Chen, Reynolds, &amp; He, 2008), (Finkelstein, Trogdon, Cohen, &amp; Dietz, 2009), (Finkelstein, Brown, Wrage, Allaire, &amp; Hoerger, 2010).<br>L’obesità e i disturbi dell’umore sono frequentemente associati. Individui con MDD, comparati con la popolazione generale, hanno un rischio più alto del 50% di sviluppare obesità (Blaine, 2008), (Luppino et al., 2010), (Toups et al., 2013). La prevalenza dell’obesità è sostanzialmente aumentata anche in pazienti con BP, (Kemp et al., 2014; Roger S. McIntyre et al., 2010; Sicras, Rejas, Navarro, Serrat, &amp; Blanca, 2008). Al contrario sovrappeso e obesità si presume che aumentino il rischio di insorgenza di sintomi depressivi significativi ed episodi maniacali (Luppino et al., 2010; Mather, Cox, Enns, &amp; Sareen, 2009; Milaneschi et al., 2012; Vannucchi, Toni, Maremmani, &amp; Perugi, 2014). Considerato l’elevato impatto dell’obesità e dei disturbi dell’umore come disabilità e morbilità, il co-verificarsi di queste condizioni è estremamente rilevante dal punto di vista della salute pubblica e la prova preliminare indica che può verificarsi effetto cumulativo della pressione associata della malattia (Atlantis, Goldney, Eckert, &amp; Taylor, 2012; Everson, Maty, Lynch, &amp; Kaplan, 2002; Kemp et al., 2014).<br> Inoltre, le prove accumulate hanno indicato che l&#39;associazione dei disturbi dell&#39;umore e obesità non è un semplice comorbidità. Il termine comorbidità denota la copresenza di entità cliniche distinte. Studi clinici, longitudinali, epidemiologici, hanno evidenziato che queste malattie influenzano reciprocamente la presentazione, il decorso e l&#39;esito. Pertanto, un rapporto bidirezionale sarebbe una descrizione più accurata. Basandosi su queste scoperte, alcuni autori hanno proposto che questa co-presentazione rappresenti una malattia a se stante (per es., “sindrome metabolica dell’umore”) (Levitan et al., 2012; Roger S. McIntyre et al., 2007; Vogelzangs et al., 2011). Tuttavia, molti interrogativi su questa associazione rimangono senza risposta.<br>
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