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Thesis etd-11142020-162612


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
LO PORTO, VALERIO
URN
etd-11142020-162612
Thesis title
L'area archeologica di Cosa, proposta di valorizzazione della colonia romana in terra etrusca
Department
INGEGNERIA DELL'ENERGIA, DEI SISTEMI, DEL TERRITORIO E DELLE COSTRUZIONI
Course of study
INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Supervisors
relatore Prof.ssa Ulivieri, Denise
relatore Prof. Bascherini, Enrico
correlatore Dott.ssa Turchetti, Maria Angela
Keywords
  • recupero
  • Ansedonia
  • valorizzazione
  • museo
  • archeology
  • museum
  • archeologia
Graduation session start date
03/12/2020
Availability
Withheld
Release date
03/12/2090
Summary
Il tema riguarda la città romana di Cosa fondata nel 273 a. C., all’interno della quale vi troviamo anche il relativo museo archeologico. Questo luogo ricco di storia, cattura l’attenzione per la pregevole valenza paesaggistica affacciandosi sul mare dell’Argentario. Uno dei siti più importanti della Maremma, grazie alla possibilità di visitare un’intera città romana, costituita di mura ciclopiche, case romane, botteghe, foro e acropoli.

Il progetto è stato anticipato da una attenta e profonda ricerca bibliografica, che ha comportato un lungo lavoro di scrittura e revisione, accompagnato anche da numerosi sopralluoghi. L’obiettivo del progetto è dare valore a tutto ciò, e riattribuire quel ruolo di aggregatore sociale di pregio, che nei secoli ha portato la città di Cosa ad assumere una egemonia su tutto il territorio.

Una volta risolto il problema della viabilità, che oggi risulta insufficiente ed inadeguata, gli interventi si concentrano sull’ampliamento e la riorganizzazione del museo, e sulla riformulazione dei percorsi dell’area archeologica con interventi puntuali laddove utile e/o necessario, con ricorso a passerelle, ad esempio per rendere accessibile il Capitolium. Il museo, si espande verso ovest, andandosi a sovrapporre alla domus di Quinto Fulvio. Ampliamento necessario, in quanto la città risulta in gran parte da indagare, e i magazzini sono già saturi di reperti catalogati.
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