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Tesi etd-11142019-235722


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BALDI, GIULIA
URN
etd-11142019-235722
Title
Distribuzione spaziale delle catture accidentali di tartarughe marine e dello sforzo di pesca nelle Isole Pelagie e nel Golfo di Manfredonia
Struttura
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOLOGIA MARINA
Supervisors
relatore Prof. Casale, Paolo
Parole chiave
  • pescherecci a strascico
  • Pelagie Islands
  • marine turtle
  • Manfredonia Gulf
  • loggerhead turtle
  • Isole Pelagie
  • Golfo di Manfredonia
  • fishing effort
  • distribuzione spaziale
  • catture accidentali
  • Caretta caretta
  • bycatch
  • sea turtle
  • sforzo di pesca
  • spatial distribution
  • tartarughe marine
  • trawlers
  • Vessel Monitoring System
  • VMS
Data inizio appello
09/12/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
RIASSUNTO
Caretta caretta è la tartaruga più abbondante nel Mar Mediterraneo, ma la sua distribuzione non è ancora conosciuta approfonditamente. Le catture accidentali o “bycatch” sono considerate una delle minacce più importanti per la sopravvivenza di questi animali. Negli anni sono state acquisite molte nozioni sulla distribuzione delle tartarughe e sulle catture accidentali su grandi settori del Mediterraneo. Questi studi sono però ancora insufficienti, in quanto per implementare adeguate misure di conservazione per questo animale sono necessarie maggiori informazioni sulla sua distribuzione ad una scala spaziale più ridotta. Inoltre, per applicare efficacemente queste misure è necessario migliorare le conoscenze sulle minacce antropiche, ossia investigare lo sforzo di pesca ed esaminare come bycatch e sforzo di pesca si relazionino tra loro spazialmente. Le Isole Pelagie e il Golfo di Manfredonia sono due aree riconosciute come importanti aree neritiche di foraggiamento, in entrambe sono stati registrati dei tassi di bycatch elevati, anche se le informazioni in merito e le misure di conservazione adottate sono ancora insufficienti. Gli obiettivi dello studio sono 1) migliorare le conoscenze sulla distribuzione spaziale delle tartarughe nelle aree delle Isole Pelagie e del Golfo di Manfredonia, 2) valutare la distribuzione spaziale dello sforzo di pesca nelle due aree e la sua relazione con la distribuzione delle catture.
La distribuzione delle tartarughe è stata studiata tramite le catture accidentali in attrezzi da pesca, in particolare lo strascico. Per raccogliere questi dati è stato speso un periodo di tempo in entrambe le aree, nel quale sono state attivate collaborazioni con i pescherecci che hanno fornito le posizioni delle catture accidentali effettuate durante l’attività di pesca. Sono state ottenute anche informazioni sulla taglia e sul peso delle tartarughe catturate da pescherecci a strascico. Per studiare la distribuzione dello sforzo di pesca sono stati richiesti alla Guardia Costiera i dati del sistema VMS (Vessel Monitoring System), una tecnologia di monitoraggio satellitare che sempre più spesso viene utilizzata per scopi di ricerca. I dati ottenuti (“ping”) hanno subito un estensivo pre-processamento che ha rimosso dati duplicati, segnali dentro e in prossimità dei porti, velocità e rotte anomale. Sia per i dati di cattura che per i dati VMS sono state rappresentate le distribuzioni attraverso la stima di densità kernel rappresentando le aree con il 90% e 50% di probabilità che venga registrato uno dei dati di posizione. Per entrambe le aree, una volta puliti i ping è stata analizzata la distribuzione spaziale nel tempo di tutta la flotta (suddivisa in 3 gruppi a seconda degli attrezzi utilizzati: soltanto strascico, strascico ed altri attrezzi, unicamente altri attrezzi) e la variazione della distribuzione temporale per i pescherecci a strascico. Per confrontare i dati VMS con i dati delle catture raccolti nel Golfo di Manfredonia, sono stati scelti due approcci: 1) confrontare tutti i dati VMS delle imbarcazioni con reti a strascico con tutti i dati di bycatch, 2) confrontare le catture accidentali effettuate da un singolo peschereccio a strascico con i soli ping VMS riportati dallo stesso.
La collaborazione con i pescherecci nelle Isole Pelagie ha fornito 7 dati di catture accidentali. Tutti e tre i gruppi di attrezzi diversi hanno mostrato di utilizzare aree diverse nel tempo. La distribuzione temporale dei pescherecci a strascico ha fornito risultati non significativi tra i mesi ma significativi negli anni. Nel Golfo di Manfredonia sono stati ottenuti 320 dati di catture accidentali. La distribuzione spaziale dell’intera flotta ha dato risultati significativi per tutti e tre i gruppi di attrezzi sia per mese, che per mese ed anno. La distribuzione temporale dei pescherecci ha strascico ha fornito risultati significativi tra i mesi ma non significativi negli anni. Il confronto tra distribuzione spaziale delle catture e dello sforzo di pesca è risultato significativo sia per tutti i pescherecci a strascico che per i singoli pescherecci con le rispettive catture.
Lo studio nelle Isole Pelagie ha permesso di evidenziare che la distribuzione spaziale dello sforzo di pesca dell’intera flotta varia nel tempo, ma non varia il numero di giorni-barca lavorati nei mesi. Il numero di giorni-barca è invece risultato differente tra anni, probabilmente perché nel 2018 le condizioni climatiche sono state avverse. È stato possibile individuare delle aree in cui lo sforzo di pesca è maggiormente concentrato: Sud-Est, Ovest, Nord-Ovest di Lampedusa e Ovest di Linosa. Anche se sono state riportate poche catture, il confronto tra le catture accidentali registrate in studi precedenti e le aree maggiormente utilizzare dai pescherecci a strascico individuate in questo studio ha permesso di evidenziare alcune aree nelle quali l’interazione tra pesca e tartarughe potrebbe essere importante. Per maggiori informazioni su questa possibile interazione e sulla distribuzione spaziale delle tartarughe marine sono necessari ulteriori studi.
Nel Golfo di Manfredonia la distribuzione spaziale dello sforzo di pesca dell’intera flotta varia nel tempo. In particolare, nei pescherecci a strascico in inverno i segnali sono più abbondanti in prossimità della costa, in estate sono più frequenti più a largo, dove le acque sono più profonde. È stato visto che il numero di giorni-barca è differente tra i mesi, questo è probabilmente causato dal fermo pesca ad agosto e settembre. Le tartarughe presenti nel golfo sono state catturate principalmente durante cale svolte tra 31 e 50m e hanno diverse classi di taglia, comparabili a quelle riscontrate in studi svolti nella stessa area. Dunque, il Golfo di Manfredonia si conferma un’area importante poiché vi sono presenti sia tartarughe giovani che adulti. La distribuzione spaziale delle catture accidentali è significativamente differente dalla distribuzione dello sforzo di pesca dei pescherecci a strascico. Mentre lo sforzo di pesca si estende sia in aree a batimetria ridotta che in acque più profonde, le catture sono limitate ad un’area ristretta in prossimità della costa caratterizzata da batimetrie ridotta. Quasi tutte le catture sono state registrate in inverno, ma studi precedenti hanno riscontrato la presenza di tartarughe anche nei mesi estivi. Dai dati VMS si evince che l’attività di pesca in estate si svolge più lontano dalle coste e a profondità che sono maggiori di quelle a cui normalmente si trovano le tartarughe, dunque sembra probabile che l’assenza di catture nei mesi estivi sia dovuta a una riduzione dello sforzo di pesca nelle aree che invece sono frequentate dalle tartarughe. La distribuzione delle tartarughe non sembra essere casuale, ma probabilmente particolari condizioni presenti nel Golfo ne promuovono la presenza. Una soluzione per ridurre l’impatto sulle tartarughe in quest’area potrebbe essere ridurre lo sforzo di pesca limitando l’accesso ad alcune aree e ridurre la durata delle cale, che influenza la probabilità di annegamento dell’animale e che nel Golfo è risultata particolarmente lunga. Queste ed altre misure devono essere indagate ulteriormente. L’utilizzo del VMS si è provato utile per esaminare lo sforzo di pesca, ma per rendere più utili tali dati per la conservazione delle tartarughe ed altre specie marine sarebbe importante ridurre la lunghezza delle imbarcazioni a cui è esteso l’obbligo di installarlo e migliorare la collaborazione tra agenzia di controllo di nazioni diverse, dal momento che spesso le acque sono attraversate da imbarcazioni di nazionalità diversa.

ABSTRACT
Caretta caretta is the most frequent sea turtle in the Mediterranean Sea, but its distribution is not yet very well known. Incidental captures or bycatch are considered one of the major threats for turtle survival. During the years, a lot of knowledge has been acquired on sea turtle distribution and incidental captures on large areas of the Mediterranean. Those studies are however insufficient, as to implement appropriate conservation measures for this animal more informations are needed on the distribution on a smaller scale. Moreover, to efficiently apply these measures it is necessary to improve the understanding of the anthropic threats, that is inquire on the fishing effort and examine how bycatch and fishing effort interact spatially. Pelagie Islands and Manfredonia Gulf are two areas well known to be important neritic foraging areas, in both high bycatch rate have been shown, even though informations about this and conservation measures implemented are still poor. The aims of this study are 1) improve knowledge on spatial distribution of sea turtles in the area of Pelagie Islands and Manfredonia Gulf, 2) evaluate spatial distribution of fishing effort in these two areas and how this relates to bycatch distribution.
Sea turtle distribution has been studied through bycatch data from fishing gears, especially from trawl. To collect these data a period was spent in both areas, in which collaborations with fishermen have been activated, that provided coordinates of incidental captures carried during fishing activity. To study fishing effort distribution, data have been requested to the Coast Guard from VMS (Vessel Monitoring System), a satellite monitoring technology that even more often gets used for research purpose. The data obtained (“pings”) have been pre-processed so that duplicate data, signal inside and in proximity of harbours, abnormal speed or heading have been removed. For both bycatch and VMS data, distributions have been represented through kernel density estimate representing areas with 90% and 50% of the probability that one of the position data gets recorded. For both areas, after cleaning the pings, spatial distribution over time of the entire fleet (divided in 3 groups according to the gear used: only trawl, trawl and other gears, only other gears) and variation on temporal distribution for trawlers has been analysed. To confront VMS and bycatch data in Manfredonia Gulf, two approaches have been chosen: 1) to confront spatial distribution of VMS data sent by all trawlers with the spatial distribution of all the bycatch data, 2) to confront spatial distribution of bycatch carried by a single trawler with spatial distribution of VMS pings sent by the same trawler.
Collaboration with fishermen of Pelagie Islands provided 7 bycatch data. All three groups of gears showed to use different areas over time. Spatial distribution of the entire fleet gave significant results for all the three groups of gears for month and for month and year. Temporal distribution of trawlers provided non-significant results between months, but significant results between years. In Manfredonia Gulf 320 incidental capture data were obtained. Spatial distribution of the entire fleet gave significant results for all the three groups of gears for month and for month and year. Temporal distribution of trawlers provided significant results between months, but non-significant results between years. Spatial distribution comparison between bycatch and fishing effort resulted significant for both single vessels with corresponding captures and for all the trawlers.
The study in the Pelagie Islands showed that spatial distribution of fishing effort varies over time, but it does not vary the day-boat number worked over months. The day-boat number worked over years has instead resulted significant, probably because in 2018 climatic conditions have been averse. It has been possible to pinpoint areas with highly concentrated fishing effort: Southeast, West, Southwest of Lampedusa and West of Linosa. Even though few captures have been reported, comparison between bycatch recorded in previous studies and areas of major utilization from trawlers highlighted in this study made possible to point out some areas in which interaction between fisheries and sea turtle could be relevant. To obtain more information on this possible interaction and on sea turtle distribution more studies are necessary.
In Manfredonia Gulf, fishing effort spatial distribution of the entire fleet varies over time. For trawlers in winter signals are more abundant in proximity of the coastline, during summer they are more frequent offshore where water is deeper. Day-boat number differs between months, this is probably because of the fishing temporary halt in August and September. Sea turtles found in the gulf have been captured mainly during hauls between 31 and 50m deep and they have different class sizes, comparable to those found in other studies in the same area. Therefore, Manfredonia Gulf is confirmed as an important area because there are both juvenile and adult turtles. Bycatch spatial distribution is significantly different from the entirety of trawlers fishing effort distribution as well as from the distribution of the single trawler. While fishing effort expands both in shallow and deep waters, bycatch is limited in a restricted area in proximity of the coast characterised from shallow waters. Almost all the bycatch happened during winter, but previous studies highlighted sea turtle presence even during summer. From VMS data it appears that during summer fishing activities are performed far away from coastlines and in waters that are deeper than the ones were turtles are usually found. Absence of captures during summer seems to be due to reduction of fishing effort in those areas that are frequented by turtles instead. Sea turtles’ distributions does not seem to be casual, but probably particular conditions found in the gulf promote their presence. A solution to reduce the impact on turtles in this area could be reduce fishing effort restricting access to some areas and reducing tow duration, that influences the probability of drowning of the turtle and that has proven especially long in the Gulf. Those measures must be yet investigated thoroughly. VMS use was proven useful to examine fishing effort, but to make it more useful to sea turtle and other species conservation it would be important to reduce the length of vessels for which installation is mandatory and improve collaborations between monitoring centres of different nations, considering that often waters are crossed from vessels of different nationalities.
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