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Tesi etd-11142019-122258


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
PREX, LUCA
URN
etd-11142019-122258
Title
EFFETTO DELLE TERAPIE NUTRIZIONALI PRE-CHIRURGIA BARIATRICA SULL'ATTIVAZIONE DELL'INFLAMMOSOMA
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Blandizzi, Corrado
correlatore Prof.ssa Nannipieri, Monica
Parole chiave
  • terapia nutrizionale
  • diet
  • bariatric surgery
  • chirurgia bariatrica
  • infiammazione
  • inflammation
  • inflammasome
  • inflammosoma
  • NLRP3
  • Obesity
  • Obesità
  • dieta
  • nutritional treatment
Data inizio appello
10/12/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
10/12/2089
Riassunto analitico
L'obesità rappresenta uno dei maggiori problemi di salute pubblica, sia per il suo interessamento pandemico, sia per la sua associazione ad importanti comorbidità fisiche e psicologiche. La comprensione dei meccanismi fisiopatologici alla base dello sviluppo dell'obesità è di rilevanza al fine di sviluppare nuovi approcci terapeutici e per il miglioramento di quelli già presenti nell'odierno scenario clinico. Evidenze presenti nella letteratura scientifica hanno dimostrato sia una stretta associazione tra lo sviluppo di obesità e uno stato infiammatorio locale e sistemico, sostenuto in parte dall'inflammosoma NLRP3, sia il ruolo di quest'ultimo nello sviluppo delle numerose comorbidità associate all'obesità. All'interno di questo scenario si colloca il presente studio i cui principali scopi sono stati: 1) valutare l’esistenza di una correlazione tra l'applicazione di tre differenti trattamenti nutrizionali pre-chirurgia bariatrica e la variazione dei livelli plasmatici di due proteine facenti parte del sistema dell'inflammosoma [caspasi-1 ed interleuchina (IL)-1β]; 2) l’eventuale presenza di differenze tra i tre diversi trattamenti nutrizionali pre-chirurgia bariatrica sull’inflammosoma.
Per lo svolgimento del presente studio sono stati arruolati 33 pazienti che soddisfacevano i seguenti criteri di inclusione: 1) età compresa tra i 25 e i 65 anni; 2) BMI ≥ 40kg/m2; 3) programmazione dell’intervento chirurgico dopo 6 settimane dall’inclusione. Sono stati esclusi, invece, i pazienti caratterizzati da: 1) BMI > 55 kg/m2 o peso > 160 kg; 2) GFR < 60 mL/min/1,73m2; 3) Insufficienza epatica o NASH (incremento di AST/ALT di tre volte rispetto ai valori normali); 4) DMT1; 5) Blocco AV; 6) Aritmie cardiache; 7) Ipopottassiemia non controllata; 8) Terapia cronica con diuretici potassio-disperdenti; 8) Diarrea persistente; 9) Insufficienza cardiaca o FE < 50%; 10) TIA o Ictus negli ultimi 12 mesi; 11) Pazienti sottoposti a procedure concomitanti; 12) Ogni altra condizione o malattia che possa interferire con lo studio.
Di questi 33 pazienti 25 erano di sesso femminile e 8 di sesso maschile. L’età media era di 45±10 anni con un valore minimo di 26 anni e un valore massimo di 65 anni. Il BMI medio era di 49±7,5 kg/m2 con un valore minimo di 35,9 kg/m2 e un valore massimo di 68,5 kg/m2.
I pazienti attraverso uno studio metabolico in due tempi diversi: al t0 (tempo pre-dieta) e al t1 (tempo post-dieta). Lo studio metabolico ha compreso: 1) una visita medica generale con misurazione del peso e del BMI del paziente; 2) OGTT; 3) calcolo delle concentrazioni plasmatiche di IL-1β e caspasi-1 tramite test ELISA; 4) calorimetria. Infine, al t0, oltre al rilascio e all’illustrazione dettagliata del foglio informativo del protocollo dello studio e all’acquisizione del consenso informato da parte del paziente, è stato assegnato in maniera casuale uno dei tre regimi dietetici a breve termine pre-chirurgia bariatrica.
Le tre terapie nutrizionali erano caratterizzate da un apporto calorico pari al 50% della spesa energetica a riposo (REE), calcolata tramite calorimetria indiretta. Ciò che invece differiva tra le diete era la distribuzione dei macronutrienti: 1) la dieta Low-Carb, prescritta a 8 pazienti, era caratterizzata da una percentuale di carboidrati, grassi e proteine rispettivamente del 25%-20%-55%; 2) la dieta Low-Carb con un pasto proteico sostitutivo, seguita da 10 pazienti, aveva una composizione di 25-20-55; 3) la dieta di tipo mediterraneo è stata prescritta a 15 pazienti e aveva una distribuzione dei macronutrienti di 55/60-15/20-30.
I risultati dello studio hanno mostrato una riduzione significativa dei livelli plasmatici di IL-1β nei pazienti dopo trattamento nutrizionale pre-chirurgia bariatrica. Tuttavia, non è stato evidenziato un decremento statisticamente significativo delle concentrazioni plasmatiche di caspasi-1, nonostante la mediana e l’IQR delle suddette concentrazioni calcolate al t0 siano stati minori rispetto ai valori ricavati al t1. Inoltre lo studio ha rilevato una differenza significativa tra i tre approcci dietetici per quanto riguarda la loro efficacia nel ridurre le concentrazioni plasmatiche sia di IL-1β che di caspasi-1. La dieta di tipo mediterraneo ha mostrato un maggior effetto sulla riduzione delle due citochine. Tale risultato suggerisce quindi che la composizione dei macronutrienti del trattamento nutrizionale possa influenzare l’attivazione dell’inflammosoma.
Dai risultati ottenuti in questo studio pilota emerge la necessità di incrementare la popolazione dei pazienti arruolati. Infatti, un aumento della potenza del campione potrebbe: 1) delineare meglio eventuali significatività statistiche circa le variazioni dei valori plasmatici di caspasi-1 pre- e post-trattamento nutrizionale; 2) rendere possibile l’esecuzione di un’analisi di regressione multivariabile, che consentirebbe di confrontare le variazioni dei valori plasmatici delle citochine con altri parametri antropometrici e metabolici. Tale comparazione potrebbe evidenziare aspetti critici circa i meccanismi fisiopatologici alla base dell’attivazione del sistema dell’inflammosoma nel paziente obeso.
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