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Tesi etd-11142013-110147


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
MIELE, ALESSANDRO
URN
etd-11142013-110147
Title
LA RAGIONEVOLE PRESCRIZIONE DEL PROCESSO
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof.ssa Galgani, Benedetta
Parole chiave
  • prescrizione del reato
  • prescrizione del processo
  • ragionevole durata del processo
  • caso Mills
  • legge ex Cirielli
  • art. 157 c.p.
Data inizio appello
09/12/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La presente tesi mira a delineare, in una possibile ottica riformatrice, le numerose distorsioni che la prescrizione, ad oggi, riflette sull&#39;intero sistema penale italiano.<br>Attraverso un attento excursus storico e comparatisco, si esaminano teorie e principi che giustificano la presenza di tale istituto in ogni sistema di giustizia a sfondo accusatorio. Allo stesso tempo si osservano pronunce giurisprudenziali e proposte della dottrina che invocano una riforma del meccanismo prescrizionale: una riforma imposta dalla complessa situazione in cui versa il nostro sistema-giustizia. <br>Alla luce di alcuni casi giurisprudenziali emblematici (con ripercussioni, inevitabilmente, anche a livello sovranazionale), emergono i chiari limiti propri dell’art. 157 c.p., soprattutto a seguito della riforma della l. 251/2005 (c.d. legge ex Cirielli). <br>L&#39;obiettivo del presente lavoro è quello di tracciare una possibile “scissione” dei tempi prescrizionali, suddividendo una “prescrizione del reato”, propria di una prima fase cronologicamente scandita, da una “prescrizione del processo”, relativa al solo dibattimento, quindi successiva all’esercizio (eventuale) dell’azione penale, ex art. 112 Cost. <br>In tale direzione muove, oggi, gran parte della dottrina italiana, le cui proposte trovano ampio spazio nei diversi disegni di legge presentati, negli ultimi anni, in Parlamento. <br>Tale “scissione” porterebbe benefici non solo ai singoli processi, ma anche, in un’ottica macroscopica, al sistema di giustizia in toto che, ad oggi, non riesce a far fronte all’eccessivo carico giudiziario, a causa del quale l’intero apparato penale rischia di collassare.<br>
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