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Tesi etd-11052018-113214


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
PALADINI, BEATRICE
URN
etd-11052018-113214
Title
La psicoterapia sistemica. Tra individuo e famiglia
Struttura
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE
Supervisors
relatore Prof. Mazza, Roberto
correlatore Prof. Puleggio, Antonio
controrelatore Prof.ssa Smorti, Martina
Parole chiave
  • transgenerazionale
  • Terapia familiare sistemica
  • intergenerazionale
  • complessità
  • valutazione sistemica
Data inizio appello
26/11/2018;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
26/11/2088
Riassunto analitico
In questo elaborato ho voluto concentrare la mia attenzione su ciò che è la famiglia secondo l’ottica sistemica. Essa può essere paragonabile ad un sistema relazionale in costante evoluzione che si adatta alle varie esigenze di sviluppo dei suoi membri e a quelle dell’ambiente che la circonda. Numerose sono le teorizzazioni a riguardo; a partire da Bertalanffy che la definì un sistema attivo, in cui ogni tensione intrasistemica porterà la famiglia ad un nuovo adattamento, in una costante altalena tra ricerca di equilibrio e desiderio di trasformazione. Secondo Levi-Strauss la famiglia è invece un sistema aperto in interazione con altri sistemi e quindi porre solo la famiglia nel focus d’attenzione, trascurando l’ambiente che la circonda e da cui è influenzata, sarebbe operare una scelta riduttiva.
Partendo da un excurus storico della terapia familiare sistemica, dalla sua nascita negli Stati Uniti negli anni Cinquanta con le teorie batesoniane, sono giunta alle riformulazioni di Jackson, il quale stravolse le teorie di Bateson, concependo la famiglia non più come un sistema cibernetico o omeostatico ma come un sistema nel quale i suoi membri stabiliscono il proprio pattern di regole, più o meno esplicitamente. Il quadro storico ha abbracciato diversi contributi, dal costruttivismo di Maturana al Milan approach di Mara Selvini Palazzoli e collaboratori fino ad approdare al Post moderno e all’era della complessità.
Il mio interesse si è poi rivolto verso la valutazione sistemica e, nonostante le innumerevoli difficoltà a causa della mancanza di teorie unitarie nella categorizzazione dei sistemi familiari, ho deciso di selezionare modelli che guardassero alla sofferenza del paziente in un’ottica sistemica, intrapsichica e transgenerazionale.
Successivamente ho analizzato l’importanza, in un momento storico in cui si predilige la terapia individuale a scapito di quella familiare, delle sedute allargate per favorire il processo terapeutico e come anche le “spiacevoli” intrusioni di setting, possano risultare una risorsa per coinvolgere i familiari dei pazienti, tra cui le voci inascoltate dei minori, che nel setting si dimostrano una risorsa, conducendo ad un outcome positivo.
L’interesse si è poi rivolto a contesti familiari patologici, come nel caso della famiglia del tossicodipendente o della famiglia maltrattante. In questi casi la famiglia diventa luogo di complesse dinamiche intrise di amore, frustrazioni, dissidi, invischiamenti e spesso maltrattamenti e abusi.
Concludendo sono giunta ad analizzare gli ultimi modelli teorici che basano le proprie radici nella “teoria del caos”, nel quale la complessità è protagonista. La famiglia, secondo questo modello, è paragonabile ad un sistema instabile che nella sua instabilità trova però risorse per evolversi verso una nuova configurazione che, nonostante la sua precarietà, consente al terapeuta di intervenire. Egli, anche se non in modo risolutivo, potrà accompagnare il sistema nel suo viaggio verso configurazioni che permettano nuovi equilibri.
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