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Tesi etd-11052006-192211


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Mani, Danilo
email address
d.mani@hotmail.it
URN
etd-11052006-192211
Title
Recupero e miglioramento dei pascoli in Valtiberina destinati all'allevamento dei bovini di razza Chianina
Struttura
AGRARIA
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE
Commissione
Relatore Ferruzzi, Guido
Relatore Pistoia, Alessandro
Parole chiave
  • Valtiberina
  • Pascoli
  • razza Chianina
  • Allevamento
  • Parassiti
Data inizio appello
11/12/2006;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
L&#39;attività zootecnica di tipo estensivo rappresenta una delle forme più idonee per la valorizzazione dei territori localizzati in aree rurali marginali, in quanto, consente di sfruttare e gestire razionalmente le risorse pascolive, contribuendo ad aumentare i redditi delle imprese agricole. Il pascolamento, oltre a rappresentare un importante fattore economico in quanto permette di contenere i costi di produzione, risulta di notevole importanza per il mantenimento dell&#39;equilibrio ambientale del territorio. La presenza di pascoli con cotici erbosi consolidati, rappresenta un sistema di controllo efficace e prioritario contro i dissesti idrogeologici, come spesso accade in molte zone declivi, come sulla dorsale Appenninica.<br>La Valtiberina, è un caso tipico di ruralità marginale, caratterizzata da ambienti collinari idonei per essere sfruttati soprattutto con le attività pascolive. L&#39;attività agricola è quindi legata quasi esclusivamente allo sfruttamento dei pascoli, per l&#39;allevamento di bovini da carne per lo più di razza Chianina provenienti dalla vicina culla d&#39;origine vale a dire la Valdichiana.<br>Questa razza, dopo anni d&#39;abbandono, ha avuto negli ultimi anni un notevole rilancio, in quanto le scelte dei consumatori si sono orientate sui prodotti provenienti da razze autoctone. La razza Chianina, infatti, presenta caratteristiche molto apprezzate in termini di qualità organolettiche e di genuinità, e per questo, ha acquisito recentemente anche il marchio I.G.P. &#34;Vitellone bianco dell&#39;Appenino centrale&#34;. La Chianina, detta anche &#34;gigante bianco&#34;, per la sua gran mole, presenta ottime performance produttive e risulta particolarmente idonea per l&#39;allevamento semi-brado, in quanto è un&#39;ottima pascolatrice, e si adatta molto bene a diversi ambienti pedoclimatici, anche se risulta molto esigente da un punto di vista nutrizionale per le sue caratteristiche morfo-funzionali.<br>Da queste premesse, nasce il progetto di ricerca finanziato dall&#39;Agenzia Regionale Sviluppo e Innovazione Agricola (A.R.S.I.A.), per la valorizzazione della zootecnia toscana attraverso l&#39;ottimizzazione dell&#39;utilizzazione delle risorse pascolive in aree collinari e montane, e il sotto-progetto &#34;Miglioramento delle produzioni animali attraverso la razionalizzazione della gestione dei pascoli nei territori della Val Tiberina&#34;, nell&#39;ambito del quale è stata svolta la presente tesi di laurea.<br>La ricerca ha avuto due obiettivi principali; il primo è stato quello di migliorare la qualità dei pascoli mediante l&#39;utilizzazione di differenti tipi di miscugli di semenze, che permettono di ottimizzare le caratteristiche quanti-qualitative dei cotici erbosi, ed in definitiva aumentare il carico animale mantenibile. Il secondo obiettivo ha riguardato la valutazione dello stato sanitario sui pascoli e sugli animali; fattore importante per le ripercussioni che può avere sulle performance produttive dei bovini tenuti per lunghi periodi al pascolo.<br>La prova ha avuto una durata di tre anni, ed ha messo in evidenza che i cotici seminati hanno dato migliori risultati produttivi e qualitativi (miglioramenti sopratutto in termini di UBA), rispetto al cotico naturale, ad eccezione del primo anno, quando i seminativi erano ancora troppo giovani e pertanto ancora poco consolidati.<br>In ogni caso, le produzioni qualitative dei pascoli, dipendono principalmente dall&#39;andamento metereologico, e dalla durata della prova sperimentale, pertanto, si ritiene che i tre anni di prova non siano del tutto sufficienti per valutare in pieno l&#39;effettivo miglioramento dei pascoli.<br>I risultati relativi al miglioramento dello stato sanitario degli animali, hanno invece dato esiti positivi, nell&#39;arco di due anni, in quanto i trattamenti hanno manifestato la loro efficacia in un breve intervallo di tempo.