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Thesis etd-10292009-204217


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
ENACHE, MARIA CRISTINA
URN
etd-10292009-204217
Thesis title
Sviluppo locale tra tecnologia e sostenibilita
Department
INTERFACOLTA'
Course of study
SCIENZE PER LA PACE: COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO, MEDIAZIONE E TRASFORMAZIONE DEI CONFLITTI
Supervisors
relatore Prof. Brunori, Gianluca
correlatore Prof.ssa Ruiz, Maria Laura
Keywords
  • sviluppo
  • sostenibilità
  • tecnologia
Graduation session start date
03/12/2009
Availability
Withheld
Release date
03/12/2049
Summary
“La Terra può essere considerata come un grande sistema, l’ambiente terrestre («geosistema»), le cui parti costitutive (aria, acqua, rocce, esseri viventi) formano dei sottoinsiemi (atmosfera, litosfera, biosfera) connessi tra loro da flussi di materia e di energia.” (G. Santoprete, “Ambiente e risorse naturali – attività antropiche e inquinamento”).
Fino a qualche centinaio di anni fa, le esigenze energetiche dell’uomo erano pienamente soddisfatte dall’abbondanza di risorse e dal fabbisogno molto ristretto di energia, poiché l’uomo era fonte energetica per se stesso, occupato solo con attività per la sopravvivenza, attività basate sui lavori pressoché fisici. Con l’avvento degli scambi e con la realizzazione di produzioni superiori alle proprie necessità, viene innescata, negli ultimi tre-quattro cento anni, la spirale della crescita economica e, da questa, un insieme di reazioni a catena, concentrate soprattutto sulla creazione di meccanismi per produzioni sempre superiori.
Il risultato di tutte le attività umane è rappresentato dalla tecnosfera, che ormai non è più un evento manifestato sporadicamente, ma un nuovo sottoinsieme che assorbe ingenti quantità di materia ed energia. La sua impostazione fa della tecnosfera un sottoinsieme particolare, che assorbe materia ed energia dagli altri ambienti, senza offrire a questi, possibilità di reintegrare la materia prelevata.
Se, agli inizi dell’era industriale, le condizioni permettevano la crescita della società tecnologica, basata sul consumo vorace di materia e di energia esauribile, come il petrolio, il gas ed il carbone, con l’andare avanti, questa crescita ha iniziato a risentirsi, da una parte, del rischio esaurimento di materie ed energia, dall’altra parte, dei primi sintomi di inquinamento degli altri sottoinsiemi. In effetti, non a caso, oggigiorno si parla della c.d. “maledizione delle risorse” , una condanna dell’umanità derivata dall’aumento della scarsità, condizione che ha determinato, negli ultimi anni, situazioni di crisi, di conflitto, di rivalità per il controllo delle materie prime in esaurimento.
Strettamente collegata alla creazione della tecnosfera ed ai modi di vivere e di consumare delle società oggigiorno, sullo sfondo dell’aumento demografico e delle modifiche di consumo individuale, appare la “questione ambientale”, somma complessiva degli effetti sull’ambiente, risultati in seguito all’azione delle comunità umane. E’ una questione d’interesse globale, dato che le dimensioni dei segnali d’allarme non sono circoscritte e, quindi, la ricerca di soluzioni, non è solo oggetto dell’attività strettamente scientifica, ma rappresenta un’azione che investe di pari passo politiche, governi, collettività.
Nell’ottica dell’azione collettiva per la soluzione dei problemi ambientali globali, la strategia dello “sviluppo sostenibile” appare come la strada più percorribile, poiché questa strategia permette, nello stesso tempo, azioni trasversali a tutti i campi dell’operato umano ed azioni geograficamente coordinate, che possano ristabilire i vari equilibri e trasformare la tecnosfera, da strumento di dominio dell’uomo sulla natura, a strumento di ripartizione più equa delle risorse (inclusa la tecnologia!) sia sull’orizzonte geografico, sia su quello temporale.
La tesi in discussione mira ad analizzare (senza la pretesa dell’esaurimento dell’argomento, in realtà molto più sfaccettato) in quale misura, le strategie di sviluppo sostenibile, possano poggiare sulle applicazioni di una parte della tecnosfera, per concludere positivamente ed equamente la questione ambientale, in un’ottica che riesce ad attraversare dal punto di vista temporale e geografico, la Terra. In altre parole, si tenta di comprendere l’utilità di alcune applicazioni tecnologiche, (quelle riferite all’energia rinnovabile) nell’ottica della progettualità, volte ad innescare i processi di sviluppo locale sostenibile, multisettoriale, in diversi tipi di organizzazione umana.
Quindi, la presente ricerca si propone di riflettere sul potere d’impatto degli interventi di sviluppo sostenibile, fondati sull’implementazione, a livello locale, di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, mediante l’impiego del potenziale energetico naturale presente sul posto, nei paesi ricchi, emergenti e in quelli in via di sviluppo.
L’analisi parte da alcuni approfondimenti circa lo stato del settore energetico a livello mondiale e dai segnali d’allarme scaturiti dall’idea dell’esaurimento delle risorse, soprattutto del petrolio, sullo sfondo delle forti interdipendenze sia economiche, sia di sicurezza degli approvvigionamenti. Si sottolinea il ruolo strategico del petrolio, responsabile di gran parte delle dinamiche geopolitiche degli ultimi cent’anni. Si illustrano, altresì, le necessità delle inversioni di direzione in quello che riguarda i piani di crescita economica e la loro trasformazione in piani di sviluppo sostenibile.
Si focalizza l’attenzione sugli approcci della comunità internazionale e di alcuni singoli stati, dinanzi alle problematiche globali; inoltre, vengono presentati alcuni modelli di impostazione normativa del settore energetico, come quello dell’UE, e, in forte rapporto di vincoli con questo, il modello rumeno, come caso di studio, tutto nell’ottica della catena: Rio – Kyoto – UE – Stato Membro, sottolineando le connessioni tra di essi, in termini di crescente obbligatorietà: Rio – facoltativo, Kyoto – vincolante per i firmatari, UE – obbligatorio negli obiettivi, per chi è membro, Romania – livello di adattamento e di attuazione, obbligatorio ed imprescindibile, per via della sua condizione di membro UE.
Vengono, infine, approfonditi quattro modelli di tecnologia energetica da fonti rinnovabili, capaci di realizzare due obiettivi contemporaneamente: utilizzare le risorse interne del contesto locale e non inquinare oltre i limiti consentiti. I quattro modelli sono: biomasse (biodiesel e bioetanolo), solare termico, fotovoltaico ed eolico. Gli approfondimenti toccano il settore tecnico e quello economico, analizzando la forza dei progetti di sviluppo locale fondati sulle rinnovabili, di creare valore aggiunto al contesto locale, nel complesso della diversificazione delle attività e della multifunzionalità delle aziende agricole.
A tal fine, per ogni modello preso in considerazione, sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento alcuni paesi che spiccano come produttori di tecnologia, come produttori di energia rinnovabile o come aspiranti ad un ruolo attivo sui mercati energetici regionali e/o internazionali. Inoltre si analizzano strategie di interventi di sviluppo nei PVS.
In questo contesto viene sottolineato il ruolo della tecnologia e del potenziale energetico naturale, come fattori di vantaggio economico, su diversi orizzonti temporali, in funzione delle fluttuazioni dei prezzi petroliferi e tecnologici.
Infine, le conclusioni consistono nell’approfondire, sulla base dei dati raccolti ed analizzati, quanto è opportuna l’implementazione tecnologica per la produzione di energia rinnovabile ed a quali condizioni, ed in quale misura può essere sostituito il paradigma della crescita economica con quello dello sviluppo sostenibile, al fine di perseguire il preciso obiettivo della produzione di cambiamenti positivi concreti nelle comunità umane industrializzate, emergenti ed in via di sviluppo.
La tesi in discussione, inoltre, prova di approfondire il nesso energia-sviluppo sulla base di considerazioni multi-disciplinari, che vanno oltre la mera considerazione economica, anche se quest’ultima è imprescindibile.
Si analizza, inoltre, il nesso energia-agricoltura, il quale nesso, rappresenta un altro argomento che necessita un approccio multi–disciplinare, al fine di rilevare le interdipendenze visibili ma anche quelle meno immediate, scaturite da fattori esterni all’ambito meramente agricolo.
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