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Thesis etd-10252022-090623


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
MESCHI, CLAUDIA
URN
etd-10252022-090623
Thesis title
Fattori predittivi di risposta al trattamento chemio-immunoterapico nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato
Department
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Course of study
MALATTIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO
Supervisors
relatore Prof. Petrini, Iacopo
Keywords
  • biomarkers
  • predictive factors
  • fattori predittivi
  • chemio-immunoterapia
  • NSCLC
  • lung cancer
Graduation session start date
11/11/2022
Availability
Withheld
Release date
11/11/2062
Summary
Il tumore del polmone rappresenta la principale causa di morte per patologia neoplastica a livello mondiale. Nonostante le più recenti innovazioni terapeutiche, persiste la necessità di ottimizzare il trattamento per migliorare la prognosi dei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Recentemente l’impiego della chemio-immunoterapia di prima linea per il trattamento di pazienti con NSCLC in stadio avanzato si è diffuso nella pratica clinica, tuttavia le evidenze di efficacia e sicurezza riguardo alla somministrazione di tale trattamento al di fuori del contesto sperimentale sono ancora limitate e non è del tutto chiaro quali parametri possano essere affidabili nel predire la risposta alla terapia. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’efficacia e la tollerabilità, nella reale pratica clinica, di un trattamento chemio-immunoterapico di prima linea nei pazienti con NSCLC avanzato e il ruolo di determinate caratteristiche cliniche, molecolari e laboratoristiche come potenziali fattori predittivi di risposta. La PFS mediana è stata di 8.7 mesi (IC 95% 4.5-12.9), mentre l’OS mediana è stata di 12.4 mesi (IC 95% 6.4-18.4). Dai risultati delle analisi univariate condotte sono emerse differenze significative in PFS per: esposizione tabagica (p = 0.008), ECOG PS alla diagnosi (p = 0.042), risposta obiettiva valutata secondo i criteri RECIST e iRECIST (p < 0.001 per entrambi), eventi infettivi (p = 0.009), uso di antibiotici (p = 0.001) e dosaggio della PCR (p = 0.015). Abbiamo inoltre osservato un trend verso la significatività in termini di miglior PFS per i pazienti che alla diagnosi mostravano una conta neutrofilica nel range di normalità (p = 0.059) e che in seguito al trattamento sviluppavano tossicità immunorelata (p = 0.050).
In base ai risultati delle analisi univariate abbiamo costruito un modello multivariato in cui l’utilizzo di antibiotici (p = 0.013) e l’esposizione tabagica (p = 0.035) sono risultati gli unici fattori prognostici indipendenti. In termini di OS sono risultate invece significative alle analisi univariate: indice pack-year (p = 0.022), istotipo (p = 0.028), metastasi epatiche (p = 0.017), ECOG PS alla diagnosi (p = 0.036) e alla prima rivalutazione (p < 0.001), risposta obiettiva valutata secondo i criteri RECIST e iRECIST (p < 0.001 per entrambi), tossicità immunorelata complessiva (p = 0.001) e specificatamente cutanea (p = 0.005), eventi infettivi (p = 0.017), uso di antibiotici (p = 0.001), dosaggio della PCR (p = 0.010) e conta neutrofilica (p = 0.027). Abbiamo inoltre osservato un trend verso la significatività in termini di migliore OS nei pazienti che presentavano: eventi tromboembolici (p = 0.064), uno stadio alla diagnosi diverso dal IVB (p = 0.053), un dosaggio di LDH inferiore al doppio del limite superiore della norma (p = 0.063). Abbiamo dunque condotto un’analisi multivariata dell’OS costruendo un modello in cui l’istotipo (p = 0.001), il dosaggio di LDH (p = 0.009), l’insorgenza di eventi tromboembolici (p = 0.030), l’insorgenza di eventi infettivi (p = 0.024) sono risultati fattori predittivi indipendenti. Un alto numero di neutrofili al momento della diagnosi (p = 0.077) e lo sviluppo di tossicità immunorelata (p = 0.050) sono risultati borderline significativi per essere indipendenti. Questo studio conferma l’efficacia e la tollerabilità, nella reale pratica clinica, di un trattamento chemio-immunoterapico di prima linea in pazienti con NSCLC avanzato. Inoltre, sebbene i marcatori di risposta al trattamento siano ancora oggetto di studio, la nostra analisi suggerisce che diversi parametri clinici e laboratoristici potrebbero ricoprire un ruolo predittivo.

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