logo SBA

ETD

Digital archive of theses discussed at the University of Pisa

 

Thesis etd-10222020-175011


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
SALERNI, ANTONIO
URN
etd-10222020-175011
Thesis title
Spettro autistico e ortoressia nervosa: un'indagine nella popolazione universitaria
Department
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Course of study
PSICHIATRIA
Supervisors
relatore Prof.ssa Dell'Osso, Liliana
Keywords
  • ortoressia nervosa
  • disturbi del comportamento alimentare
  • spettro autistico
  • anoressia nervosa
  • Orto-15
  • AdAS Spectrum
Graduation session start date
16/11/2020
Availability
Withheld
Release date
16/11/2090
Summary
Riassunto

Premessa: il termine autismo compare per la prima volta nel Manuale Diagnostico e
Statistico dei disturbi Mentali DSM III venendo differenziato dalla schizofrenia e dalle
psicosi fino a confluire nei Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Desorder,
ASD) nel DSM-5. Già Bleuler ed Asperger avevano proposto e descritto una continuità tra
la condizione di malattia conclamata e la popolazione non clinica; più recentemente il
riscontro di tratti autistici sottosoglia nei parenti di primo grado dei pazienti con ASD e,
successivamente, anche in altri gruppi ad alto rischio della popolazione generale o clinica,
come i pazienti affetti da altri tipi di disturbi psichici, ha portato alla costruzione del modello del Broad Autism Phenotype (Fenotipo Autistico allargato BAP). Tale concetto viene solo
in parte accolto nel DSM-5, mentre il Subthreshold Autism Spectrum Model, in linea con un
approccio dimensionale alla psicopatologia, si propone di valutare sia i sintomi sopra la
soglia che quelli sottosoglia, i tratti atipici, prodromici o residuali. Sulla base di questa nuova prospettiva, è stato poi realizzato l’Adult Autism Subthreshold Spectrum (AdAS Sprectrum),
un nuovo questionario sviluppato specificamente per valutare forme sottosoglia di spettro
autistico. Sia le forme conclamate di ASD che le forme parziali o sottosoglia sembrano
costituire un fattore di vulnerabilità verso lo sviluppo di altri disturbi mentali, e molti studi
si sono soffermati sull’osservazione di una frequente sovrapposizione tra ASD ed altri
disturbi. In particolare, ad oggi, sempre più dati suggeriscono un possibile legame ed una
sovrapposizione tra manifestazioni psicopatologiche di Disturbi della nutrizione ed
alimentazione (Feeding and eating disorders, FED) e ASD. Nel contesto di un legame tra
FED ed ASD, la maggior parte della letteratura si è concentrata su ASD ed Anoressia
Nervosa (Anorexia Nervosa, AN) che presentano frequente comorbidità. Il modello di
pervasività, rigidità e comportamenti stereotipati, che caratterizzano l'attenzione sulle abitudini alimentari in AN, assomiglia molto a quello dei pazienti con ASD, al punto che è
stata proposta una riconcettualizzazione dell’AN come un fenotipo femminile di spettro
autistico. Recentemente, nell’ambito dei disturbi alimentari si è assistito alla comparsa di
nuovi fenotipi di disturbi restrittivi, tra i quali l’Ortoressia Nervosa (Orthorexia Nervosa,
ON) che ha sollevato particolare interesse. Quest’ultima, non presente nel DSM-5, è
caratterizzata da preoccupazioni eccessive circa il mantenimento di un'alimentazione sana,
tali preoccupazioni portano a una selezione progressiva di determinate categorie di alimenti
compromettendo significativamente la salute psico-fisica del soggetto.
Come nel caso dell’AN, anche nei soggetti con ON sono riscontrabili tratti simili a quelli dei
soggetti di spettro autistico, quali rigidità, ritualità, perfezionismo, interessi ristretti,
difficoltà nelle relazioni sociali.

Scopo: Nonostante le crescenti ricerche sulla psicopatologia dell'ON, e le frequenti
somiglianze riportate tra ON e AN, così come tra AN e spettro autistico, nessuno studio,
stando a quanto a noi noto, ha ancora indagato la presenza di tratti autistici tra soggetti con
ON. Alla luce di tali premesse, lo scopo di questo studio è stato quello di indagare la
relazione tra ON e tratti autistici in una popolazione universitaria italiana.

Metodi: lo studio si è svolto in collaborazione con il Rettorato dell’Università di Pisa. A
tutti gli studenti e dipendenti dell’Università di Pisa è stata inviata una mail con invito a
partecipare allo studio e un link di accesso alla piattaforma per la compilazione dei
questionari. Tutte le procedure sono state approvate dal Comitato Bioetico di Ateneo. Ai
partecipanti è stato chiesto di compilare online, in forma anonima, i questionari“ORTO-15”
e “AdAS Spectrum” e un form per la raccolta di alcuni dati socio-demografici.

Risultati: un totale di 2426 soggetti ha partecipato allo studio. Il campione è stato diviso in
due gruppi sulla base del punteggio riportato sul questionario ORTO-15, considerando come
gruppo ortoressia nervosa (ON) quelli con punteggio inferiore a 35 (cut-off del questionario)
ed i rimanenti come controlli sani. Il gruppo ON era composto da una percentuale
significativamente più alta di femmine rispetto ai maschi e da una percentuale
significativamente più elevata di soggetti che seguono una dieta vegana/vegetariana
piuttosto di una onnivora. I soggetti del gruppo ON hanno riportato punteggi
significativamente più alti sia nei singoli domini che nel punteggio totale al questionario
AdAS Spectrum, ad eccezione del dominio dell’Empatia. È stata inoltre eseguita un'analisi
di regressione lineare multipla con il punteggio ORTO-15 come variabile dipendente, il
punteggio totale dell’AdAS Spectrum e il sesso come variabili indipendenti. I risultati hanno
mostrato che un punteggio totale più elevato al questionario AdAS Spectrum e il genere
femminile erano statisticamente predittivi di un punteggio ORTO-15 più basso (tendenza
ortoressica più elevata). Infine, è stata eseguita un'ulteriore analisi di regressione lineare
multipla con il punteggio ORTO-15 come variabile dipendente e i punteggi riportati ai
domini AdAS Spectrum e il sesso come variabili indipendenti. Quest’ultima regressione ha
identificato i seguenti predittori di una tendenza ortoressica più elevata: genere femminile,
un punteggio più basso del dominio di comunicazione verbale dell’AdAS Spectrum, un
punteggio più alto ai domini dell’AdAS Spectrum di inflessibilità e aderenza alla routine,
interessi ristretti e ruminazioni.

Conclusioni: come nel caso dell’AN, anche l’ON appare associata alla presenza di tratti
autistici sottosoglia. L’ON potrebbe essere considerata come una manifestazione dello stesso
fenotipo dello spettro autistico associato all’AN: secondo questa ipotesi, per entrambi i
disturbi il nucleo sintomatologico può essere identificato nei tratti autistici sottostanti,
manifestandosi con un focus specifico su cibo e dieta. Le differenze nella mentalizzazione
soggettiva dei sintomi tra AN e ON possono dipendere da cambiamenti negli input specifici
ricevuti dall'ambiente sociale. L'associazione riportata nel presente lavoro tra ON e i domini
dell’AdAS Spectrum di Routinarietà e inflessibilità e di Interessi ristretti e ruminazioni, già
riscontrata nell’AN in studi precedenti, supporta l'ipotesi che il legame tra spettro autistico
e ON debba essere considerato in stretta somiglianza con l'associazione dello spettro
autistico con AN, sottolineando ulteriormente la presenza di basi psicopatologiche comuni
per queste tre condizioni.
File