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Thesis etd-10112023-152654


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
COSTANTINO, ANDREA
URN
etd-10112023-152654
Thesis title
L'incidenza dell'amiloidosi cardiaca e renale su una casistica autoptica ventennale: an under-reported pathology?
Department
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Course of study
MEDICINA LEGALE
Supervisors
relatore Prof.ssa Turillazzi, Emanuela
correlatore Prof. Di Paolo, Marco
Keywords
  • autopsie
  • Amiloidosi
  • malattia rara
  • prevalenza locale
  • istologia
Graduation session start date
03/11/2023
Availability
Withheld
Release date
03/11/2093
Summary
Con il termine amiloidosi si intende un gruppo eterogeneo di patologie caratterizzate dall'accumulo disfunzionale di materiale proteico insolubile in ambiente extracellulare. Attualmente sono noti più di 30 sottotipi diversi di amiloidosi, distinguibili in base al tipo di proteina accumulata, al fenotipo clinico ed alle caratteristiche genetiche associate alla patologia. Gli organi maggiormente coinvolti da questo accumulo patologico di materiale proteico risultano essere i reni, il cuore, l'apparato gastrointestinale, il fegato, la cute, i nervi periferici e gli occhi, anche se può essere potenzialmente coinvolto qualsiasi organo. Come detto, la classificazione dell'amiloidosi può essere condotta sulla base di varie caratteristiche intrinseche della malattia, quali il meccanismo patogenetico alla base dell'accumulo di materiale proteico. Si riconoscono così: l'amiloidosi primaria, come quella AL, dovuta ad una produzione eccessiva di catene leggere di immunoglobuline anomale da parte delle plasmacellule con successivo accumulo nei vari organi; l'amiloidosi secondaria o infiammatoria, detta AA, come risultato di altre condizioni patologiche, quali l'artrite reumatoide o il mieloma multiplo, che fungono da innesco per un’eccessiva produzione della proteina amiloide sierica A (SAA), con accumulo preferenziale nei reni; l'amiloidosi ereditaria determinata da mutazioni genetiche che portano alla produzione di proteine amiloidi anormali, come nel caso dell’amiloidosi da transtiretina (ATTR). Inoltre, questa patologia eterogenea può anche essere classificata sulla scorta della localizzazione preferenziale del materiale proteico anomalo, riconoscendo così l'amiloidosi localizzata, in cui l'accumulo proteico si verifica in apparati specifici del corpo, come il cuore o i reni, e l'amiloidosi sistematica in cui sono invece coinvolti contemporaneamente più organi e tessuti. La prevalenza aumenta con l'aumentare dell'età: la mediana alla diagnosi è di circa 63 anni e nel 55% circa dei casi i pazienti risultano essere di sesso maschile. Tuttavia, indipendentemente dalla sottocategorizzazione, l'amiloidosi è classificata come una patologia rara in quanto contraddistinta da una prevalenza inferiore ai 5 casi ogni 10.000 abitanti. Attualmente, in Italia ed in Europa, sono in corso vari studi che hanno lo scopo di definire in modo più approfondito l'epidemiologia delle varie forme di amiloidosi su base geografica per favorire la costituzione di registri nazionali. Infatti, dai primi risultati è emersa una netta eterogeneità di prevalenza di questa malattia su base geografica, sia a livello europeo, dove ad esempio in Portogallo risulta endemica, sia in Italia. Sul suolo italiano è emersa una netta discrepanza tra le varie regioni con picchi di prevalenza per alcune determinate forme di amiloidosi, come quella da transtiretina ereditaria, in alcune aree come quella tosco-emiliana. Sulla base di questi dati, è stata impostata una ricerca retrospettiva su una casistica autoptica ventennale selezionata su cui sono state impiegate specifiche tecniche istologiche al fine di verificare, a posteriori, se fossero presenti elementi patognomonici di amiloidosi su tessuto cardiaco e renale. Lo scopo di questo studio sperimentale, seppur limitato dalla casistica esaminata e dalla rarità della patologia, è quello di verificare la prevalenza di questa patologia da accumulo sul territorio locale in persone over 60 decedute per qualsiasi causa negli ultimi 20 anni, senza diagnosi nota di amiloidosi, e di confrontare tale dato con quello nazionale. Il fine ultimo di questo studio è volto a favorire studi multicentrici più approfonditi su larga scala sul territorio toscano e nazionale, così da avere dati più accurati relativi alla reale portata epidemiologica di questa patologia e stimolare infine la ricerca scientifica riguardo eventuali nuovi target terapeutici.
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