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Tesi etd-10092013-101845


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
MARIANI, RUGGERO
URN
etd-10092013-101845
Title
L'Aquila. La città e il suo governo nelle illustrazioni dei documenti pubblici antiquiori.
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
Commissione
relatore Prof. Ascani, Valerio
correlatore Prof. Collareta, Marco
Parole chiave
  • disegno
  • arte
  • miniatura
  • l'aquila
Data inizio appello
04/11/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il lavoro di ricerca è stato condotto sul patrimonio documentario della città de L’Aquila. Lo scopo è stato il voler far emergere, tra i tesori sommersi d’archivio, i testi più antichi di origine civile, ovvero di committenza e finalità pubblica, che presentino pagine in qualche maniera decorate da illustrazioni, disegni o miniature.<br>L’indagine si è pertanto concentrata su quattro manoscritti, tutti di materia legislativa, che per la prima volta sono diventati complessivamente oggetto di una ricerca storico-artistica: i risultati sono quindi inediti.<br>Tale corpus è costituito dagli Statuta Civitatis, in due esemplari, dalla Riforma Costituzionale statutaria ed infine dalla cosiddetta Raccolta dei Privilegi. <br><br>I manoscritti degli statuti cittadini sono stati redatti in uno strettissimo giro di anni tra fine Trecento e inizio Quattrocento. Essi presentano numerosi ed affascinanti disegni notarili funzionali alla lettura ed alla consultazione del testo. Indagati nelle forme e nei significati, essi vanno a costituire una sorta di “indice visivo” che il lettore poteva utilizzare per trovare rapidamente e richiamare le norme particolari e le materie legislative più ampie vergate in maniera non sempre organica. Tali disegni sono opera di più mani, ed in base all’analisi effettuata sono stato in grado di individuare con buon grado di certezza almeno due autori (con una possibile attribuzione).<br>Inoltre, uno dei due codici statutari contiene due carte dipinte da Francesco da Montereale intorno al 1530, raffiguranti una crocifissione ed un’aquila dalle fattezze araldiche, anch’esse opportunamente esaminate.<br><br>L’indagine si è poi spostata su un piccolo manoscritto: la Riforma Costituzionale degli Statuti, che accoglie un’iniziale aniconica miniata, d’autore ignoto, che verosimilmente è coeva alla redazione del testo, ovvero il 1476.<br><br>Infine, oggetto della tesi è stato un altro importante manoscritto conservato presso l’Archivio di Stato, contenente la Raccolta dei Privilegi che la Corona, prima angioina e poi aragonese, concedeva alla città. La redazione di questo manoscritto è avvenuta in un arco di tempo che può attestarsi tra il 1438 e il 1524, e la ricca decorazione miniata è avvenuta a mio giudizio in un periodo che può condensarsi intorno agli anni 1458 – 1465 circa.<br>L’indagine mi ha fatto riconoscere, oltre il miniatore “di penna” che ha realizzato un centinaio di capilettera filigranati, cinque miniatori “di pennello” che si sono alternati nella decorazione del manoscritto. Emergono con particolare rilievo il “Secondo miniatore”, autore in particolare di tre splendide iniziali abitate, ed il miniatore del Diploma di fondazione della città, dal gusto artistico tardogotico, molto eclettico. La figura del “Primo miniatore” sembra invece introdurre nel manoscritto elementi proto-rinascimentali afferibili alle novità dei linguaggi figurativi dell’arte libraria.<br>Le testimonianze artistiche esaminate sono state quindi collocate nel contesto più ampio della diffusione della cultura tardogotica a L’Aquila e nell’Abruzzo aquilano. Quest’area geografica, notoriamente terra di frontiera ed insieme di cerniera, accoglie fenomeni artistici “di mediazione” particolarmente vivaci e interessanti tra le diverse regioni del centro Italia, per i numerosi contatti e scambi tra artisti provenienti da culture figurative differenti.<br><br>I risultati di questa ricerca sono dunque articolati nei quattro capitoli del presente lavoro. Il primo disegna il profilo storico de L’Aquila dalla sua fondazione fino alla conquista aragonese. Il secondo ed il terzo capitolo sono dedicati all’esame del repertorio figurativo presente nel corpus dei quattro manoscritti; il quarto capitolo, infine, vuole delineare il contributo che la miniatura offre al panorama artistico appena descritto. Questa tesi è costituita anche da un secondo tomo che raccoglie le schede di catalogo elaborate nel rispetto del rigore e della metodologia della ricerca storico-artistica.<br>
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