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Tesi etd-10092007-161343


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
MEROLA, DONATO
email address
meroladonato@tiscali.it, merola@dst.unipi.it
URN
etd-10092007-161343
Title
Biostratigrafia a foraminiferi planctonici dei depositi emipelagici dell’Oligocene superiore/Miocene inferiore (Calcari con Selce) e del Miocene medio (Calcilutiti ad Orbulina) della Montagna della Maiella (Appennino centrale, Abruzzo)
Settore scientifico disciplinare
GEO/02
Corso di studi
SCIENZE DELLA TERRA
Commissione
Relatore Prof.ssa Patacca, Etta
Parole chiave
  • Miocene
  • Italia
  • Maiella
  • Foraminiferi planctonici
  • Biostratigrafia
  • Appennino centrale
  • Abruzzo
  • Oligocene superiore
Data inizio appello
02/05/2007;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
02/05/2047
Riassunto analitico
Il massiccio della Montagna della Maiella è in gran parte costituito da una potente successione carbonatica i cui depositi, in affioramento, abbracciano un arco temporale che va dal Giurassico superiore al Miocene superiore. I depositi emipelagici oggetto di studio appartengono al Gruppo Bolognano, che rappresenta la parte più recente (Oligocene superiore-Miocene superiore) di questa successione carbonatica. Il Gruppo Bolognano include sette Formazioni; la più recente di queste è la ben nota Formazione Gessoso Solfifera del Messiniano. Le altre sei formazioni sono costitute da depositi di rampa carbonatica che formano, nel complesso, tre “coppiette” litologiche separate da superfici di unconformity e interpretate in letteratura come tre sequenze deposizionali. Ogni sequenza è formata da una parte inferiore di mare basso (calcareniti bioclastiche) che ne rappresenta l’early trasgressive systems tract ed una parte superiore di mare più profondo (calcilutiti e marne emipelagiche a foraminiferi planctonici); che ne costituisce il late trasgressive systems tract e l’highstand systems tract. <br>Scopo della ricerca è stato lo studio biostratigrafico, utilizzando i foraminiferi planctonici, delle emipelagiti che costituiscono la parte superiore delle due sequenze stratigraficamente più basse. Queste due sequenze, affioranti principalmente nel settore settentrionale della Maiella, corrispondono alla Formazione Calcari con selce e alla Formazione Calcari ad Orbulina del Gruppo Bolognano.<br>Sono state campionate e misurate complessivamente sei sezioni stratigrafiche. Le sezioni scelte sono costituite essenzialmente da un’alternanza di calcilutiti marnose e marne e, subordinatamente, da calcisiltiti e calcareniti a grana fine. Lungo le sezioni sono stati raccolti in serie oltre 700 campioni. Le analisi di laboratorio hanno riguardato lo studio semiquantitativo al microscopio ottico del contenuto microfossilifero, costituito in gran parte da foraminiferi planctonici, di circa 350 residui di lavaggio. Data la natura litologica dei campioni studiati, quasi tutti da mediamente a ben litificati, non è stato possibile preparare residui di lavaggio con tecniche tradizionali, utilizzando, ad esempio, acqua e acqua ossigenata a 130 volumi. Per questo motivo, per la disgregazione dei campioni è stato usato acido acetico. In particolare, sono state impiegate due differenti tecniche. I campioni più marnosi, generalmente più facilmente disgregabili, sono stati trattati con una soluzione di acido acetico all’80% a temperatura ambiente (acetolisi “a freddo”) mentre per i campioni più calcarei è stato impiegato acido acetico caldo cristallizzabile, puro al 96% (acetolisi ”a caldo”).<br>Nella Formazione Calcari con Selce sono state studiate tre sezioni stratigrafiche: la sezione Decontra, la sezione Guado S. Antonio e la sezione Cerratina. All’interno della Formazione sono stati riconosciuti, dal basso verso l’alto stratigrafico, i seguenti 4 bioeventi: la first occurence (FO) di Globoturborotalita woodi, la FO di Paragloborotalia kugleri, la FO di Globigerinoides sacculifer e la last regular occurence (LRO) di Globoquadrina sellii.I primi tre sono comuni a tutte e tre le sezioni stratigrafiche studiate, mentre la LRO di Globoquadrina sellii è stata registrata solo nella sezione di Decontra e dubitativamente, nella sezione Guado S. Antonio. In tutte le sezioni è stato possibile documentare il limite tra le zone P22 e N4 grazie alla comparsa di P. kugleri. La FO di questa specie è particolarmente importante in quanto consente di individuare il limite Oligocene-Miocene. Infatti, nella sezione di Lemme-Carrosio, scelta come GSSP del limite Paleogene-Neogene, la FO P. kugleri si verifica due metri sopra il punto che individua il limite. La comparsa di P. kugleri rappresenta, quindi, il biorizzonte a forminiferi planctonici che meglio approssima il limite Oligocene-Miocene. Nelle sezioni studiate il riconoscimento di tale limite è facilitato dalla presenza di altri tre bioeventi di secondo ordine che precedono (FO di G. woodi) e seguono (FO di G. sacculifer e FRO di G. sellii) la comparsa di P. kugleri.<br>Nella Formazione Calcari ad Orbulina sono state studiate tre sezioni stratigrafiche: la sezione Fiume Orta, la sezione Roccamorice e la sezione Roccamorice-Ponte. L’abbondanza e la diversificazione dei foraminiferi planctonici hanno permesso di riconoscere all’interno di questa formazione tutte le biozone e le sottozone note fino ad oggi nell’area mediterranea fra la base del Langhiano e la parte inferiore del Tortoniano, dalla Zona a Praeorbulina glomerosa s.l. (sottozona a Praeorbulina glomerosa sicana) alla Zona a Neogloboquadrina acostaensis. Sono stati individuati tredici bioeventi di primo ordine, che definiscono i limiti delle zone e delle sottozone, e dodici importanti eventi di secondo ordine che consentono di accrescere notevolmente la risoluzione biostratigrafica lungo le sezioni studiate. Alcuni di essi si verificano contemporaneamente ad eventi primari e rappresentano, quindi, degli eventi aggiuntivi che facilitano il riconoscimento dei limiti zonali. Lungo le sezioni studiate sono ben individuabili su base biostratigrafica i limiti Langhiano-Serravalliano (sezione Fiume Orta) e Serravalliano-Tortoniano (sezioni Fiume Orta e Roccamorice).<br>Il limite Langhiano-Serravalliano è stato posto in corrispondenza della last occurence (LO) nel nannofossile Sphenolithus heteromorphus che, nella sezione Fiume Orta, precede di poco la LO di Globorotalia peripheroronda, in accordo con quanto osservato in diverse altre successioni dell’area mediterranea e dell’Oceano Atlantico.<br>Il limite Serravalliano-Tortoniano è stato approssimato alla last common occurence (LCO) di Globigerinoides subquadratus. Questo bio-orrizonte, in entrambe le sezioni in cui è stato riconosciuto, si verifica contemporaneamente alla LRO di Globigerinoides obliquus obliquus. La LCO di Globigerinoides subquadratus,considerata in letteratura isocrona a scala globale, coincide quasi esattamente con il livello sapropelico corrispondente al ciclo N° 76 di HILGEN et al. (2003), il cui punto medio è stato scelto come limite Serravalliano-Tortoniano nella sezione di Monte dei Corvi, GSSP della base del Tortoniano di recente istituzione.<br>In conclusione, le Calcilutiti ad Orbulina sono risultate essere particolarmente interessanti per la grande mole di dati biostratigrafici che forniscono nel periodo Langhiano-Tortoniano inferiore. In particolare, la sezione Fiume Orta è una delle poche sezioni note nell’area mediterranea in cui sono ben esposti e ben definibili da un punto di vista biostratigrafico sia il Limite Langhiano-Serravalliano che il limite Serravalliano-Tortoniano e, dunque, rappresenta potenzialmente una sezione di riferimento per l’intera area mediterranea, sia per la ricchezza che per la qualità dei dati che fornisce.<br>
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