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Tesi etd-10042019-133454


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
DIANO, MARCO
URN
etd-10042019-133454
Title
Microplastiche nei Molluschi Bivalvi: revisione sistematica della Letteratura
Struttura
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Supervisors
relatore Prof. Armani, Andrea
correlatore Dott.ssa Giusti, Alice
controrelatore Dott.ssa Tinacci, Lara
Parole chiave
  • Revisione Sistematica
  • Microplastiche
  • Bivalvi
  • Metodica Analitica
  • Sicurezza Alimentare
Data inizio appello
25/10/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
25/10/2089
Riassunto analitico
Le Microplastiche (MP) sono microscopiche particelle di dimensioni inferiori ai 5 mm, potenzialmente capaci di introdursi nella catena trofica. I Molluschi Bivalvi (MB), in quanto organismi filtratori, sono particolarmente soggetti all’accumulo di tali particelle. Inoltre, considerando anche il fatto che vengono consumati interi, risultano un alimento potenzialmente a rischio per l’uomo. Lo scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di effettuare una revisione della letteratura relativa agli studi effettuati per la ricerca di MP nei MB al fine di ottenere uno stato dell’arte della problematica. La ricerca è stata svolta su tre differenti database, indagando 4 categorie di MB: cozze, vongole, ostriche e cappesante. Sono stati selezionati 61 studi, sulla base di alcuni criteri di inclusione minimi. Qualora presenti, sono state anche analizzate diverse informazioni aggiuntive. La maggior parte degli studi è stata pubblicata su riviste trattanti tematiche ecologico-ambientali (n= 41; 67%). La categoria più indagata negli studi è quella delle vongole. La maggior parte dei campioni analizzati proveniva da acque europee (46%) o asiatiche (33%). In Europa, i campioni sono stati raccolti prevalentemente nelle acque italiane, francesi ed olandesi, mentre in Asia, nelle acque cinesi. Nella categoria “cozza”, il genere Mytilus spp. è risultato essere il più analizzato in Europa (97%). Per la categoria ostriche, C. gigas è stata quella maggiormente analizzata in Europa (86%), in America del Nord (80%) e in Asia (37.5%). Riguardo alla quantificazione di MP nei tessuti, non è stato possibile fornire un valore medio, in quanto il numero di MP non veniva espresso mediante un valore standard. Inoltre, si evince anche una enorme difformità nella descrizione morfologica delle MP. Infine, un aspetto molto importante è l’estrema varietà nei protocolli analitici utilizzati che spesso non tengono conto delle possibili vie di contaminazione durante la processazione dei campioni. Quanto detto mette in evidenza come ad oggi il problema non venga affrontato nell’ottica di effettuare una raccolta dati mirata alla valutazione del rischio per l’uomo. Infatti, nonostante questo venga ad oggi considerato trascurabile, molti aspetti relativi all’interazione delle MP con l’organismo umano così come la possibilità che esse veicolino altre sostanze tossiche sono ancora poco investigati. In particolare non esiste ancora una normativa volta alla gestione delle MP negli alimenti in generale e nei MB nello specifico, né tantomeno la definizione di una dose giornaliera raccomandata.
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