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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09282022-143925


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
CEI, MARGHERITA
URN
etd-09282022-143925
Titolo
Diagnosi precoce di sindrome dell'ovaio policistico durante l'adolescenza: studio longitudinale sull'evoluzione delle caratteristiche cliniche, biochimiche ed ecografiche nel passaggio all'età adulta
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Simoncini, Tommaso
correlatore Fruzzetti, Franca
Parole chiave
  • adolescenza
  • PCOS
Data inizio appello
25/10/2022
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è una patologia molto comune nella popolazione femminile in età fertile ed è diagnosticata grazie ai criteri di Rotterdam che prendono in considerazione l’oligo/anovulazione, l’iperandrogenismo clinico e/o biochimico e l’aspetto ecografico policistico delle ovaie. La sindrome è associata a condizioni ad alto rischio cardiovascolare, quali l’insulino-resistenza e la sindrome metabolica. Inoltre le pazienti possono presentare numerose comorbidità, in particolare metaboliche e cardiovascolari. La possibilità di fare una diagnosi di PCOS nelle adolescenti rimane ad oggi un tema molto dibattuto. Non vi sono criteri universalmente accettati per la diagnosi di PCOS in adolescenza: ciò è dovuto principalmente al fatto che le caratteristiche di questa sindrome si possono osservare anche in ragazze sane come fasi fisiologiche della maturazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio che avviene durante l’età puberale.
Il nostro studio clinico si prefigge diversi obiettivi. L’obiettivo primario è osservare retrospettivamente come si modificano negli anni le caratteristiche cliniche, ormonali e metaboliche di un gruppo di pazienti con diagnosi di PCOS posta in adolescenza, per verificare se le caratteristiche si modificano o rimangono stabili con il passaggio dall’adolescenza ai primi anni dell’età adulta. Per ulteriore conferma, abbiamo effettuato uno studio trasversale tra pazienti con diagnosi precoce in adolescenza e donne che hanno avuto la diagnosi dopo i 20 anni di età.
Per lo studio retrospettivo longitudinale abbiamo selezionato un gruppo di 44 pazienti con diagnosi di PCOS secondo i criteri di Rotterdam posta in età adolescenziale (età < 19 anni).
Per ciascuna paziente sono stati raccolti al momento della diagnosi (Tempo 0) i dati clinici, biochimici ed ecografici e sono state classificate nei quattro fenotipi secondo i criteri di Rotterdam.
Tutte le pazienti del Gruppo < 19 anni sono state rivalutate dopo un periodo di tre/cinque anni (T3/5) dal momento della diagnosi.
Per lo studio trasversale, le 44 pazienti del Gruppo < 19 anni sono state confrontate con un gruppo di pazienti in cui la diagnosi di PCOS è stata posta in età successiva all’adolescenza (Gruppo > 19 anni). Sono stati valutati gli stessi parametri clinici, ecografici, biochimici e sono stati identificati anche in questo gruppo i fenotipi.
Per quanto riguarda le caratteristiche basali delle pazienti adolescenti al momento della diagnosi di PCOS, il 54,40% risultava avere ovaie PCOM, il 93,20% delle ragazze era classificabile come iperandrogenica, l’iperinsulinemia era presente nel 61,40% delle adolescenti e il 70,50% presentava oligomenorrea. Il fenotipo A (presenza di tutti e tre i parametri dei criteri di Rotterdam) era il più comune, seguito dal fenotipo B (irregolarità mestruali con iperandrogenismo).
Dopo 3-5 anni dalla diagnosi, 16 pazienti stavano assumendo pillola estroprogestinica, 28 insulino-sensibilizzanti, 9 pazienti nessuna terapia; alcune pazienti assumevano più di un farmaco contemporaneamente. Al fine di ridurre il bias legato all’assunzione della pillola estroprogestinica, che può modificare le caratteristiche della PCOS, queste pazienti sono state escluse dall’analisi longitudinale. Abbiamo osservato che le donne hanno mantenuto gli stessi segni di iperandrogenismo, l’aspetto ovarico e l’iperinsulinemia. Solo il risultato sulla regolarità mestruale è risultato modificato in maniera statisticamente significativa. Quindi abbiamo analizzato questo dato anche nelle sole pazienti senza nessuna terapia al T3/5. Di queste 9 donne, il 33% ha raggiunto una regolarità mestruale con l’aumentare dell’età.
Abbiamo analizzato anche il cambiamento dei fenotipi al Tempo 3/5 rispetto al Tempo 0. Mentre al momento della diagnosi il fenotipo A era in assoluto il più frequente, al Tempo 3/5 la distribuzione dei fenotipi era molto più omogenea, con una leggera prevalenza del fenotipo C.
Infine, abbiamo confrontato il Gruppo < 19 anni al Tempo 0 con il gruppo di controllo composto da donne che hanno avuto la diagnosi dopo i 20 anni di età.
Non abbiamo rilevato differenze statisticamente significative circa i dati di iperandrogenismo e irregolarità mestruali, al contrario dell’incidenza dell’ovaio PCOM, più comune in età adulta, e dell’iperinsulinemia, più comune in adolescenza. In conclusione, la diagnosi posta in adolescenza con i criteri di Rotterdam risulta essere affidabile; con il raggiungimento dell’età adulta, però, l’incidenza dei fenotipi di PCOS si modifica. Questo risultato è estremamente importante, in quanto una diagnosi precoce di PCOS ci permette di iniziare il prima possibile il percorso di prevenzione delle complicazioni cardiovascolari.
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