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Tesi etd-09282015-160408


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
GATTAI, RICCARDO
URN
etd-09282015-160408
Title
Storia naturale dell'infezione cronica da HBV in paziente HBeAg negativo e anti-HBe positivo a bassa replicazione virale
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Bonino, Ferruccio
correlatore Prof.ssa Brunetto, Maurizia Rossana
tutor Dott. Colombatto, Piero
Parole chiave
  • HBeAg negativo
  • bassa replicazione virale
  • HBV
  • epatite virale cronica
  • anti-HBe positivo
  • virus
Data inizio appello
20/10/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
PREMESSA: La maggioranza dei portatori di infezione cronica da HBV presenti attualmente nella nostra area presenta un profilo virologico caratterizzato dalla negatività dell’antigene “e” (HBeAg) e dalla positività dell’anticorpo omologo (anti-HBe). I portatori HBeAg negativi possono presentare differenti quadri clinici, dall’epatite cronica (chronic hepatitis B, CHB, con HBV-DNA &gt;20000 IU/mL e transaminasi alterate), allo stato di portatore inattivo (inactive carrier, IC, con HBV-DNA persistentemente ≤2000 IU/mL e transaminasi normali); alcuni soggetti, infine, definiti portatori attivi a bassa replica (low viremic active carrier, LV-AC) presentano una condizione intermedia caratterizzata dalla presenza di livelli di HBV-DNA compresi fra 2000 e 20000 IU/mL e di valori di transaminasi normali.<br><br>SCOPO DEL LAVORO: Studiare la storia naturale dell’infezione da HBV nella fase HBeAg negativa in una coorte di 153 portatori cronici con viremia 20000 IU/mL e transaminasi nella norma alla prima osservazione, seguiti prospetticamente. E’ stato valutato il comportamento virologico e clinico nel lungo termine per identificare i fattori associati alla transizione: <br>- da infezione conclamata ad occulta (perdita dell’HBsAg sierico con o senza sviluppo di anti-HBs), <br>- da infezione attiva a bassa replica (viremia sempre ≤20000 IU/mL) ad inattiva (viremia sempre ≤2000 IU/mL)<br>- da infezione inattiva ad attiva (riattivazione).<br><br>RISULTATI: I portatori sono stati sottoposti ad un monitoraggio trimestrale di 12 mesi per caratterizzare la fase di infezione e quindi ad un successivo follow-up per valutarne la storia naturale. Nei primi 12 mesi: <br>- 20 (13.1%) hanno sviluppato una riattivazione epatitica;<br>- 87 (56.9%) sono stati classificati come IC: nel corso del successivo follow-up 19 (21.8%) hanno perso l’HBsAg (10 con sieroconversione anti-HBs), mentre 3 (3.4%) hanno presentato transizione a LV-AC;<br>- 46 (30.0%) sono stati classificati come LV-AC: 20 (43.5%) sono successivamente diventati IC (2 con progressiva perdita dell’HBsAg), mentre solo 1 (2.2%) ha presentato riattivazione epatitica (CHB).<br>Dei 20 portatori con riattivazione nei primi 12 mesi di caratterizzazione virologica, al basale 16 avevano HBV-DNA &gt;2000 IU/mL e gli altri 4 presentavano livelli di HBV-DNA ≤2000 IU/mL ma HbsAg &gt;1000 IU/mL; nessuno di essi aveva livelli basali di HBV-DNA e HBsAg rispettivamente &lt;2000 IU/mL e &lt;1000 IU/mL.<br>Analizzando il sottogruppo dei portatori inattivi (IC), la perdita di HBsAg è risultata indipendentemente associata ai livelli basali di HBsAg (P=0.009), alla loro riduzione annuale (P=0.010) e alla durata del follow-up (P=0.031). Il genotipo virale diverso dal D (P=0.038) e l’origine non italiana (P=0.049) risultavano associati a livelli di HBsAg più elevati (&gt;1000 IU/mL). <br>Nei LV-AC la presenza di livelli basali di HBsAg ≤2000 IU/mL è risultata l’unico parametro indipendentemente associato al raggiungimento di un più efficace controllo dell’infezione (passaggio ad IC) (P=0.003).<br><br>CONCLUSIONI: I risultati dello studio confermano la necessità di caratterizzare i portatori di HBsAg HBeAg negativi che alla prima osservazione presentano bassi livelli viremici (HBV-DNA &lt;20000 IU/mL) e transaminasi normali per il rischio di non diagnosticare una sottostante epatite cronica B in fase di transitoria remissione. La combinazione al basale di HBV-DNA ≤2000 IU/mL e HBsAg ≤1000 IU/mL permette di identificare con elevata accuratezza i portatori che non andranno incontro a riattivazione epatitica (valore predittivo negativo, PPN 100%), mentre un monitoraggio virologico e biochimico trimestrale per almeno 12 mesi dopo la prima osservazione permette di identificare la stragrande maggioranza dei portatori che svilupperanno un quadro di epatite B. <br>Nel portatore inattivo, ma con elevati livelli di HBsAg (&gt;1000 IU/mL), occorre tener conto delle variabili legate alle caratteristiche del virus (genotipo), dell&#39;infezione e dell&#39;ospite che possono giustificare elevati livelli dell’antigene anche in presenza di un efficace controllo della replicazione. <br>L’osservazione nel tempo dei portatori con bassi livelli di HBV-DNA al basale ha permesso di dimostrare che:<br>- i soggetti che mantengono livelli viremici ≤20000 IU/mL per 12 mesi hanno un rischio di riattivazione molto basso; <br>- coloro che sono stati classificati come LV-AC hanno elevata probabilità di diventare IC nel corso del monitoraggio, in particolare se presentano livelli basali di HBsAg &lt;2000 IU/mL; <br>- il 20% degli IC va incontro alla perdita dell&#39;HBsAg nell’arco di 5 anni, transitando nella fase di infezione occulta. <br>
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