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Tesi etd-09262018-230759


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
CANINI, MARTINA
URN
etd-09262018-230759
Title
Effetto del sovescio e della concimazione azotata sulla dinamica di mineralizzazione della sostanza organica.
Struttura
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
PRODUZIONI AGROALIMENTARI E GESTIONE DEGLI AGROECOSISTEMI
Commissione
relatore Prof. Mazzoncini, Marco
correlatore Prof.ssa Giovannetti, Manuela
Parole chiave
  • sovescio
  • particulate organic matter
  • nitrogen
  • biologico
  • vicia villosa
Data inizio appello
15/10/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Negli ultimi anni l’agricoltura biologica, viene vista come un possibile alternativa alla così detta agricoltura “convenzionale” e ha assunto un ruolo sempre più importante nel mondo, in Europa e anche in Italia. L’applicazione dei sistemi “bio” però determina spesso riduzioni delle rese di molte colture e ciò contrasta con la necessità di sfamare una popolazione attesa di 9 miliardi di persone nel 2050. Solo se l’Agricoltura biologica saprà incrementare la produzione primaria per unità di superficie senza compromettere la capacità dei sistemi agricoli di mantenere la loro capacità produttiva, potrà rappresentare un importante modello di riferimento per lo sviluppo di processi di intensificazione realmente sostenibili basato sulle leggi dell’ecologia e dell’agronomia. Tra le tecniche ritenute più efficaci per il raggiungimento di tale obiettivo, l’uso delle colture da sovescio rappresentano una importante opportunità per tutti i sistemi agricoli parzialmente o totalmente non sussidiati.
Al fine di comprendere come l’uso della tecnica del sovescio condizioni positivamente o negativamente la fertilità del terreno incrementando rispettivamente la disponibilità di N per la coltura in successione o la mineralizzazione della sostanza organica presente nel terreno, è stata condotta una ricerca parcellare ponendo a confronto in modo fattoriale l’effetto del sovescio di leguminosa e della concimazione azotata su alcune caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del terreno dello strato attivo (0-20 cm di profondità). L’attenzione è stata posta anche nel determinare le variazioni del POM (particulate organic matter) e delle sue frazioni (leggera e pesante) per mezzo della tecnica di frazionamento fisico della sostanza organica (Magid et al, 1996) al fine di descrivere più dettagliatamente il processo di mineralizzazione e capire quale componente della sostanza organica sia stata maggiormente influenzata dai trattamenti imposti.
L’effetto del sovescio di veccia e della concimazione azotata hanno determinato un incremento del contenuto in sostanza organica e azoto totale del terreno apprezzabile sia dopo 6 giorni dall’interramento che dopo 36; l’impiego combinato dei due fattori ha fatto registrare gli incrementi maggiori di detti parametri. In media anche il rapporto C/N del terreno è andato crescendo ma questa tendenza si è evidenziata in modo significativo soltanto nei terreni soggetti al sovescio indipendentemente dalla concimazione azotata.
Anche l’azoto nitrico presente nel terreno nel periodo di monitoraggio è aumentato sotto l’effetto dei due trattamenti ma, anche i questo caso, gli incrementi maggiori sono stati ottenuti a seguito dell’impiego combinato delle due tecniche applicate congiuntamente e del solo sovescio se in assenza di concimazione azotata.
Solo la concimazione azotata ha determinato un incremento della biomassa microbica del terreno dopo 36 giorni dal suo interramento ma non della sua respirazione che invece è stata stimolata significativamente dal sovescio di veccia in assenza di concimazione azotata.
Analizzando la dinamica del POM e delle sue frazioni P e L, in termini ponderali si evidenzia un decremento medio del POM al termine dei 36 giorni successivi all’interramento; stesso andamento (ma con variazioni maggiori) è stato osservato per la frazione P mentre per la L si sono registrati incrementi in tutti i momenti considerati, con incrementi medi del 46% dal momento precedente l’interramento a 6 giorni dopo e ancora a 30 giorni di distanza.
Considerando le variazioni nel tempo del C presente nelle due frazioni del POM (P e L), la frazione P è risultata quella soggetta alle maggiori variazioni in aumento (+15% a 6 giorni dall’interramento del sovescio) e in diminuzione (-56% a 36 giorni). Il sovescio e l’azoto hanno reso ancora più evidenti questa tendenza media; in particolare il sovescio ha determinato, a 36 gg dall’interramento, un aumento del C della frazione L rispetto all’epoca di pre-interramento.
La maggiore variabilità espressa dalla frazione P rispetto alla L in termini di C è confermata (a più forte ragione) anche dall’analisi dell’azoto presente in questa frazione che in 36 gg è diminuito mediamente del 90% nella P, a fronte di una riduzione del 54% della frazione L (48% in presenza di sovescio e 55% con somministrazione di N).
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