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Tesi etd-09262010-120259


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
BETTINI, GLORIA
URN
etd-09262010-120259
Title
Il glioblastoma multiforme dalla diagnostica al trattamento; ruolo della metilazione del promotore di MGMT e dei polimorfismi di Akt nella risposta alla terapia.
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Danesi, Romano
Parole chiave
  • Akt
  • MGMT
  • glioblastoma multiforme
Data inizio appello
19/10/2010;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
19/10/2050
Riassunto analitico
Background<br>Il glioblastoma multiforme è il tumore cerebrale più aggressivo, costituisce, infatti, il IV grado della classificazione dei gliomi, ed è anche il tumore cerebrale più frequente.<br>Ad oggi il trattamento standard comprende: l’exeresi chirurgica più estesa possibile, la radiochemioterapia postoperatoria con un massimo di 60 Gy e temozolomide (TMZ) e 6 cicli di chemioterapia adiuvante con TMZ. Nonostante questo approccio combinato, l’outcome dei pazienti e la loro sopravvivenza media (15 mesi) risultano insoddisfacenti.<br>Per questo si continuano a studiare le diverse alternative terapeutiche e il ruolo della genetica e della epigenetica nella risposta alla terapia.<br>Molteplici studi clinici hanno correlato il livello di espressione dell’enzima O6-metilguanina-DNA metiltransferasi (MGMT) e la metilazione del promotore del suo gene con la risposta alla terapia (in particolare agli agenti alchilanti, quale la temozolomide) e la sopravivenza. Altri studi hanno associato il polimorfismo del gene Akt con risposte differenti alla radioterapia e alla chemioterapia. L’enzima MGMT è deputato alla riparazione del DNA, tramite la rimozione di gruppi alchilici dalla posizione 6 della guanina; il gene Akt codifica per una chinasi coinvolta in numerosi processi cellulari, come la regolazione dell’apoptosi e la crescita cellulare.<br>Obiettivo<br>Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare il ruolo della metilazione del promotore di MGMT e dei polimorfismi di Akt nella risposta alla terapia nei pazienti con glioblastoma.<br>Questo lavoro si prefigge, inoltre, di effettuare una stratificazione dei pazienti con promotore di MGMT metilato in base al PMR (percentuale di metilazione del promotore), per evidenziare la correlazione tra valore di PMR e sopravvivenza.<br>Metodi<br>Per questo studio è stata impiegata una coorte di 36 pazienti affetta da neoplasia cerebrale maligna gliale, sottoposta prima a chirurgia ed in seguito a radioterapia e chemioterapia con temozolomide, tra il Novembre 2000 e il Settembre 2010.<br>Per indagare la correlazione tra la metilazione del promotore di MGMT e i polimorfismi di Akt nella risposta alla terapia, dopo aver estratto il DNA dal tessuto, abbiamo eseguito la Real Time Polymerase Chain Reaction (PCR) con specifici primers e sonde per l’analisi della metilazione del promotore di MGMT e del gene di riferimento e la Real Time Polymerase Chain Reaction con specifiche sonde per la discriminazione allelica del gene Akt.<br>Istologia, sesso, estensione della rimozione chirurgica, ripetitività della rimozione chirurgica, metilazione del promotore di MGMT e polimorfismo di Akt sono stati analizzati come fattori prognostici.<br>Risultati<br>E’ stata rilevata una differenza di sopravvivenza tra i pazienti con PMR &gt;30% e quelli con PMR ≤30% (p=0,01); in particolare, la correlazione tra valori crescenti di PMR e sopravvivenza risultava ancora più evidente distinguendo i pazienti con PMR ≤30%, quelli con 30%&lt; PMR ≤77% e quelli con PMR &gt;77% (p=0,02). <br>Per quanto riguarda lo SNP di Akt rs2498804, da noi studiato, è stato osservato un DFS di 36 mesi nei pazienti con genotipo omozigote wild-type, di 16 mesi nei pazienti eterozigoti e di 9 mesi nei pazienti omozigoti per la variante contenente la citosina. <br>Prendendo in considerazione contemporaneamente i valori di PMR e il polimorfismo di Akt, il DFS mediana dei pazienti con genotipo “favorevole” (omozigoti per lo SNP rs2498804 di Akt wild type e con PMR &gt; 77%) era di 36 mesi e di 7 mesi nei pazienti con genotipo “sfavorevole” (omozigoti per lo SNP rs2498804 di Akt mutato e con PMR &lt; 77%). <br>La sopravvivenza mediana è risultata essere di 16 mesi nei pazienti con GBM I e di 67 mesi nei pazienti con GBM II.<br>Il DFS mediano è risultato essere di 7 mesi nei pazienti con GBM I e di 20 mesi nei pazienti con GBM II.<br>Conclusioni<br>Il presente lavoro conferma il ruolo della metilazione del promotore di MGMT come marker predittivo di risposta al trattamento con agenti alchilanti e di più lunga sopravvivenza.<br>Dalla stratificazione dei pazienti con promotore metilato effettuata sulla base del PMR è stato individuato che valori di PMR superiori al 30% sono sufficienti per garantire un aumento di overall survival (OS) e che valori di PMR superiori al 77% sono correlati ad un OS mediano ancora maggiore. <br>Per quanto riguarda lo SNP di Akt rs2498804, da noi studiato, è stato osservato un DFS maggiore nei pazienti con genotipo omozigote wild-type, rispetto ai pazienti eterozigoti ed ai pazienti omozigoti per la variante contenente la citosina. <br>Confrontando - quindi - il DFS mediano dei pazienti con genotipo “favorevole”<br>(omozigoti per lo SNP rs2498804 di Akt wild type e con PMR &gt; 77%) e quello dei pazienti con genotipo “sfavorevole” (omozigoti per lo SNP rs2498804 di Akt mutato e con PMR &lt; 77%) è stato rilevato un DFS mediano maggiore nei pazienti con genotipo “favorevole” (omozigoti per lo SNP rs2498804 di Akt wild type e con PMR &gt; 77%) che nei pazienti con genotipo “sfavorevole” (omozigoti per lo SNP rs2498804 di Akt mutato e con PMR &lt; 77%). <br>
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