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Tesi etd-09252018-130444


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
SCOTTO, MATILDE
URN
etd-09252018-130444
Title
Ruolo della manometria esofagea ad alta risoluzione nella diagnosi e follow-up della "esophago-gastric junction outflow obstruction" in pazienti con e senza disfagia: studio prospettico.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. de Bortoli, Nicola
Parole chiave
  • manometria esofagea ad alta risoluzione
  • esophago-gastric junction outflow obstruction
  • disfagia
Data inizio appello
16/10/2018;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
16/10/2021
Riassunto analitico
L’esophagogastric junction outflow obstruction (EGJ-OO) è una diagnosi manometrica, caratterizzata da un elevato valore di pressione integrata di rilasciamento (IRP) della giunzione esofago-gastrica in presenza di peristalsi normale. L’eziologia e la strategia terapeutica migliore rimangono sconosciute.
Scopo dello studio: è stato quello di valutare una numerosa serie consecutiva di pazienti con diagnosi manometrica di EGJ-OO con e senza disfagia come sintomo predominante utilizzando i test provocativi Multiple Rapid Swallow (MRS) e Rapid Drinking Challenge (RDC).
Pazienti e metodi: Sono stati arruolati un’ampia serie di pazienti con diagnosi di EGJ-OO alla manometria esofagea ad alta risoluzione (HRM). Tutti i pazienti risultavano negativi all’esofagogastroduodenoscopia (EGDS). Durante lo studio di HRM, sono stati eseguiti 3 MRS (deglutizione di 2 ml di acqua per 5 volte in meno di 10 secondi) e un RDC (200 ml di acqua deglutiti continuativamente). Sono stati esclusi pazienti con ernia jatale. Abbiamo classificato i pazienti in relazione al loro sintomo predominante: pazienti con disfagia (Gruppo A) e pazienti senza disfagia (Gruppo B). Abbiamo comparato questi due gruppi di pazienti sulla base dei principali parametri manometrici: l’integrale contrattile distale medio della deglutizione singola (DCI-SS), l’IRP medio, la pressione intrabolo (IBP), la percentuale di onde compartimentalizzate, il DCI-MRS, l’IRP-MRS, l’IBP-MRS, la presenza di un’adeguata inibizione esofagea durante il MRS (3 cm di pressurizzazione sulla linea isobarica a 30 mmHg durante la fase inibitoria del MRS), DCI-RDC, IRP-RDC, IBP-RDC e l’inibizione esofagea durante il RDC. Un sottogruppo di pazienti è stato sottoposto a una nuova HRM 6 mesi dopo. Abbiamo quindi eseguito una ROC curve per definire il valore cut-off dell’IRP.
Risultati: Abbiamo valutato prospetticamente 162 pazienti (66 maschi), di età media 58.5±16 anni e BMI medio 24.9±4.9 Kg/m2. La disfagia era riportata come sintomo predominante in 84 pazienti del Gruppo A (26 maschi, con età media di 60.5±15.2 anni e BMI medio di 25±5). Al contrario, 78 pazienti sono stati inseriti nel Gruppo B (40 maschi, di età media di 56.5±17.5, BMI medio di 24.9±4.8) in quanto il sintomo predominante era: rigurgito, dolore toracico, pirosi, epigastralgia.
Non è emersa nessuna differenza riguardo la pressione basale media dell’EGJ, la forza contrattile (DCI) sia durante il SS che il MRS. Il Gruppo A ha un valore maggiore di IRP-SS (p<0.001), IRP-MRS (p<0.001) e IRP-RDC (p<0.001). Similmente, l’IBP sia durante il SS che il MRS era più alto nel Gruppo A (p<0.001). Durante il test a basso volume (MRS) e ad alto volume (RDC) i pazienti del Gruppo A avevano più frequentemente pressurizzazione panesofagea (p=0-032 con MRS e p<0.001 con RDC) e perdita dell’inibizione esofagea (p<0.001). Un sottogruppo di 99 pazienti (44 del Gruppo A e 55 del Gruppo B) è stato sottoposto a follow-up manometrico. Il gruppo A confermava la diagnosi (97.7%). Soli 9/55 (16.4%) pazienti del Gruppo B mostravano la persistenza di EGJ-OO. Un valore di IRP di 19.3 mmHg (AUC: 0.947) è associato ad una sensibilità del 90.5% ed una specificità dell’87.2% per la diagnosi di EGJ-OO.
Conclusioni: I risultati di questo lavoro di tesi mostrano che la disfagia può essere un sintomo guida per identificare i pazienti che non risolvono spontaneamente la EGJ-OO. I test provocativi ed un valore più elevato di IRP possono essere d’aiuto nell’identificazione dei pazienti da sottoporre alla dilatazione endoscopica.
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