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Tesi etd-09242019-124032


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
MINCOLELLI, ANTONIO
email address
antoniominco@gmail.com
URN
etd-09242019-124032
Title
Gestione delle infezioni insorte su dispositivi cardiaci impiantabili: esperienza in un centro cardiologico di terzo livello.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Menichetti, Francesco
correlatore Dott.ssa Bongiorni, Maria Grazia
Parole chiave
  • endocardite
  • cied
  • dispositivo cardiaco elettronico impiantabile
  • icd
  • infezione
  • pacemaker
Data inizio appello
15/10/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
L'obiettivo dello studio è stato quello di riportare un’approfondita analisi descrittiva dei dati relativi a pazienti affetti da complicanza infettiva su dispositivo cardiaco impiantabile afferenti ad un centro aritmologico di riferimento, sottoposti a procedura di espianto dello stesso, ai fini di trarre delle linee di indirizzo comportamentale nell’iter diagnostico e terapeutico. È stato effettuato uno studio retrospettivo mediante analisi descrittiva delle caratteristiche demografiche e cliniche relative alla storia cardiologica dei pazienti, alla storia infettivologica e alle caratteristiche del dispositivo; tali dati descrittivi sono stati messi in relazione alle tempistiche di reimpianto del nuovo dispositivo, quando indicato, e agli indirizzi terapeutici farmacologici. Sono stati inclusi nello studio 233 pazienti con infezione del dispositivo cardiaco elettronico impiantabile (CIED).
I segni di infezione sistemica condizionano pesantemente la prognosi e la gestione ospedaliera; essi vanno pertanto strenuamente ricercati. Il ruolo dello Staphylococcus aureus, in termini di impatto prognostico, rimane controverso. Quando gestiti con la terapia di elezione rappresentata dalla rimozione completa del dispositivo la prognosi appare favorevole ed il rischio di recidive di infezione nel follow-up appare molto ridotta. È da considerarsi pertanto sicura una strategia di reimpianto precoce certamente in soggetti a minor profilo di rischio infettivo.
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